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Mondo Politica: intervista a Fabio Bellucci consigliere comunale a Città di Castello

Il Comune sta facendo tutto quello che é nelle sue competenze per le attività produttive

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Prima esperienza politico-amministrativa, iniziata nell’ottobre del 2021, per Fabio Bellucci, consigliere comunale di maggioranza a Città di Castello. Responsabile amministrativo di un’azienda con sede a Trestina, Bellucci è stato eletto nella lista civica “Luca Secondi Sindaco”, quella a supporto dell’attuale primo cittadino tifernate.

Bellucci, come sta procedendo questa prima esperienza di consigliere comunale nella lista che ha sostenuto il sindaco Luca Secondi?

“Devo dire che all'inizio di questa avventura politica, nell’amministrazione comunale, l'emozione era forte, come succede al bambino il primo giorno di scuola. Era tutto nuovo, tutto da scoprire: capire il funzionamento della macchina comunale non è - fidatevi - per nulla semplice, con interpellanze, interrogazioni, mozioni, commissioni eccetera Naturalmente, facendo parte della maggioranza le interrogazioni, interpellanze e mozioni sono in numero minore, dato che ci interfacciamo direttamente con i vari assessori nel chiedere spiegazioni su certi argomenti, programmi e situazioni da risolvere. Per quanto riguarda il tempo che un consigliere dedica al suo ruolo, direi che sicuramente - essendo già impegnato con un'altra attività lavorativa - ciò toglie al tempo che dovresti dedicare alla famiglia o ad altri svaghi, ma se riesci ad essere un buon tramite fra ciò che il cittadino chiede e l'amministrazione comunale e riesci col tuo interessamento a risolvere alcune problematiche, questo è sicuramente gratificante. E non è poco. Sicuramente, ti devi mettere al servizio del cittadino, dato che ti ha eletto suo rappresentante e questo ruolo ti permette di conoscere tanta gente e situazioni nuove, che aumentano il tuo bagaglio di esperienza e conoscenza. Una cosa devo dirla: quello che da fuori ti sembra facile e ti domandi il perché e per come tante situazioni non vengono prontamente risolte, da dentro è diverso: la situazione cambia e capisci le difficoltà che a volte si presentano. Per finire, direi che al momento questo nuovo ruolo non mi è di peso; anzi, più entro dentro il meccanismo è più mi sto appassionando, quindi vedremo i risvolti che ci saranno nel tempo. Poi, se sto svolgendo bene questo ruolo, penso sia giusto che vada chiesto a chi mi ha voluto nella sua lista civica, cioè il nostro sindaco Luca Secondi, che sta facendo - per quanto mi riguarda - fino a ora un buon lavoro, viste anche tutte le difficoltà del momento”.

Si è occupato personalmente, con una interrogazione, della questione legata al pagamento del canone di depurazione, ritenendo una quota non dovuta a Umbra Acque per un servizio non ricevuto. Stiamo andando verso la giusta direzione?

“La risposta alla mia interrogazione verso Umbra Acque era abbastanza semplice: ci sono frazioni del Comune che non hanno il servizio di depurazione e che non dovrebbero pagare nessun importo fatturato in bolletta. Già diversi anni fa era stato fatto presente, ma ancora oggi ci sono tanti utenti che non hanno usufruito di questa possibilità, come previsto da varie sentenze, perché non è stata abbastanza pubblicizzata e anche perché, per le persone più anziane, scaricare il modulo dal sito di Umbra Acque e rispedirlo può risultare abbastanza complicato. Gli utenti che non sono coperti da tale servizio possono richiedere il rimborso relativo agli ultimi dieci anni calcolo, che viene fatto direttamente da Umbra Acque, la quale nella bolletta inserirà il credito spettante all'utente. Consideriamo che vi sono stati accrediti che vanno da 800 fino a 1.700 euro: direi che, visti i tempi, non è una cosa di poco conto. Naturalmente, basta informarsi presso il Comune, che dirà quali sono le zone che non sono coperte da tale servizio, dopo di che l'utente può scaricare il modulo e inviarlo ad Umbra Acque per avere il rimborso dovuto. Comunque, posso già elencare le frazioni che non hanno questo servizio, in modo da facilitare l’operazione: Userna, Fraccano, Vallurbana, Antirata, Ronchi, Belvedere, Sasso, Celle, Valdipetrina, Mezzavia, Badia Petroia, Morra, Volterrano, Lugnano, Bonsciano, Sterpeto e Petrelle”.

Vista dall’ottica della professione che Lei svolge, cosa sta facendo questa amministrazione in favore delle attività produttive?

“Sono diversi gli interventi messi in campo, seppure nel limite delle competenze che un Comune possa avere nel settore produttivo, che solitamente è di spettanza prevalentemente nazionale e regionale. Ad esempio, nel settore commerciale è stata confermata una esenzione del 50% per l’occupazione del suolo pubblico, un sostegno che è interamente a carico del Comune.  È stato finanziato e attivato il percorso per sostenere la nascita di nuove imprese con il progetto "start up", ma soprattutto si è dato un chiaro input nel settore urbanistico, in cui di fatto la linea che ci siamo imposti è quella di agevolare tutte quelle situazioni che mettono in campo la realizzazione di insediamenti produttivi, fattore di crescita economica e sociale di una comunità”.

Caro energia: concorda con le misure adottate dal governo nazionale?

“Su crisi energetica e provvedimenti del governo, la prima cosa che mi viene in mente è che le promesse fatte in campagna elettorale - del tipo: cancelleremo le accise sulla benzina, come prevedibile, con un costo di 10 miliardi, come dice la nostra premier - erano impossibili da mantenere. Poi, sul discorso energetico paghiamo anni di scelte politiche sbagliate dei vari governi che ci hanno portato a dipendere dagli altri, senza pensare a fare una programmazione di investimenti necessari per non farci dipendere esclusivamente dagli altri, vedi la questione del gas. Abbiamo da anni remoti abbandonato il discorso del nucleare, quando siamo circondati in Europa da centrali nucleari; abbiamo abbandonato il discorso delle trivellazioni del gas, che – lo abbiamo visto - ci hanno portato esclusivamente a dipendere dagli altri, quando sappiamo che abbiamo giacimenti, per cui potremmo essere, non dico, indipendenti, ma avere maggiori fonti energetiche nazionali. Purtroppo, l'aumento dei prezzi dei carburanti dell'energia e del gas hanno creato problemi seri sia alle famiglie, per cui è stato abbassato il potere d'acquisto, sia alle aziende produttive, che hanno visto aumentare i costi  in maniera sproporzionata. Sicuramente, poi, il fatto della guerra in atto preoccupa, in quanto vediamo il mondo dividersi in due blocchi contrapposti e sinceramente non se ne sta vedendo una soluzione che possa riportare quella pace che possa garantire uno sviluppo e un benessere per tutti. Mi auguro che tutto possa finire al più presto e che si possa riprendere quel dialogo che ci porti al rispetto reciproco, senza nazionalismi antichi, per avere un mondo proiettato verso un futuro migliore per noi e specialmente per le nuove generazioni”.

Redazione
© Riproduzione riservata
24/01/2023 11:17:38


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