Notizie Locali Comunicati

Oltre 200 tifernati e turisti per salutare il ritorno dello Stendardo di Raffaello nella Pinacoteca

In autunno una giornata di studio dedicata all’opera: a marzo la presentazione del volume

Print Friendly and PDF

Oltre duecento tifernati hanno salutato il ritorno dello Stendardo, che è tornato a casa nella sua Pinacoteca Comunale di Città di Castello, secondo museo dell’Umbria, che per l’occasione l’ha accolto con un nuovo allestimento, dedicato allo Stendardo, ora nella rinnovata Sala Raffaello e a Luca Signorelli, di cui conserva opere di grande rilevanza come Pala di San Sebastiano e la Pala di Santa Cecilia, di recente attribuzione.

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Luca Secondi, l’assessore alla Cultura e Patrimonio Michela Botteghi, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria Francesca Valentini, il direttore dell’Istituto centrale per il Restauro di Roma Luigi Olivi. Erano presenti il vicesindaco Giuseppe Bernicchi e l’assessore Benedetta Calagreti, i consiglieri comunali Monia Paradisi ed Andrea Lignani Marchesani, l’onorevole Catia Polidori, Letizia Michelini e Cristian Betti, membri dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria il sindaco di Citerna Enea Paladino, per la Provincia di Perugia Gianluca Moscioni, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Alessandro Leveque le forze dell’ordine con il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Città di Castello Massimiliano Croce e la comandante della Compagnia della Guardia di Finanza Claudia Mossali.

Durante la presentazione sono state annunciate le prossime tappe di un progetto di valorizzazione che non si interrompe con il ritorno dell’opera nella Pinacoteca: in autunno è prevista una giornata di studi dedicata agli studi e alla diagnostica che hanno accompagnato l’intervento di restauro e a marzo la pubblicazione di un volume sul restauro-pilota compiuto sullo Stendardo. Contemporaneamente l’ICR sta lavorando ad un prodotto multimediale di Stendardo digitale, grazie al quale sarà possibile vedere l’opera nel suo farsi e senza le lacune.

Inoltre è stato annunciato il progetto di riallestimento complessivo della Pinacoteca che l’Amministrazione realizzerà con il supporto della Soprintendenza e il cui obiettivo è ripensare il museo come museo contemporaneo nell’accessibilità, nel percorso espositivo, della proposizione delle molte opere e dei capolavori senza tempo che custodisce.

L’opera. Lo stendardo, dipinto a olio, è in realtà composto da due tele di circa 167 x 94 cm, che un tempo formavano le due facce di un unico gonfalone processionale: un manufatto che veniva portato per le vie della città durante le feste religiose. Lo aveva commissionato la Confraternita della Santissima Trinità, fondata nel 1266, un sodalizio che gestiva un ospedale cittadino e che partecipava alle processioni più sentite dell'anno, dal Corpus Domini al Venerdì Santo. Su un lato compare la Trinità con i santi Sebastiano e Rocco, i due protettori tradizionalmente invocati contro la peste, mentre sull’altro è raffigurata la Creazione di Eva, con Dio Padre che trae la donna dal fianco di Adamo addormentato in un paesaggio che richiama da vicino la campagna umbra. Non è un dettaglio casuale: secondo una parte della critica, lo stendardo sarebbe un vero e proprio ex voto, commissionato al termine di una grave epidemia di peste che colpì Città di Castello tra il 1497 e il 1499 - ricerche d'archivio recenti hanno permesso di fissare la fine del contagio entro il gennaio di quell'anno.

L’opera appartiene al primissimo periodo tifernate di Raffaello, quando il giovanissimo pittore arrivò in città, secondo Vasari, proprio mentre il Perugino la lasciava per Firenze. A Città di Castello Raffaello si trovò a confrontarsi da vicino con Luca Signorelli, all’epoca l'artista dominante in zona: le loro pale venivano spesso collocate l’una di fronte all’altra nella stessa chiesa, quasi a invitare fedeli e committenti a un paragone diretto.

Sulla datazione esatta gli studiosi non concordano. Chi la colloca nel 1499 la legge come la primissima opera realizzata da Raffaello a Città di Castello, ancora prima della pala per Andrea Baronci (il cui contratto porta la data del dicembre 1500). Altri preferiscono una cronologia più tarda, intorno al 1501-1502, tra la pala Baronci e la Crocifissione Mond, leggendo lo stendardo non come debutto ma come opera già matura del soggiorno tifernate del pittore.

Il restauro. L’esito più significativo dell’intervento è rappresentato dal recupero di un’estesa porzione del disegno preparatorio originale, tracciato da Raffaello direttamente sulla tela prima della stesura della preparazione. Rimasto finora nascosto sotto i materiali accumulatisi nel corso dei restauri storici, il disegno è oggi leggibile nelle aree prive di pittura e offre una testimonianza diretta del processo creativo dell’artista. La scoperta rende visibili profili, dettagli e aspetti iconografici finora soltanto ipotizzabili e costituisce un importante contributo agli studi sulla tecnica esecutiva e sulla fase progettuale del giovane Raffaello.

“Il ritorno dello Stendardo alla Pinacoteca Comunale rappresenta dunque non soltanto il rientro di un capolavoro restaurato, ma anche un momento di forte valore identitario per Città di Castello: un’occasione per riscoprire il rapporto tra la città e il giovane Raffaello, che proprio qui ricevette alcune delle sue prime commissioni fondamentali e iniziò ad affermare il proprio nome nel panorama artistico del Rinascimento italiano” dichiarano il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi “Per l’Amministrazione lo Stendardo è anche l’esempio di una buona e proficua collaborazione tra i diversi livelli del sistema pubblico, grazie alla quale è stato possibile valorizzare lo Stendardo, nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nella Pinacoteca, con l’obiettivo di renderlo un museo vivo, dove le opere parlano il linguaggio senza tempo del Rinascimento italiano, una stagione umana e intellettuale, che è ancora di grande ispirazione per i contemporanei. La partecipazione alla mostra del MET, premiata da un successo di visitatori enorme, una media di 6.800 al giorno, secondo i dati ufficiali, ha permesso allo Stendardo, con la sua nuova e migliorata visibilità di essere conosciuto da una platea internazionale e siamo certi che questa esposizione è stata importante anche per i suoi effetti sulla promozione del territorio”. 

Redazione
© Riproduzione riservata
14/07/2026 14:52:17


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Comunicati

Oltre 200 tifernati e turisti per salutare il ritorno dello Stendardo di Raffaello nella Pinacoteca >>>

Nomine SoGePu, Alcherigi (La Sinistra per Castello): "La priorità è il rilancio dell'azienda" >>>

"La misura è colma": la posizione dell'amministrazione di Sansepolcro dopo l'aggressione >>>

A San Giovanni Valdarno l’attivazione dei varchi elettronici nell’area pedonale urbana >>>

Arezzo Fiere e Congressi: tutti i numeri del successo nel primo semestre >>>

Lega Valtiberina: "Basta 'maranza' e immigrazione fuori controllo, servono espulsioni" >>>

“Comanducci venga in Consiglio Comunale a spiegare le ragioni del doppio incarico a Piomboni” >>>

Tiro a Segno di Bibbiena: preoccupazione per il suo futuro >>>

Marco Torre è il nuovo direttore generale della direzione sanità, welfare e coesione sociale >>>

Comune di Spoleto, fumata nera sul salario accessorio >>>