Opinionisti Paolo Tagliaferri

I tormentoni estivi trasformati in incubi

Non lasciamo che il libero mercato, senza più limiti e ritegno, ci faccia a brandelli

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Un tempo i tormentoni estivi erano riservati a semplici canzoni, belle brutte che fossero, dettaglio in fondo secondario, ma che scandivano inesorabilmente e con i loro ritmi e ritornelli orecchiabili e un po' ruffiani la bella stagione italica. Risuonavano di continuo, nelle spiagge festanti dei nostri immensi litorali e nelle piscine sovraffollate di città per il resto svuotate e tristi, e avevano l'effetto di caratterizzare i mesi estivi e spensierati di chi di lì a poco sarebbe tornato malinconicamente alle proprie attività, alle scuole, alle fabbriche e alle mille attività invernali. Canzoni talvolta un po' sciocchine, magari cantate anche da grandi interpreti stranieri e nostrani, e che dopo tanti anni, risentendole, ci scaraventano indietro in una sorta di macchina del tempo, ci rendono d'incanto più giovani, e ci portano alla mente ricordi indelebili, i primi amori estivi, gli amici non più incontrati, i sogni e le speranze che caratterizzavano tempi magari meno frenetici e decisamente più umani. O almeno così è l'effetto per gli attempati di mezza età come il sottoscritto.

Ma da un po' di anni, i tormentoni canori estivi, sono stati soppiantati da qualcosa di più sgradevole, da incubi, da disastri di ogni tipo, reali o imminenti.  Filoni di notizie tutte uguali, preconfezionate e spaventose, che sembrano volerci solo rammentare che siamo destinati esclusivamente a soffrire, a subire le vendette di madre natura e del libero mercato. Nessuna speranza per il genere umano.

L’anno scorso l'estate fu caratterizzata dall’ansia sugli aumenti autunnali delle bollette di gas ed energia elettrica, uno tsunami che avrebbe travolto ogni famiglia, gravando in maniera pesante sui già claudicanti bilanci economici domestici. Tra ricette e suggerimenti talvolta irreali ed apocalittici, l'estate volò via con questo tormentone che in maniera martellante ed opprimente non ci diede tregua.

Per i due anni precedenti fu l’epidemia Covid a farla da padrona. Estati scandite da previsioni autunnali disastrose, la seconda ondata, la terza, la quarta, le mille varianti che avrebbero eluso le nostre difese immunitarie. Destini segnati. Ci attendeva solo la conta dei morti.

Quest’anno è la volta del caro vacanze, del caro aereo, del caro ombrellone, dei prezzi esosi dei lettini e delle sdraio delle spiagge, dei sovrapprezzi su piattini aggiuntivi dei commensali e su tagli di toast o pazzie simili, le follie di un mercato che pare sia impazzito, noncurante delle difficoltà di molti, di troppi, dei soliti. Non certo di chi fa a gara ad esibire yacht chilometrici o le ciabattine infradito da mille euro o la tenda lussuosa ed esuberante in stabilimenti balneari esclusivi ed alla moda.

I  tormentoni che preoccupano quelli che un film di tanti anni fa definiva i tartassati, la vituperata e quasi estinta fu classe media e popolare, un tempo anima e forza trainante di un paese già allora incasinato e litigioso, ma che almeno su un punto riusciva a trovarsi d'accordo, ovvero la sacralità delle ferie estive. Tutti partivano, tutti caricavano all’inverosimile automobili trasformate in carri merci pronti ad affrontare impavide strade intasate e file chilometriche. Ma quest’anno tutti i mass media sembrano essere concordi. Tutto è diventato carissimo ed irraggiungibile. Le estati spensierate non esistono più, continuano a ripetere. Dobbiamo stare a casa, rintanarsi, nasconderci, vergognandosi di essere sopravvissuti ai disastri e alle ecatombe degli anni precedenti.

E nel frattempo litighiamo pure se sia lecito o meno prevedere un salario minimo di 9 euro!

Non lasciamo che il libero mercato, senza più limiti e ritegno, ci faccia a brandelli, togliendoci dignità e quel minimo di spensieratezza ed amore per la vita che ancora sopravvive in noi, malgrado tutto.

E dunque..."Vamos alla plaja"…e al diavolo chi vorrebbe trasformarci in zombi!!

Paolo Tagliaferri
© Riproduzione riservata
17/08/2023 15:52:00

Paolo Tagliaferri

Libero professionista – già dipendente del Centro ricerca e sviluppo della Pirelli Spa con esperienza presso il complesso metallurgico BMZ nella ex Unione Sovietica, da oltre venticinque anni consulente direzionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, normativa ambientale e antincendio. Docente formatore in corsi professionali. Auditor di sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro per l’ente internazionale DNV. Scrittore autodidatta e per diletto.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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