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Narcotizzava e rapinava uomini con potenti sedativi: 16 anni di carcere alla ‘Mantide della Brianza’

Tiziana Morandi, questo il nome della donna, secondo i giudici ha abbindolato almeno nove uomini

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Il tribunale di Monza ha condannato a sedici anni e cinque mesi Tiziana Morandi, detta 'La mantide della Brianza', riconosciuta colpevole di aver circuito e narcotizzato nove uomini, dopo aver proposto loro massaggi via social, approfittando della totale incapacità di difendersi. La sentenza è stata pronunciata stamani, l'accusa aveva chiesto 15 anni mentre la difesa ha già annunciato il ricorso in appello: “Insisteremo perché la nostra assistita venga sottoposta a perizia psichiatrica, per valutare la sua capacità di stare in giudizio, ed eventualmente la capacità di intendere e volere al momento dei fatti”.

La tecnica del sedativo

Secondo l'accusa, la 48enne attirava le vittime sui social media con proposte di massaggi o con un drink in un bar della provincia di Monza, poi versava loro gocce di benzodiazepine per narcotizzarle e derubarle. La tecnica usata dalla donna è stata ricostruita dalle indagini coordinate dai PM di Monza Carlo Cinque e Marco Santini, che ne hanno chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per diversi reati, tra cui rapina e indebito utilizzo di carte di credito. Le vittime riconosciute sono nove, tutti uomini, tra i 27 e i 83 anni. Tra i reati contestati rapina, lesioni, detenzione di sostanze stupefacenti, indebito utilizzo di carte di credito, e procurato stato di incapacità. I fatti contestati risalgono all’estate del 2021. Morandi è detenuta al carcere di San Vittore, a Milano, dalla fine di luglio 2022.

La donna (di Roncello, piccolo comune in provincia di Monza) si è sempre dichiarata innocente sostenendo che probabilmente "quegli uomini volevano altro da me". Tramite i suoi legali ha infatti annunciato di voler ricorrere in Appello. Uno dei nove uomini finiti nella sua ‘rete’ ha raccontato di aver avuto un incidente in auto dopo essere stato narcotizzato. Assistito dall’avvocato Barbara Giulivi, il giovane – un ventottenne di Trezzo sull’Adda – è stato finora l’unico ad ottenere il diritto al risarcimento: dopo un incontro con la Mantide si era infatti ritrovato privo di sensi al volante della propria auto, andando a sbattere con la stessa contro l’ingresso di una villetta, nel cortile dove di solito, come emerso successivamente, giocano dei bambini. «Che in questa vicenda non sia morto nessuno è solo frutto del caso», aveva infatti affermato il PM Carlo Cinque durante la requisitoria.

Notizia e foto tratte da Tiscali News
© Riproduzione riservata
07/12/2023 19:53:47


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