Partita la campagna del Corsaro per far luce sul blackout di energia elettrica pubblica

Pieve Santo Stefano: sedici notti di seguito al buio, sindaco ci spieghi il perché
Manifesti e volantini sparsi un po' dovunque tra Pieve Santo Stefano, Sansepolcro , Anghiari e Caprese Michelangelo: attaccati nelle pubbliche affissioni, infilati nelle buche delle lettere, messi sui tergicristalli delle auto, sui tavolini di bar, pizzerie ed altri locali pubblici. “Perché tutti sappiano in Valtiberina cosa è accaduto a Pieve e cosa continua ad accadere. Ma soprattutto di chi sono le responsabilità e chi dovrà pagare le conseguenze di tanti disagi alla popolazione che l’illuminazione pubblica ha continuato e continua oggi a pagarla nonostante i blackout che ancora adesso funestano a macchia di leopardo il centro cittadino e le frazioni”, dichiara Stefano Mencherini fondatore e animatore inarrestabile di molte iniziative del Corsaro.
“Basta chiacchiere sindaco Marcelli, risposte o dimissioni!”, questo l’incipit di ciò che riportano manifesti e volantini del Corsaro. Accompagnati da 5 domande al primo cittadino che attendono risposte concrete, come sono concreti i quesiti posti alla luce dell’analisi del contratto stipulato circa due anni fa dall’amministrazione comunale di Pieve Santo Stefano, della durata di nove anni, con la concessionaria Hera. Per averne copia l’associazione ha dovuto ricorrere ad un accesso agli atti e, sottolinea Mencherini, “non è stato facile, ma nonostante i tentativi di depistaggio o, nella migliore delle ipotesi, gli errori grossolani che hanno accompagnato la richiesta formale, alla fine ci siamo riusciti”.
Queste le domande poste al sindaco di Pieve Santo Stefano:
1) Sono stati effettivamente realizzati e collaudati come da contratto i 619 corpi illuminanti a LED entro il 2° anno; i 15 sistemi di telecontrollo entro 6 mesi; la sostituzione di 15 quadri elettrici non a norma entro il primo anno; la sostituzione di 42 pali e 579 metri di linea elettrica, dalla stipula del contratto?
2) L’amministrazione Marcelli ritiene tecnicamente ed economicamente sostenibile un modello contrattuale che non consente all’Ente di beneficiare del periodo di pieno ritorno dell’investimento LED ed espone il Comune, al termine del contratto, al rischio di un nuovo ciclo di affidamento su impianti non a fine vita?
3) Occorre chiarire subito se l’Amministrazione abbia contestato formalmente il grave disservizio al fornitore e, in caso affermativo, con quali atti e in quali tempi. I cittadini lo possono sapere?
4) Sono state verificate e applicate le penali contrattuali previste dal Capitolato Tecnico e dalle Condizioni Generali della Convenzione Servizio Luce?
5) Sono state adottate misure organizzative e di controllo volte a prevenire il ripetersi di analoghi gravissimi episodi, garantendo trasparenza informativa verso il Consiglio comunale e la cittadinanza?”.
In attesa delle risposte che fino ad oggi ancora non sono arrivate, Il Corsaro continua la sua battaglia “che non è politica, sia ben chiaro –sottolinea Mencherini- ma solo un atto dovuto verso chi vede calpestati i propri diritti e messa a rischio la propria sicurezza continuando a pagare tasse comunali altissime senza avere indietro alcun servizio. Della serie, fregati e mazziati”.
Associazione il Corsaro

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