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Mascagni CNA: Semplificare è la principale riforma che serve alle imprese

Decreto semplificazioni, un argine alla cattiva burocrazia che paralizza le imprese

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“Mettere al centro le semplificazioni. Da tempo la sburocratizzazione è ai primi posti della nostra agenda, ancor di più oggi considerate le difficoltà del quadro macroeconomico - è il commento di Fabio Mascagni, Presidente CNA Arezzo - Le indagini parlano chiaro: solo il 34% dei cittadini è soddisfatto dei servizi pubblici, collocando l'Italia al penultimo posto nell’Ue, il 78% degli imprenditori si sente ostacolato da continui cambiamenti normativi, il 73% lamenta la complessità delle procedure amministrative. Il Rapporto annuale CNA sulla burocrazia indica cambiamenti a costo zero e senza ricadute sui conti pubblici che facilitano la vita ai nostri imprenditori, specie artigiani, micro e piccole imprese. Semplificare non significa ridurre controlli e tutele, piuttosto rendere più trasparente il rapporto con il sistema burocratico a tutti i livelli assicura una maggiore efficacia delle norme. Finalmente con il via libera del Governo al decreto Semplificazioni si prevedono misure più volte sollecitate da CNA”.

Alcuni esempi? La facilitazione dell’accesso all’esame della professione di autotrasportatore; la semplificazione del regime autorizzativo delle insegne d’esercizio, della notifica di comunicazione delle violazioni dei dati da parte delle microimprese al garante della privacy, della disciplina del responsabile temporaneo per acconciatori ed estetiste.

“La semplificazione amministrativa e normativa – continua il Presidente Mascagni - è la principale riforma che serve alle imprese, ai cittadini e alla stessa pubblica amministrazione, un motore che non si deve mai arrestare visto che le nostre imprese hanno ancora di fronte un moloch burocratico da 40 miliardi. E’ fondamentale che d’ora in avanti si rispetti il principio che ogni nuovo adempimento deve essere accompagnato da almeno una semplificazione per evitare di vanificare gli effetti della sburocratizzazione”.

Alcune semplificazioni contenute nel decreto:

Insegne di esercizio – Posizionare un’insegna non sarà più un incubo. Fino a nove enti coinvolti (Comune, Soprintendenza se l’edificio è storico, ANAS se è vicino a una strada statale, e in alcuni casi anche della Regione), moduli e istruttorie diverse da comune a comune con tempi di attesa fino a sei mesi e costi oltre i 1.500 euro.

Ora sarà sufficiente la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) al Suap (Sportello unico attività produttive) e verrà introdotto un modulo standard a livello nazionale.

Privacy – Viene eliminata la notifica al Garante per le violazioni di dati non sensibili per le microimprese sotto i 5 dipendenti e introdotta una procedura semplificata di autovalutazione con un risparmio di circa mille euro di costi e 5-8 ore.

Fino ad oggi per un fioraio perdere il tablet coi dati dei clienti per le consegne (dati non sensibili) poteva diventare una tragedia, essendo qualificato come una violazione di sicurezza. La mancata notifica al Garante entro 72 giorni comportava una sanzione. Esentando dall'obbligo di notifica le violazioni minori e di basso impatto, le micro imprese potrebbero evitare spese pari a 500 euro per la gestione del problema, nonché ridurre il rischio di sanzioni per mancata notifica.

Piattaforme appalti – Grazie al rafforzamento dell’interoperabilità delle banche dati si profila una sostanziale riduzione degli adempimenti per gli operatori economici in fase di gara. 

Fino ad oggi, con oltre 50 piattaforme, per partecipare al mercato degli appalti una piccola impresa si registra in media a 25 piattaforme con una spesa di 5mila euro (200 euro a piattaforma), dedicandovi 5 giorni di lavoro e altrettanti di formazione per replicare gli stessi documenti.

Acconciatori ed estetiste – In caso di malattia e comprovati motivi di salute è consentita la nomina di un responsabile tecnico temporaneo in possesso della qualifica professionale evitando così la chiusura dell’attività. La possibilità di proseguire l’attività genera effetti positivi quantificabili in 5mila euro l’anno per i soggetti coinvolti.

Autotrasporto – Più facile l’accesso alla professione di autotrasportatore prevedendo la possibilità di sostenere l’esame in qualsiasi provincia della Regione.

Redazione
© Riproduzione riservata
08/02/2026 15:16:00


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