Lettera alla città di Arezzo del Comandante della Polizia Locale Aldo Poponcini

"Lascio il servizio attivo con la consapevolezza di aver dato il massimo"
Nel giorno in cui inizia il mio pensionamento desidero rivolgere un saluto sincero e riconoscente alla città di Arezzo, che ho avuto l’onore di servire per tanti anni con dedizione e senso del dovere.
Il mio primo e più caloroso ringraziamento va al Sindaco Alessandro Ghinelli, per la fiducia accordatami e per la costante vicinanza istituzionale che non è mai venuta meno nel corso del mio incarico. A lui si unisce la mia gratitudine per tutte le Autorità e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine che si sono succeduti e con i quali ho condiviso un percorso di collaborazione continua, improntato al rispetto reciproco, alla professionalità e all’obiettivo comune della sicurezza e del bene della comunità.
Desidero inoltre esprimere la mia profonda riconoscenza alla città nelle sue molteplici espressioni: alle istituzioni civili, al mondo religioso, alle realtà associative che ogni giorno contribuiscono a rendere Arezzo una comunità viva, solidale e coesa. Un grazie sentito va a tutti i cittadini, interlocutori e protagonisti del nostro lavoro quotidiano, per la fiducia, il confronto e, spesso, anche per la comprensione dimostrata nei momenti più complessi.
Un ringraziamento speciale e affettuoso lo rivolgo a tutto il Corpo della Polizia Locale, donne e uomini con i quali ho condiviso anni intensi, fatti di impegno, responsabilità e spirito di servizio. Insieme abbiamo affrontato sfide, cambiamenti e difficoltà, sempre con l’obiettivo di garantire sicurezza, presenza e attenzione verso la nostra comunità. E non dimenticherò mai il coraggio silenzioso che durante il periodo della pandemia ci ha reso punto di riferimento nell’incertezza e nella preoccupazione. A ciascuno di loro lascio un pensiero di stima e gratitudine, certo che continueranno a svolgere il proprio compito con lo stesso orgoglio e la stessa passione.
Non posso infine non dedicare un pensiero particolare al mondo della Giostra del Saracino, autentica identità popolare della città, espressione viva delle sue radici, della sua storia e del suo senso di appartenenza. In essa ho sempre visto un simbolo forte della comunità aretina, capace di unire tradizione e partecipazione.
Concludo questo mio saluto con emozione e con il cuore colmo di riconoscenza. Lascio il servizio attivo con la consapevolezza di aver dato il massimo e con l’orgoglio di aver servito la mia città.
Grazie Arezzo.

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