Serena Grandi senza filtri: Pino Daniele in codice e Maradona che baciava da Dio

Una donna che ha misurato gli uomini con un metro tutto suo
Se vuoi capire Serena Grandi, parti dalla fine: settant'anni, sola in campagna, il figlio che la chiama quattordici volte al giorno, e nessun rimpianto di facciata. Solo uno vero - Beppe Ercole, "l'errore più grande della mia vita" - e una frase che riassume tutto il resto: "Ho fatto una vita pazzesca." Il pazzesco, nel suo caso, comprende amori segreti con Pino Daniele e Maradona, le molestie di un prete a sei anni, una condanna per bancarotta e la decisione, a un certo punto, di farsi suora laica. C'è Pino Daniele, che la teneva in rubrica sotto il nome in codice "Giassé" e le dedicò Mal di te perché nessuno li scoprisse. C'è Diego Armando Maradona, che lei raggiunse al Vomero, vide una selva di fotografi, scappò e anni dopo, senza esitazione davanti alle telecamere lo definì: piccolo, ma focoso, e baciava da Dio. C'è persino Zucchero, incontrato una sera al Piper in jeans e chiodo, e seguito in albergo quella stessa notte. Una donna che ha misurato gli uomini con un metro tutto suo. Ma l'errore più grande, quello che ancora pesa, aveva un nome preciso.
Il prete, il catechismo e lei a sei anni: la ferita che non si cicatrizza
Prima ancora degli amori celebri, c'era una bambina che non voleva andare a catechismo. A Silvia Toffanin, presentando il suo libro Serena a tutti i costi, l'attrice aveva confessato di aver subito le molestie di un sacerdote a sei anni: "Ci abbracciava e voleva che lo baciassimo, è stato un trauma." Una ferita rimasta sotto traccia per decenni, poi raccontata dopo anni di elaborazione. Nel corso della vita ci sono stati altri tentativi, ma ha scelto di farseli scivolare addosso "con leggerezza". Più lacerante, dice, è stata la manipolazione degli uomini narcisisti: "Ti violentano psicologicamente" , ha denunciato in due occasioni distinte. Nel libro racconta anche come quella lontananza da Dio, iniziata da bambina, sia diventata la premessa di un ritorno: la decisione di intraprendere il percorso per diventare suora laica. Serena Grandi che si fa monaca - probabilmente la notizia più inattesa degli ultimi anni.
"Condannata per quattro padelle": il sogno riminese finito in tribunale
Dopo La grande bellezza di Sorrentino, che le aveva restituito credibilità e visibilità, Serena Grandi aveva scommesso su se stessa in un altro modo. Nel 2013 aprì "La locanda di Miranda" a Borgo San Giuliano di Rimini, chiamandola come il suo personaggio più celebre nel film di Tinto Brass. Il ristorante chiuse lasciando i dipendenti senza stipendio, e nel settembre 2020 arrivò la condanna: due anni e due mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta. Lei liquidò tutto con cinismo tagliente: "Condannata per quattro padelle." Un'amarezza incredibile, quella di vedere il proprio nome associato a un fallimento del genere. Ma Serena Grandi, si sa, non è mai stata il tipo da restare a terra.
Oggi: sola in campagna, con la malinconia e senza rimpianti di facciata
Il rimpianto più grande è il matrimonio con Beppe Ercole, definito senza giri di parole "l'errore più grande della mia vita": "Ho scoperto il tradimento solo dopo aver divorziato da lui" - quando il danno era già fatto, emotivo ed economico. Oggi vive sola in campagna: "Voglio stare da sola, perché non devo dipendere da nessuno." Accanto a lei, nel senso più concreto, c'è soprattutto Edoardo, il figlio che la chiama circa quattordici volte al giorno. C'è poi il capitolo Corinne Clery, ex amica e poi compagna di Beppe Ercole dopo il divorzio: vivono a cinque chilometri di distanza, ma Corinne non l'ha mai chiamata. "Io, però, resto aperta al dialogo", dice Serena - e in quella frase c'è tutto il suo modo di stare al mondo. Una donna che ha perso parecchio, e non finge che non sia così. Ma che non ha mai smesso, nemmeno un momento, di essere se stessa.

Commenta per primo.