Cento giorni per dare risposte agli agricoltori: in 4mila sotto la Regione, 700 ad Arezzo

Gli agricoltori chiedono una svolta concreta su dodici punti strategici
4 mila agricoltori di Coldiretti tra cui una delegazione aretina di 700 imprenditori agricoli, guidati dal Presidente Lidia Castellucci e dal Direttore Raffaello Betti si sono presentati questa mattina a Firenze, sotto Palazzo del Pegaso, sede del consiglio regionale, per consegnare alla politica regionale riunita in assise, il manifesto con le 12 priorità per il sistema agricolo da attuare entro i prossimi 100 giorni.
“Armati” di cartelli e campanacci, gli agricoltori sono arrivati da ogni angolo della Toscana - dal più piccolo borgo al più remoto comune - per accompagnare quel manifesto programmatico che hanno contribuito a scrivere, tutti insieme, durante gli incontri territoriali organizzati in questi mesi. Un lungo percorso di ascolto, a viso aperto, che ha coinvolto 20 mila imprese, culminato con la redazione di una vera e propria piattaforma di impegni e richieste per affrontare le emergenze, rilanciare le filiere, sostenere il reddito delle aziende e valorizzare l’enorme patrimonio enogastronomico regionale e tutelare il territorio. Non un documento calato dall’alto ma la somma delle reali difficoltà ed aspettative che il mondo agricolo sta vivendo ed affronta ogni giorno, a volte a mani nude.
“Arezzo come tutta la Toscana hanno tutte le carte in regola per fare da apripista ad un nuovo paradigma globale nella produzione di cibo – ha detto il Presidente Lidia Castellucci – la Regione può mettere in campo strumenti ed interventi finanziari, normativi e legislativi che possono aiutare le imprese ad affrontare con più leggerezza, incisività ed entusiasmo le sfide e rinsaldare il legame tra terra e cibo rimanendo competitive. I prossimi cento giorni saranno decisivi per misurare l’impegno della politica regionale nel dare risposte alle istanze delle nostre imprese”.
Sul palco allestito di fronte al consiglio regionale, si sono alternati i presidenti delle federazioni provinciali insieme alle voci e alle tante esperienze di agricoltori, allevatori e pescatori. Si aspettano “soluzioni” insieme a “meno burocrazia e meno carte”, “strumenti e risultati concreti”: questi alcuni degli slogan più ricorrenti. L’agricoltura toscana chiede un impegno su priorità non rinviabili. Serve innanzitutto una vera semplificazione amministrativa: la burocrazia è diventata un “dazio occulto” che blocca investimenti e liquidità. Basta controlli ripetuti e sovrapposti: occorre utilizzare pienamente il Registro Unico dei Controlli e applicare la diffida prima delle sanzioni. Le principali filiere regionali – dal latte ai cereali, dall’ortoflorovivaismo al vino – sono sotto pressione tra crisi di mercato, fitopatie, aumento dei costi e pratiche sleali. Servono tavoli permanenti, un fondo regionale per le emergenze e strumenti finanziari efficaci. Allo stesso tempo è indispensabile prevedere le risorse regionali per le assicurazioni agricole e per la gestione delle emergenze sanitarie animali. Centrale è il tema dell’acqua (e dei suoi costi), delle strategia su invasi e reti irrigue, e quello della fauna selvatica con le azioni di contrasto alla diffusione della peste suina e l’approvazione del piano faunistico venatorio regionale. Occorre difendere il suolo agricolo produttivo, sostenere le aree interne e potenziare il servizio fitosanitario. Infine, servono misure per affrontare la carenza di manodopera stagionale e una forte azione di tutela del cibo toscano, con etichette chiare sull’origine e lo stop agli inganni con la modifica del codice doganale che “legalizza” il falso Made in Tuscany.
LE 12 RICHIESTE DI COLDIRETTI ALLA POLITICA REGIONALE
1. SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E STOP ALLA BUROCRAZIA La burocrazia sta paralizzando investimenti e liquidità delle aziende. È un vero dazio occulto! Chiediamo una vasta azione di semplificazione, l’applicazione della sussidiarietà orizzontale con l’uso del SuperCAA e uffici regionali più rapidi e organizzati e la semplificazione delle procedure per la regolarizzazione e autorizzazione di manufatti a servizio dell’impresa agricola.
Un sistema amministrativo moderno deve aiutare, non ostacolare.
2. STOP AI CONTROLLI RIPETUTI: USARE DAVVERO IL REGISTRO UNICO DEI CONTROLLI E LA DIFFIDA PRIMA DELLA SANZIONE I controlli devono essere efficaci, non duplicati o triplicati. Serve utilizzare il Registro Unico dei Controlli RUCI – è operativo dal 2015 – e applicare la diffida prima delle sanzioni. Le aziende devono poter lavorare senza essere travolte da adempimenti e verifiche ripetute.
3. FILIERE: SERVONO TAVOLI STRATEGICI E UN FONDO REGIONALE PER CRISI Il latte ovino e bovino minacciati da predatori, lingua blu e contratti commerciali sottocosto, l’orticoltura e floricoltura sempre più a rischio pratiche sleali della GDO, la cerealicoltura che ha visto il calo dei prezzi. Il vino è sotto pressione con la flavescenza dorata che avanza. Serve un Fondo regionale per le filiere in crisi, tavoli permanenti e una strategia che rilanci davvero le filiere toscane con nuovi progetti di filiera e valorizzazione dei prodotti locali con una promozione mirata. Chiediamo inoltre il pieno utilizzo di FIDI Toscana per le imprese agricole.
4. ASSICURAZIONI AGRICOLE: PIÙ RISORSE PER AFFRONTARE IL CLIMA Alluvioni, siccità e gelate stanno colpendo la Toscana in maniera sempre più frequente. Basta con il ritardo della liquidazione dei premi. Abbiamo bisogno di più risorse regionali per le polizze agevolate e per passare dalla gestione dell’emergenza alla vera prevenzione.
5. BASTA DIFFUSIONE DI MALATTIE TRA I NOSTRI ANIMALI È necessaria una svolta urgente nel contenimento delle epizoozie, in primis sulla PSA. Chiediamo risorse destinate alla gestione della blu tongue e la creazione di un tavolo permanente per la pianificazione zootecnica. È fondamentale la nomina del Responsabile Regionale del Servizio Veterinario.
6. ACQUA: UNA STRATEGIA REGIONALE SUGLI INVASI E SOSTEGNO ALLA SUBIRRIGAZIONE La Toscana ha bisogno di invasi con pompaggio, reti efficienti, sostegni alla subirrigazione e all’irrigazione di precisione. Chiediamo una semplificazione delle procedure per il recupero degli invasi esistenti e per l’autorizzazione dei pozzi. È essenziale: rivedere i costi dell’acqua destinata all’uso zootecnico, affrontare con decisione la vertenza sui costi legati alla Diga di Montedoglio, gestire il tema dei danni causati dallo scolmatore dell'Arno in provincia di Pisa. Non possiamo permettere che la gestione dell’acqua si trasformi in una mera questione commerciale. L ’acqua non può essere un’emergenza continua: serve pianificazione che preveda nuovi invasi collettivi e l’ampiamento delle superfici irrigue.
7. FAUNA SELVATICA: RISTABILIRE L ’EQUILIBRIO I danni da cinghiali e predatori non sono più sostenibili. Servono contenimento, indennizzi rapidi e una gestione faunistico-venatoria che tuteli le produzioni agricole. Chiediamo l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale una vera riforma degli Ambiti Territoriali di Caccia e risorse per il monitoraggio e la gestione del lupo.
8. SUOLO E AREE INTERNE: NO AL FOTOVOLTAICO A TERRA E SOSTEGNI PER LE AREE INTERNE Gli agricoltori nelle aree interne svolgono funzioni strategiche di presidio, difesa idrogeologica, cura del paesaggio e mantenimento della biodiversità. Chiediamo politiche specifiche per garantire la redditività delle aziende che operano in condizioni più difficili. Difendiamo la terra agricola: sì a fotovoltaico sui tetti e agrivoltaico avanzato, no agli impianti che consumano suolo produttivo e deturpano il paesaggio come le pale eoliche. Fermiamo gli speculatori!
9. FITOPATIE: POTENZIARE IL SERVIZIO FITOSANITARIO Flavescenza e nuove fitopatie devono essere affrontate con più ricerca, più personale e un laboratorio regionale per analisi rapide senza andare più fuori Regione. Le aziende non possono aspettare!
10. PESCA: FLOTTA E VALORIZZAZIONE PESCATO LOCALE
Pesca: non un problema, ma una risorsa! È necessario un piano regionale per infrastrutture, flotta e valorizzazione del pescato locale. La pesca è una risorsa da sostenere, non da lasciare sola
11. LAVORO STAGIONALE: AFFRONTARE LA CARENZA DI MANODOPERA E DARE ALLOGGI Serve affrontare la carenza di manodopera stagionale e una normativa regionale sugli alloggi temporanei per i lavoratori, per garantire dignità, sicurezza e legalità nelle aziende agricole. Chiediamo altresì la creazione dell’Albo Regionale delle Imprese senza Terra
12. DIFENDERE IL CIBO TOSCANO: STOP AGLI INGANNI SULL ’ORIGINE!
La Toscana è leader per qualità e Dop, Igp, Bio. Chiediamo che ci siano più prodotti toscani nelle mense e nei servizi pubblici, anche per combattere la piaga dei cibi ultra-formulati. Basta prodotti esteri spacciati per italiani. La Regione Toscana appoggi la campagna di Coldiretti per abolire la regola dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale per i prodotti agroalimentari. Vogliamo un’etichetta chiara e obbligatoria sull’origine!

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