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Mondo Politica: intervista a Emanuela Arcaleni consigliere comunale a Città di Castello

"Troppi consiglieri non fanno sentire la propria voce"

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Confermata in consiglio comunale a Città di Castello nelle elezioni dell’ottobre 2021, con la sua lista che appoggiava il candidato sindaco Luciana Bassini, Emanuela Arcaleni è rimasta l’unica rappresentante del movimento “Castello Cambia”, di area centrosinistra ma molto attento (e critico, se necessario) sull’operato dell’amministrazione. La Arcaleni, insegnante nella vita professionale, è sempre molto determinata nel prendere posizione su provvedimenti, proposte e aspetti che non condivide.  
Arcaleni, a distanza di quasi un anno dalle elezioni comunali – e con diversi volti nuovi in consiglio – è cambiato qualcosa rispetto alla precedente legislatura?
“A fronte dei volti nuovi, di fatto molti più dei rieletti come la sottoscritta, non sembra emergere una novità sostanziale. Il dibattito politico non è aumentato; anzi, molti consiglieri non fanno sentire la propria voce, specie nella maggioranza, che appare spesso silente, limitandosi a votare atti amministrativi predisposti. Per quanto mi riguarda, cerco di onorare al meglio il ruolo di opposizione non pregiudizialmente contro, ma con analisi puntuale dei provvedimenti e denuncia delle tante problematiche che affliggono la quarta città dell’Umbria, portando proposte - spero - utili, come già avvenuto sul piano della sostenibilità ambientale, della transizione energetica e digitale, della salute e dei servizi sociosanitari e delle politiche giovanili”.
Di recente, Lei è intervenuta a proposito del lascito Mariani. Quale ritiene sia la soluzione migliore?
“Il Lascito Mariani ha fruttato 3milioni e 700mila euro nelle casse della Asl 1 da parte del Comune di Città di Castello che, dopo averlo ottenuto con un contenzioso lungo e decisamente costoso a carico delle casse comunali, ha ritenuto di versarlo previo accordo, firmato in pompa magna con la governatrice Tesei. Un accordo “vuoto”, privo di impegni cogenti, che - come abbiamo sempre denunciato sia in consiglio che fuori - avrebbe sottratto al consiglio comunale e all’amministrazione ogni controllo sulla destinazione della ingente somma: le rassicurazioni dell’allora sindaco Bacchetta, della sua giunta e della sua ossequiosa maggioranza erano nulle e infatti pare proprio sia avvenuto esattamente quanto paventato. I soldi vengono impegnati dalla Asl con decisioni autonome, seppure discutibili”.
Caro bollette e alti costi dell’energia. Che cosa si può e si deve fare per evitare che famiglie e imprese si ritrovino con l’acqua alla gola?
“Di fatto, ora di fronte a questa emergenza, l’intervento deve essere statale ed europeo con sussidi consistenti di fronte a costi ormai insostenibili. Anche un impegno locale a gestire un aiuto economico sulle bollette delle famiglie, comunque importante, non sarebbe sostenibile a lungo. Ma questo problema era annunciato da mesi. Scontiamo una dipendenza dall’estero e dalle fonti fossili, mai efficacemente combattuta: siamo in ritardo su vari fronti, in particolare sulla sostituzione delle fonti fossili con le rinnovabili che avrebbero costruito un’autonomia energetica maggiore. A ciò si aggiungono i ritardi dell’Europa, che ancora non ha deciso un tetto al prezzo del gas e neanche uno sganciamento del costo dell’energia ottenuta da fonti rinnovabili da quella ottenuta dal gas, il cui prezzo è alle stelle. Famiglie e imprese avrebbero dovuto essere messe nelle condizioni di costruire una propria indipendenza energetica, con incentivi all’installazione diffusa di pannelli fotovoltaici. Eppure anche le comunità energetiche, di cui mi sono fatta promotrice con una mozione poi approvata, ancora non vengono sostenute: occorre che l’amministrazione si faccia carico di approntare gli strumenti necessari a diffonderle nella nostra comunità, perché i vantaggi sono evidenti: riduzioni di oltre il 30% dei costi in bolletta”.
Su quali versanti l’attuale amministrazione sembra più restia ad ascoltare le proposte dell’opposizione?
“Quello che emerge è soprattutto la tendenza a non dare seguito a quanto viene discusso e approvato in consiglio, se proposto dall’opposizione. Posso citare molte proposte, di fatto inascoltate: gestione dei rifiuti e aumento della differenziata, borracce da donare agli alunni delle scuole, l’abbassamento delle aliquote Irpef, un regolamento più stringente sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura, la pista ciclabile, le attività per i giovani e la cultura, come il “teatro di prossimità”, il Tavolo sulla salute, la creazione di comunità energetiche locali ecc.. Ma soprattutto devo rilevare un’ostinata chiusura sulle società partecipate: scarsa trasparenza di fronte a gestioni, con notevoli criticità che vengono taciute e non affrontate. Rilevo, ad esempio, la totale inconcludenza rispetto al progetto di rilancio di Polisport e dell’annunciata unione con Sogepu, il cui amministratore ha un mandato scaduto da un anno e mezzo, ma è ancora al suo posto”.
Elezioni politiche del 25 settembre: il vero timore è quello di un accentuato astensionismo, oppure di una vittoria del centrodestra?
“Sicuramente, l’astensionismo è un pericolo concreto: di fronte a una politica che ha perso credibilità, facile che la reazione sia il disamore e la delusione, con la netta sensazione che il proprio voto sia inutile e che non cambi né la propria situazione né il destino del Paese. In parte ciò avviene in tutti i Paesi, ma noi dobbiamo contrastarlo e ridare valore alla partecipazione: insieme al gruppo civico che rappresento, cerco di recuperare proprio il valore dell’agire politico come servizio. A molti sembrerà un discorso inattuale, ma per me “I Care”, il motto di Don Milani, resta una guida. Sulla tanto annunciata vittoria del centrodestra, non rilevo una reale novità né bontà nelle loro proposte. Anzi, in Umbria ritengo la prova di governo regionale decisamente fallimentare, specie sulla sanità. Ritengo però che parte della responsabilità di questa ascesa elettorale stia nelle scelte di partiti del centrosinistra, come il Pd, di dividere piuttosto che di unire le forze per creare una compagine realmente competitiva, avendo una legge che premia decisamente la coalizione più forte”.
 

Redazione
© Riproduzione riservata
07/09/2022 10:38:50


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