Fare della Amom SPA di Badia al Pino un problema di ordine pubblico!

Prc Arezzo: "Solidarietà ai 70 operai licenziati tramite videochiamata"
Il Partito dei CARC di Arezzo esprime solidarietà agli operai e alle operaie della Amom SPA di Badia al Pino criminalmente licenziati. A seguito dei 70 licenziamenti di inizio anno alla Amom Spa, dalla CGIL è stato chiesto un tavolo in Regione. L'appuntamento è stato disertato dai padroni della holding multinazionale svizzera Oerlikon che, da tempo, ha deciso prima di ridurre la produzione e poi di non investire più in Italia. Questo progetto è stato avviato pochi anni fa quando, da 120 operai la Amon SPA è arrivata a contarne solo 80. Non c'è da stupirsi che i padroni della Amom, sgherri della Oerlikon, non si facciano problemi a chiudere una delle fabbriche storiche, fondata negli Anni '70, del tessuto produttivo di Badia al Pino. La serie di scatole cinesi della Oerlikon arrivano anche a Tel Aviv, nello Stato genocida di Israele, dove due aziende di loro proprietà producono merce sul sangue del popolo palestinese. Davanti al crimine del licenziamento di 70 operai la solidarietà spicciola e le lacrime di coccodrillo non servono a niente. È inutile che il PD pianga: loro sono i primi responsabili delle misure “lacrime e sangue” che hanno permesso di licenziare senza scrupoli gli operai. Fare qualcosa è possibile!
Solo le masse popolari possono cambiare il futuro della vertenza. Di esempi ne abbiamo avuti tanti. Gli operai della Fimer di Terranuova (AR), occupando la fabbrica ed imponendo il suo recupero, hanno dimostrato che ogni misura anche se illegale, come l'occupazione dello stabilimento, è legittima se va a tutelare gli interessi degli operai e delle masse popolari. Per farlo, ora più che mai, è importante organizzarsi dentro e fuori la fabbrica al di là delle tessere sindacali. Perché ciò che è capitato alla Amom non è un caso isolato e non riguarda solo Badia al Pino. É un campo di battaglia della guerra della borghesia contro le masse popolari. Una guerra di sterminio che non è fatta solo di
licenziamenti coatti e criminali, come questo, ma anche di tagli alla sicurezza sui posti di lavoro, alla sanità ed aumento del carovita giustificati dalla loro ricerca di profitti e guadagni. La Amom è uno dei campi di battaglia su cui si combatte questa lotta. Per vincere alla Amom, è fondamentale organizzarsi per alzare il livello dello scontro per rendere i 70 licenziamenti un problema di ordine pubblico al centro della discussione. La loro lotta è la lotta di tutte le masse popolari, per questo è fondamentale organizzarsi anche sul proprio posto di lavoro in solidarietà ai licenziati e per non farsi cogliere impreparati dalle prossime mosse dei padroni.
Solidarietà ai 70 operai della Amom SPA licenziati in modo vigliacco e criminale!
Organizziamoci per rendere la lotta degli operai della Amom un problema di ordine pubblico!
Bando alla disillusione: vincere è possibile!
Partito dei CARC-Arezzo

Commenta per primo.