Ginecologia e Punto Nascita: il PSI chiede chiarezza sul futuro dell'ospedale di Città di Castello

"Rispetto per il nostro ospedale, i suoi professionisti e i cittadini dell'Alta Valle del Tevere"
Ci preoccupa la situazione delle dotazioni organiche del personale sanitario e socio-sanitario dell'Alta Valle del Tevere e, più in particolare, delle evidenti carenze presenti all'interno dell’Ospedale di Città di Castello.
E’ estremamente necessario porre attenzione sulla situazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Città di Castello, un servizio che rappresenta un'eccellenza per il nostro territorio e un punto di riferimento per l'intera Alta Valle del Tevere. Proprio per il suo valore strategico e per i risultati conseguiti negli anni, riteniamo necessario fare piena chiarezza sul suo presente e, soprattutto, sulle sue prospettive future.
Anche i numeri confermano il ruolo strategico del reparto: nel 2025 il punto nascita di Città di Castello ha registrato ben oltre i 500 parti, non solo mantenendosi sopra la soglia minima prevista dagli standard nazionali ma anche rappresentando un presidio fondamentale per l'intera Alta Valle del Tevere, ecco perchè risultano incomprensibili alcune scelte organizzative.
Attualmente il reparto di Città di Castello può contare solo su cinque ginecologi, mentre presso altre strutture con numero ben inferiore alle 500 nascite operano sette specialisti più il direttore della struttura. Una situazione che merita spiegazioni chiare e trasparenti.
A ciò si aggiunge la vicenda del concorso per il Direttore della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia di Città di Castello, bandito nel marzo 2024, del quale ad oggi non risultano gli atti conclusivi della procedura, né è stato pubblicato un nuovo avviso.
Consapevoli che la carenza di ginecologi rappresenti oggi un problema nazionale, e che è stato da poco bandito un concorso congiunto tra USL Umbria 1 e USL Umbria 2 per l'assunzione di sei ginecologi, attendiamo ora di conoscere l'esito della procedura e, soprattutto, quale sarà la destinazione dei professionisti che verranno assunti, e quali siano le reali intenzioni della Regione Umbria nei confronti di uno dei reparti più importanti dell'intero comprensorio.
Non è una questione di campanilismo ma di trasparenza, buon senso e corretta programmazione!
Città di Castello ha sempre dimostrato senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, anche nei momenti più difficili, come durante la pandemia. Oggi, chiediamo il rispetto che il nostro ospedale, i suoi professionisti e i cittadini dell'Alta Valle del Tevere si meritano
Tommaso Massimilla
Segretario PSI Città di Castello

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