Scuola, i sindacati intervengono sul commissariamento della Regione Umbria

Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals: "Necessaria una collaborazione tra Stato, Regioni e parti sociali"
“Il commissariamento della Regione Umbria sul dimensionamento scolastico non può essere liquidato come un semplice atto tecnico. Il metodo seguito presenta, infatti, criticità rilevanti, a partire dal mancato aggiornamento dei dati relativi alla popolazione scolastica. Un riconteggio degli alunni, più volte richiesto e basato su numeri reali e verificabili, avrebbe comportato una riduzione dell’impatto del dimensionamento. Una differenza sostanziale, che incide direttamente sull’organizzazione delle scuole e sugli organici di tutto il personale, sul lavoro dei dirigenti scolastici, del personale amministrativo e sull’equilibrio complessivo delle comunità educative”. È quanto affermano in una nota i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Flc Cgil Umbria, Moira Rosi, Cisl Scuola Umbria, Caterina Corsaro, e Snals Umbria, Anna Rita Di Benedetto. “Procedere al commissariamento – proseguono le segretarie –, senza tenere conto di questo aggiornamento, ha significato irrigidire il quadro decisionale e rinunciare a un confronto che avrebbe potuto portare a soluzioni più sostenibili, soprattutto in una regione come l’Umbria, caratterizzata da aree interne e da una significativa dispersione territoriale, con territori tuttora interessati dagli effetti del sisma del 2016. La Regione Umbria ha sempre rispettato i requisiti richiesti, intervenendo ogni volta che le scuole non soddisfacevano i parametri stabiliti dalla legge. Per questo motivo, l’obbligo imposto dal Governo appare ancor più ingiustificato”. “Ribadiamo la necessità – concludono Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals – di una vera e leale collaborazione tra Stato, Regioni e parti sociali. Le riforme che incidono sull’assetto della scuola pubblica devono essere accompagnate da dati aggiornati, trasparenza nelle decisioni e ascolto di chi nella scuola lavora ogni giorno”.

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