Confagricoltura Arezzo: inaccettabile uno scambio tra Pac e Mercosur

Bartolini Baldelli: "No ad un baratto. Le risorse vengano confermate"
Sulle questioni della Politica Agricola Comune e sul trattato UE - Mercosur in questi ultimi giorni si sono susseguite molte notizie. I due temi, che toccano da vicino il comparto agricolo, si sono trovati palesemente quanto inopportunamente collegati.
Solo qualche giorno fa, infatti, la presidente Von Der Leyen ha annunciato nuove risorse per la futura Politica Agricola Comune, (ricordiamo che a luglio la Commissione Europea aveva proposto una Pac ridotta di oltre il 22%) ma al momento, a parte una lettera di intenti piuttosto generica, non appare ben chiaro come queste risorse potranno essere riservate agli agricoltori.
Un annuncio fatto, peraltro, proprio alla vigilia del via libera all’accordo UE - Mercosur da parte del Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio dell’Unione Europea (Coreper). Un tempismo che ha tutta l’aria di essere fumo negli occhi. Appare legittimo pensare che sia stato un tentativo di indorare una pillola fortemente indigesta e, per qualche comparto, probabilmente letale.
«Relativamente al nuovo impegno sulla Pac vigileremo attentamente sull’effettiva rispondenza degli impegni presi dalla politica nei confronti del mondo agricolo, nel pieno auspicio che siano davvero risorse aggiuntive e non si tratti di un semplice anticipo dei fondi già previsti - dichiara il presidente di Confagricoltura Arezzo, Carlo Bartolini Baldelli - Al contempo non siamo disponibili ad accettare come merce di scambio di una più adeguata dotazione di risorse, indispensabile a prescindere, la firma di un trattato che rischia di far sprofondare definitivamente molti settori agricoli del nostro territorio. Lo abbiamo detto in modo chiaro durante la grande manifestazione fatta a Bruxelles insieme tutte le principali organizzazioni agricole europee lo scorso dicembre e continueremo a ribadirlo nelle sedi opportune».
«Sull’accordo UE - Mercosur, Confagricoltura si è sempre espressa chiaramente evidenziando una serie di criticità che ancora permangono, con particolare riguardo al principio di reciprocità - spiega il direttore di Confagricoltura Arezzo, Gianluca Ghini - Proprio in un recente comunicato la Confederazione ha dichiarato che ‘L’accordo, nella sua forma attuale, rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Questa - conclude Ghini - genera di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività. Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distintivi».

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