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Chiesto l’ergastolo per gli anarchici della Fai, Cospito e Beniamino

“Processo politico su una strage senza strage attribuita a noi senza prove”

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Ergastolo per Alfredo Cospito e 27 anni per Anna Beniamino. È la richiesta del procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo per i due ideologi del Fai (Federazione anarchica infornale), formulata oggi, 5 dicembre, in Corte d’Assise d’Appello. Il reato - strage politica per due ordigni collocati di fronte alla caserma allievi carabinieri di Fossano nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2006 - nel merito è già accertato dalla Cassazione che ha reinviato gli atti in Appello solo per la rideterminazione della pena (finora stavolta per i due accusato rispettivamente in 20 e 15 anni).

Cospito ha chiesto di poter fare spontanee dichiarazioni dal carcere di Sassari dove è detenuto in regime di 41 bis (carcere duro). Ha detto: “Erano attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti che non hanno ferito e ucciso nessuno. Visto che dalla galera poi continuavo a contribuire ala stampa anarchica mi hanno seppellito al 41 bis. Non mi arrenderò per far conoscere al mondo gli abomini di questo paese che sono il 41 bis e l’ergastolo ostativo”.

Anche la co-imputata Anna Beniamino ha fatto dichiarazioni spontanee: “Questo - ha detto la donna collegata in video dal carcere di Rebibbia - è un processo politico alla nostra identità di anarchici” che si occupa di “una strage senza strage e attribuita senza prove. Non riuscirete a spegnere l’anarchia”.

Alle memorie difensive dei legali dei due imputati tra cui l’avvocato Gian Luca Vitale che sollevava peraltro La presunta illegittimità costituzionale della pena fissa (ergastolo) prevista per il resto di strage politica ha replicato, sul merito della vicenda, il pm Paolo Scafi,: Ha spiegato: “i fatti di Fossano non possono essere ricondotti ad azioni di lieve entità. La vita delle persone è stata messa in serissimo rischio. Gli ordigni, posizionato con la tecnica de richiamo e programmati per esplodere in differita, contenevano mezzochilo di esplosivo nel quale erano stati affogati dei bulloni”.

Ha aggiunto: “L’attacco a dei giovani carabinieri era evidentemente a sfondo politico e il riferimento contenuto nella rivendicazione fatto a Nassirya conferma che si voleva uccidere. Cospito ha parlato di atto dimostrativo, non capisco davvero come si possa parlare di questo”.

Il quadro dell’accusa è stato concluso dal pg Saluzzo: “abbiamo sentito Cospito parlare di azione dimostrativa, senza feriti. Ebbene la domanda non è se una cosa ha creato feriti o morti ma se una condotta poteva causare feriti o morti. Se i carabinieri avessero compreso la natura di attentato della prima esplosione a avessero fatto accorrere gli investigatori e la scientifica I 25 minuti successivi allo scoppio de primo ordigno avrebbero segnato le campane di una strage”.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
05/12/2022 14:26:25


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