Giorgio Giorgi, lo storico barbiere di Pieve Santo Stefano chiude i battenti

A 84 anni suonati ha appeso al chiodo forbici
“Questa bottega non è stata solo un lavoro, ma una seconda casa, fatta di volti, storie e sorrisi che non potrò mai dimenticare”. Così Giorgio Giorgi, lo storico barbiere di Pieve Santo Stefano che dopo 72 anni di lavoro senza mai saltare un giorno, l’ultimo dell’anno ha chiuso i battenti del suo salone, “bottega” come lo chiama lui. A 84 anni suonati ha appeso al chiodo forbici e rasoi della sua barbieria in piazza della Collegiata.
Da lui sono passate intere generazioni di pievani, anche famosi, come lo statista Amintore Fanfani. E Pieve ha cambiato pelle più volte in tutti questi anni di “chiacchiere e amicizia”, come scrive in un cartello che sembra un annuncio mortuario ma invece è pieno di parole buone e di speranza nell’animo umano. Anche verso quella Pieve che oggi ha visto troppe serrande come la sua abbassarsi, anche anzitempo, e nessun’altra aprirsi. E che vive una forte crisi di ideali e risorse economiche, come del resto l’intera nazione.
A Giorgio va il plauso dell’associazione Il Corsaro e di tutti coloro che lavorano ogni giorno per far ritornare la Pieve ai fasti degli anni passati. Lui, sempre con cortesia e col sorriso sulle labbra, lo ritroveremo al Bar Moderno (ironia della sorte) per una briscola e tressette. Che non muoiono mai. Come i nostri auguri.

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