L’Umbria tra le regioni italiane con la più elevata propensione all’evasione fiscale

La Cgia di Mestre colloca il Cuore verde al settimo posto nella classifica nazionale
La Cgia di Mestre colloca al settimo posto nella classifica nazionale dell’infedeltà fiscale la Regione Umbria. Secondo lo studio, in Umbria ogni 100 euro di gettito fiscale regolarmente incassato, 14,4 euro sfuggono al fisco, un dato sensibilmente superiore alla media italiana. Complessivamente, l’ammontare delle imposte evase nella regione è stato stimato in 1 miliardo e 616 milioni di euro, una cifra che fotografa il peso dell’economia sommersa e dell’evasione sul sistema economico regionale. Il valore che sfiora il 15% indica infatti che la propensione all’evasione in Umbria supera di diversi punti quella media nazionale, evidenziando una criticità strutturale che continua a incidere sulle entrate pubbliche. L’analisi della Cgia si basa sulle elaborazioni dei dati Istat e del ministero dell’Economia e delle Finanze e misura il rapporto tra il gettito teoricamente dovuto e quello effettivamente riscosso. Non si tratta quindi soltanto di evasione “in nero”, ma di una stima complessiva del mancato gettito tributario. Le risorse sottratte al fisco rappresentano un mancato finanziamento per servizi pubblici, sanità, infrastrutture e welfare. Per l'Umbria, i numeri della Cgia confermano dunque una situazione che richiede attenzione: oltre un miliardo e mezzo di euro di tasse non versate e una propensione all’evasione superiore alla media italiana rappresentano un indicatore significativo dello stato di salute dell’economia sommersa nella regione.

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