Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro: i dati di Arezzo

La nota di Antonella Pagliantini, Segreteria provinciale Cgil Arezzo
In occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro del 28 aprile, i dati diffusi dall’INAIL sulle denunce degli infortuni, dati ancora suscettibili di variazioni, ma che ad una prima analisi restituiscono un quadro che, pur con alcune stabilizzazioni, continua a destare forte preoccupazione, soprattutto sul fronte delle malattie professionali.
Nei primi due mesi del 2026, in Toscana si registrano 6.870 denunce di infortunio, in lieve calo rispetto alle 6.924 dello stesso periodo del 2025 . Un dato apparentemente stabile, che però non deve ingannare: gli infortuni mortali passano da 12 a 10 nel bimestre, ma nel solo mese di febbraio crescono (da 3 a 8) restano predominanti gli incidenti “in occasione di lavoro” rispetto a quelli in itinere A livello nazionale il fenomeno è invece in crescita: 91.912 denunce nei primi due mesi del 2026, contro le 89.556 del 2025 . Guardando al territorio, la provincia di Arezzo mostra un segnale di peggioramento nel breve periodo: Febbraio 2026: 298 infortuni (erano 277 nel 2025) Gennaio–febbraio 2026: 572 (in calo rispetto ai 596 del 2025) Il dato mensile evidenzia quindi una ripresa degli incidenti, che interrompe la lieve tendenza positiva del bimestre. Arezzo si colloca tra le province con numeri intermedi in Toscana, ma il trend altalenante conferma una criticità strutturale, legata alla composizione produttiva del territorio, dove pesano manifattura, edilizia e logistica. In Toscana gli infortuni si concentrano soprattutto in: manifatturiero (oltre 660 casi nel bimestre) costruzioni (393) trasporto e magazzinaggio (370) sanità e assistenza sociale (435) Settori che, non a caso, sono molto presenti anche nell’economia aretina. Il dato più allarmante riguarda però le malattie professionali. In Toscana si registra un vero e proprio salto: 2.998 denunce nei primi due mesi del 2026 erano 2.325 nel 2025 Un aumento di oltre il +28%, che segnala un’emersione sempre più evidente di patologie legate al lavoro. Ancora più marcato il dato nella provincia di Arezzo: 334 denunce nel 2026 erano 258 nel 2025 Un incremento netto che conferma come il problema non sia solo quello degli incidenti immediati, ma anche delle conseguenze nel lungo periodo. Le patologie più diffuse restano quelle: muscolo-scheletriche, legate a sforzi ripetuti e posture scorrette del sistema nervoso e uditivo. Dal punto di vista del genere gli uomini sono ancora in netta maggioranza, e sempre in stragrande maggioranza riguardano lavoratori nati in Italia. Un tema ancora aperto I numeri indicano chiaramente che la sicurezza sul lavoro resta una questione aperta. Se da un lato gli infortuni mostrano una sostanziale stabilità, dall’altro: crescono le denunce a livello nazionale, aumentano i casi mortali nel breve periodo, esplodono le malattie professionali, un quadro che riguarda anche Arezzo, dove i segnali di miglioramento sono ancora fragili e discontinui. La Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro rappresenta un momento importante di riflessione, ma i dati indicano la necessità di interventi concreti e continuativi: Rafforzamento della prevenzione, soprattutto attraverso politiche serie di certificazione sulla formazione, vero antidoto di prevenzione contro infortuni e danni da lavoro, non si può evitare un pericolo che non conosci, e la formazione deve essere vista come un'opportunità e non come un'obbligo. In alcuni contratti tipo l'edilizia, la formazione sulla sicurezza è parte integrante del contratto nazionale, a garanzia della qualità ma anche della condivisione di regole e contenuti che la formazione deve avere per essere efficace. Un modello da esportare, che negli anni è riuscito a ridurre il valore assoluto dell'incidenza degli infortuni in quel settore. Importanti anche le verifiche e i controlli, che senza personale sufficiente è difficile fare, le professionalità deputate al controllo scarseggiano anche in questo ambito, e le politiche salariali al ribasso degli ultimi decenni non favoriscono a rendere il gli organi ispettivi attrattivi dal punto di vista professionale. C'è poi la tecnologia, che sta facendo passi avanti per ridurre quelle mansioni gravose e usuranti che generano sempre più danni da lavoro, ed anche su questo bisogna lavorare per mettere a disposizione delle aziende strumenti ed incentivi volti all'ammodernamento degli impianti.
La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un diritto fondamentale.

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