Sversamento di idrocarburi nel fosso Centena a Monterchi: intervento di Arpat

La tubazione era riconducibile a una ditta dove è presente una cisterna per il gasolio
Nelle giornate del 22 e 23 gennaio 2026 il personale di ARPAT – Dipartimento di Arezzo, su attivazione della Protezione civile e in collaborazione con la Polizia Provinciale, è intervenuto in emergenza nel Comune di Monterchi (AR) per accertare gli effetti ambientali di uno sversamento di idrocarburi nel fosso Centena.
Nel corso del primo sopralluogo, effettuato il 22 gennaio, i tecnici ARPAT hanno ispezionato il tratto del fosso interessato dallo sversamento, procedendo al campionamento delle acque superficiali sia a monte che a valle del punto in cui era visibile la presenza di idrocarburi, riconoscibili per le tipiche iridescenze superficiali. I risultati analitici non sono ancora disponibili.
Il giorno successivo, 23 gennaio, durante un secondo sopralluogo, è stata individuata una tubazione di scarico che recapitava direttamente nel fosso Centena. Dalla condotta defluiva un refluo a bassa portata che, per le caratteristiche olfattive e visive, faceva presumere la presenza di idrocarburi. Le verifiche hanno consentito di ricondurre la tubazione ad una ditta presente nel Comune di Monterchi.
L’azienda è dotata di un punto interno di rifornimento di gasolio per i propri mezzi pesanti, costituito da una cisterna interrata della capacità di circa 10.000 litri. Lo scarico delle acque ha come recapito finale il fosso Centena. In tale contesto, ARPAT ha effettuato campionamenti sia presso il pozzetto di ispezione delle acque meteoriche dilavanti – dove erano percepibili odore di idrocarburi e una lieve iridescenza – sia nel punto di immissione dello scarico nel corso d’acqua, oltre che nelle acque superficiali immediatamente a valle.
Secondo quanto riferito dal titolare dell’azienda, lo sversamento sarebbe riconducibile a un episodio accidentale avvenuto durante le operazioni di rifornimento di gasolio, quando un autista non si sarebbe accorto della fuoriuscita di carburante dal serbatoio del mezzo con conseguente immissione di prodotto libero nel fosso.
Alla luce di quanto accertato, ARPAT ha disposto l’interruzione immediata dello scarico. I reflui contaminati sono stati pompati, raccolti in apposita cisterna e avviati a smaltimento come rifiuto. L’azienda ha inoltre provveduto, tempestivamente, alla ripulitura del tratto interessato dallo sversamento prima dell’ingresso nel fosso. Il materiale rimosso sarà sottoposto ad analisi e classificazione ai fini del corretto smaltimento. L’azienda è tenuta a produrre documentazione di tutte le attività realizzate per il ripristino ambientale.
Gli esiti del sopralluogo sono stati formalmente comunicati dal Dipartimento ARPAT di Arezzo a tutti gli enti competenti, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di episodi analoghi e di garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza ambientale e la tutela delle acque superficiali.

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