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Mondo Politica: intervista a Mirco Meozzi ex consigliere comunale di Anghiari

"Mi attendevo molto di più dall’inizio del secondo mandato del sindaco Polcri"

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Non occupa al momento incarichi istituzionali, ma non è certo uscito dalla politica Mirco Meozzi, avvocato nella vita professionale. Dopo quasi 19 anni di amministrazione attiva, ha terminato l’incarico di consigliere comunale nella primavera del 2016, cioè con la fine della legislatura del sindaco Riccardo La Ferla. Ad Anghiari e nella vecchia Comunità Montana Valtiberina Toscana, Meozzi è stato anche assessore ad ambiente, energie rinnovabili, politiche giovanili e settore informatico. È tornato a ricoprire un ruolo attivo nel 2020, quando si è candidato per il consiglio regionale della Toscana con la lista di Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra) per poi sostenere da esterno la candidatura a sindaco di Danilo Bianchi alle comunali del 2021.

Meozzi, a quasi un anno di distanza dalla sua conferma, Alessandro Polcri e la sua nuova e vecchia squadra si stanno rivelando buoni amministratori per Anghiari?

“Devo dire che mi attendevo molto di più dall’inizio del secondo mandato del sindaco Polcri. L’amministrazione ha aperto dei cantieri durante l’ultima campagna elettorale di un anno fa che ancora oggi non ha terminato (si vedano i giardini Campo della Fiera).  Ma non è questo il punto. Noto da osservatore che la pubblica amministrazione anghiarese non ha più i dipendenti di un tempo e ciò sta provocando quello che è sotto gli occhi di tutti: una difficoltà seria e concreta con la grave assenza di personale di portare avanti la progettualità del Comune. I lavori che sono stati eseguiti sino a questo momento sono stati fatti spesso con l’aiuto di altri enti e non mi riferisco solo al piano economico. Senza nuovi innesti nella pianta organica credo che le difficoltà persisteranno per tutto il quinquennio della Giunta Polcri. Non aver fatto nulla per assumere personale giovane potrebbe essere il rischio maggiore per il futuro amministrativo di Anghiari, che sul personale è in controtendenza rispetto a qualsiasi altro Comune della Valtiberina. Altra questione che mi preme porre all’attenzione è la gestione dei parcheggi del centro storico. È stata scelta ancora una volta la strada della privatizzazione invece che quella pubblica. L’attuale amministrazione ha inteso, quindi, non più gestire direttamente il bene pubblico, ma demandare il compito a enti e/o società private per scrollarsi di dosso le responsabilità”.

Oltre che su una importante promozione turistica, su cosa deve puntare Anghiari per il suo sviluppo?

“Il turismo ha costituito quest’anno un volano molto importante per il nostro paese che - va detto con estrema chiarezza - dopo il Covid-19 è ripartito alla grande anche rispetto ai Comuni limitrofi. Il merito va alle numerose associazioni del paese, che con molta attenzione e passione nel lavoro che fanno hanno esaltato l’immagine di Anghiari e portato nel nostro Comune tantissime persone da ogni luogo italiano ed estero. Va concentrata l’attenzione sul lavoro, affinchè i giovani e anche meno giovani restino ad Anghiari con le loro famiglie o vengano ad abitarci. Su questo importante settore deve concentrarsi tutta l’amministrazione anghiarese”.

Domenica 25 settembre si vota: il verdetto è già scritto – come sostengono in molti – oppure ci potrà essere qualche sorpresa?

“Io sono convinto che ci saranno molte sorprese. Alcuni partiti ne usciranno sconfitti e magari poi si farà ricadere la colpa su circostanze o fatti prevedibili. Fra le circostanze prevedibili va ricompresa l’astensione: mi pare che, a parte la tv e i social, manchi una campagna elettorale nel territorio; per meglio dire, manca quel contatto sociale e la causa è figlia di un abbandono del territorio da parte dei partiti. Di tutti. Quando nel 1996 iniziai a fare politica, le campagne elettorali - a partire dalle elezioni comunali sino a quelle nazionali - si facevano con dibattiti pubblici, con i porta a porta, con le manifestazioni, con il megafono, dunque con il contatto sociale, che oggi è in gran parte evitato con l’uso talvolta smodato dei social”. 

Caro bollette: siamo arrivati a una situazione irreversibile, oppure si può fare qualcosa?

“Non sono fiducioso sul punto, perché ritengo che l’ultimo governo sia responsabile della situazione che viviamo. Senza un piano energetico, non dovevamo affrontare una guerra dalla parte di “uno”, ma dovevamo operare per la pace di “tutti”, mantenendo rapporti di neutralità e lavorando con le nostre più alte cariche per la sicurezza mondiale. Il caro bollette è frutto delle votazioni parlamentari sulle armi vendute all’Ucraina e sulle sanzioni alla Russia. La quantità di gas fornita dalla Russia non potrà essere raccolta in giro da altri Paesi. Sono briciole quelle che otterremo da stati come l’Algeria e, siccome di soluzioni alternative in atto non ce n’erano prima di febbraio 2022, il governo avrebbe dovuto riflettere bene prima di ogni decisione sul conflitto bellico. Pensare ora ai rigassificatori che sono pericolosi e inquinanti non è la strada giusta da seguire. Pertanto, non vedo grandi spiragli di luce e - se vi saranno - non sarà comunque breve il tempo che dovremo attendere; per molte aziende potrebbe essere già arrivata la fine”.

Vista la situazione attuale, i principi predicati dalla sinistra sono sempre attuali, oppure oramai superati?

“Purtroppo, nella politica ha preso il sopravvento la persona e non più l’interesse collettivo, quindi sarà sempre più difficile tornare ad una unità della sinistra. Mi spiego meglio: la sinistra si è separata in mille rivoli, perché ha perso di vista il fine per l’interesse dell’orticello. Non mi fa piacere vedere molti partiti di sinistra divisi alle prossime elezioni; anzi, per l’ennesima volta non rimarrò sorpreso se la sinistra extra Pd non riuscirà a raccattare quel consenso sufficiente per poter rientrare in Parlamento. I principi della sinistra sono molto attuali: ambiente, servizi, famiglia, diritti sociali, sanità ed economia e oggi – si veda quello che è successo in Francia con Melenchon – il nostro Paese avrebbe bisogno davvero di una sinistra forte e coesa nei temi appena indicati”. 

Redazione
© Riproduzione riservata
22/09/2022 09:40:14


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