Il Comune di Arezzo si ritira dalla rete dei Comuni Ciclabili

Amarezza e sconcerto da parte della FIAB Amici della Bici di Arezzo
FIAB Amici della Bici di Arezzo apprende con amarezza e sconcerto che il Comune di Arezzo ha rinunciato all’adesione alla rete del progetto Comuni Ciclabili, alla quale aveva partecipato negli ultimi quattro anni. La rete Comuni Ciclabili, promossa dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB), è gestita da un organismo indipendente di esperti e ha la finalità di valutare, promuovere e accompagnare i comuni italiani in un percorso di miglioramento della ciclabilità urbana e del cicloturismo.
L’obiettivo è creare città più a misura di persona attraverso la condivisione di buone pratiche e l’attribuzione di un riconoscimento (da 1 a 5 Bike Smile), basato su criteri oggettivi che stimolano un processo di trasformazione virtuosa e sostenibile. Fino allo scorso anno, con la terza edizione del progetto, Arezzo si confermava un Comune con un punteggio di 3 Bike Smile; tuttavia, nell’ultimo anno non sono state registrate significative migliorie sul fronte della mobilità sostenibile cittadina. Le nuove infrastrutture realizzate risultano infatti di modesta estensione e prevalentemente di tipologia ciclopedonale. Gli interventi attuati fino ad oggi non hanno assunto un rilievo strategico, poiché le nuove piste ciclabili sono state realizzate soprattutto dove era urbanisticamente più agevole intervenire e senza incidere sulla sosta privata delle automobili. Inoltre, tali infrastrutture sono collocate per lo più in zone meno trafficate, in prossimità di parchi o in aree periferiche, con un impatto limitato sulla mobilità urbana complessiva, secondo il discutibile principio che le ciclabili “non debbano dare noia al traffico e ai flussi veicolari”. Un esempio eclatante è la mancanza di direttrici ciclabili di accesso al centro città lungo assi fondamentali quali Via Fiorentina, Via Romana e Via Vittorio Veneto, oltre ad altre direttrici, fatta eccezione per il collegamento da Pescaiola che, peraltro, non presenta soluzioni di continuità adeguate. FIAB Arezzo ha ad esempio fornito un contributo significativo al progetto delle linee Piedibus, insieme ad altri enti del terzo settore. Il Comune, però, ha svolto prevalentemente un ruolo di sponsor o committente e si è trovato in difficoltà nella realizzazione dei primi percorsi Bicibus, proprio a causa della presenza di itinerari non protetti.
Altro elemento che FIAB sottolinea con forza è che il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato dal Comune di Arezzo nel 2019) era programmato per un orizzonte decennale fino al 2029 e prevedeva una verifica dell’avanzamento dopo 5 anni, entro il 2024. Questa fase di monitoraggio è di particolare importanza: doveva infatti permettere la verifica dell’efficacia nelle azioni sinora intraprese nel perseguire gli obiettivi prefissati dal PUMS stesso, indicando eventualmente correzioni e integrazioni necessarie per il Piano stesso. Per quanto a conoscenza di FIAB, il monitoraggio intermedio non c’è stato, e pertanto FIAB Arezzo sollecita l’Amministrazione in tal senso. Anche l’obiettivo di una “Città 30” – dotata in modo diffuso di strade 30 e di elementi puntuali di moderazione della velocità– non ha registrato sviluppi significativi. In particolare, nelle aree scolastiche manca una progettualità organica che incentivi la mobilità attiva e limiti l’invasione, anche fisica, delle automobili. In questo ambito sarebbe utile che il Comune si dotasse di un Mobility Manager in grado di incidere concretamente e promuovere iniziative efficaci. Infine, FIAB Arezzo segnala da tempo una grave carenza sul piano della comunicazione da parte degli enti preposti e del Comune di Arezzo. Tale carenza è legata anche alla mancanza di una Consulta sulla mobilità e la sicurezza stradale, richiesta da FIAB in più occasioni sin dal 2023, nonché dall’assenza di un Ufficio “Bicicletta” e, soprattutto, di una strategia comunicativa efficace verso la cittadinanza. Una strategia che dovrebbe investire e stimolare la mobilità dolce e attiva, in bicicletta ma anche a piedi e in integrazione con il trasporto pubblico. Sono state queste osservazioni critiche, espresse dalla rete dei Comuni Ciclabili, a motivare il ritiro del Comune di Arezzo dal progetto? FIAB spera di no e, in ogni caso, continuerà il proprio impegno per rendere la città più vivibile, meno inquinante e più a misura di cittadino, con un’attenzione particolare rivolta ai bambini e alle persone anziane.

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