Rincari di energia e materie prime, Cna Arezzo: “Costi alle stelle per le imprese”

Dal legno all’arredo fino ai lavori stradali aumenti tra il 20% e il 40%
I rincari delle materie prime e dell’energia stanno tornando a pesare in modo significativo sui bilanci delle piccole e medie imprese. A segnalarlo è CNA, che attraverso un monitoraggio su un campione di aziende rileva un aumento generalizzato dei prezzi dei materiali, difficoltà di approvvigionamento e un forte incremento dei costi di spedizione e assicurazione. A guidare la classifica dei rincari è l’energia elettrica, con un aumento del 60%, seguita da rame, ferro e alluminio, mentre anche carburanti e materiali per l’edilizia registrano rialzi rilevanti. Una situazione che si riflette direttamente sulle imprese del territorio, come raccontano alcune aziende associate.
Nel settore della lavorazione del legno, Riccardo Rossi della Semago di Cavriglia spiega che gli aumenti si fanno sentire soprattutto sulla materia prima e sull’energia: «Il legno è aumentato tra il 10 e il 15% e questo incide direttamente sui costi di produzione. A cascata aumentano anche i prezzi dei prodotti finiti, come bancali e casse per le spedizioni. A questo si aggiungono le bollette: nella mia azienda siamo passati da circa 600 euro a oltre 800 euro al mese di elettricità. Sommando tutto, tra materie prime ed energia, registriamo un aumento complessivo dei costi tra il 15 e il 20%». Una situazione che preoccupa anche sul fronte occupazionale: «Se gli aumenti continueranno e il lavoro dovesse calare, il rischio è che le aziende come la nostra possano trovarsi costrette a valutare strumenti come la cassa integrazione».
Anche nel settore dell’arredo la situazione è complessa, come racconta l’imprenditrice Ilaria Crafa, arredamenti di Monte San Savino: «Gli aumenti c’erano già prima, ma ora i prezzi oscillano continuamente e diventa difficile programmare. Non c’è più stabilità nei listini e questo crea incertezza. A pesare sono anche i costi del gasolio per i montaggi e i trasporti in tutta Italia». A questo si aggiunge il rallentamento della domanda: «Molti clienti rinviano acquisti importanti come cucine o arredamenti. Complessivamente stimiamo un impatto che arriva anche al 50% tra rincari e calo delle vendite. Abbiamo già dovuto ricorrere alla cassa integrazione nei mesi scorsi e non escludiamo che, se la situazione dovesse peggiorare, possa rendersi necessario utilizzarla di nuovo».
Nel settore degli scavi e dei lavori stradali, Gilberto Galli evidenzia aumenti molto pesanti soprattutto su materiali e carburanti: «Gli asfalti sono aumentati del 16% in due settimane, mentre tubazioni e materie plastiche registrano rincari del 30%. Se si aggiunge il costo del gasolio per i trasporti si arriva facilmente a un aumento del 40% su alcuni materiali». Il problema, spiega, riguarda soprattutto le imprese che lavorano con appalti pubblici: «I prezzi sono fissati nei contratti e senza interventi normativi che riconoscano questi aumenti il rischio è che i costi ricadano interamente sulle imprese. Se la situazione dovesse continuare così, molte aziende potrebbero trovarsi in difficoltà con ripercussioni anche sull’occupazione».
Per CNA la situazione richiede attenzione e interventi tempestivi. «Non si tratta solo di energia e carburanti – sottolinea il presidente CNA Arezzo, Fabio Mascagni – ma di un aumento diffuso delle materie prime, dal rame all’alluminio fino alle plastiche e al bitume. Inoltre molte imprese iniziano a segnalare difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione».
Un quadro che alimenta la preoccupazione tra gli imprenditori, chiamati a fronteggiare contemporaneamente l’aumento dei costi e l’incertezza dei mercati, con il rischio di ripercussioni su occupazione, investimenti e competitività delle piccole imprese.
Ufficio Stampa

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