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Gesti che devono far riflettere

Valori veri da far capire ai nostri giovani

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Un gesto bello e persino emozionante, di quelli che rimarranno nella storia dello sport, oltre che ovviamente del ciclismo e del Tour de France. I protagonisti sono anche i due grandi rivali dell’edizione di quest’anno della corsa a tappe francese: da una parte c’è lo sloveno Tadej Pogacar, vincitore degli ultimi due Tour e ora secondo in classifica; dall’altra c’è il danese Jonas Vingegaard, leader in maglia gialla, che domenica potrebbe entrare nell’albo d’oro del Tour, ma che di certo il Tour della sportività lo ha già vinto alla grande. Prima della tappa di ieri, da Lourdes ad Hautacam, Vingegaard ha un vantaggio in classifica generale di quasi 2’20” su Pogacar; un margine importante, anche se c’è disputare la crono del sabato. I due sono in fuga, con il danese che quindi difende il suo primato e nella parte finale della frazione in linea c’è la discesa di Col de Spandelles, prima della salita che conduce verso il traguardo. La strada è stretta e la ruota della bici di Pogacar esce per un attimo dall’asfalto: quanto basta per farlo cadere e per procurargli una ferita, ma non per lasciarlo fermo. Pogacar si rialza e ricomincia subito a pedalare giù per la discesa. E Vingegaard? Per un paio di curve non si vede, poi compare e si nota nettamente che rallenta per aspettare l’avversario, a costo per un attimo di perdere anche lui l’equilibrio: Pogacar lo ringrazia con un “cinque” e quella stretta di mano vale più di qualsiasi altra parola e immagine. Poi, una volta ripristinate le condizioni pre-caduta, la sfida ricomincia: nello strappo finale, Vingegaard allunga e conclude vittoriosamente con 1’03” di vantaggio su Pogacar, che ora ha un ritardo di 3’26” in classifica. A distanza di 70 anni esatti dallo scambio della borraccia fra Gino Bartali e Fausto Coppi, un altro gesto da campioni, prima come uomini e poi come ciclisti, sempre al Tour. L’accostamento è venuto naturale. E se ancora si nutre il dubbio su chi, fra Bartali e Coppi, la borraccia l’avesse data e su chi invece l’avesse presa, in questo caso non vi sono dubbi: la correttezza di Vingegaard è fuori discussione. E come se avesse voluto far capire a tutti che le vittorie più belle sono quelle ottenute con i propri meriti e non grazie alle sfortune altrui, rimettendo l’avversario nella condizione di pari opportunità pre-esistente. Sia chiaro: Pogacar aveva fatto tutto da solo e Vingegaard avrebbe potuto proseguire dritto; invece no: l’ha aspettato perché riteneva che un fattore esterno alle loro capacità non dovesse incidere, poi da avversari se la sarebbero giocata. Bello, anzi bellissimo, tanto più che tv e social hanno voluto immortalare l’attimo della stretta di mano. Evidentemente, essere sportivi e corretti è un valore ancora molto apprezzato e talvolta, per fortuna, assistiamo a gesti riconcilianti: dall’estroso Paolo Di Canio che rinuncia a tirare in porta e segnare perché vede un avversario a terra, a tennisti che fanno ripetere lo scambio se all’avversario cade la racchetta, fino ai giocatori di pallavolo che ammettono di aver toccato a muro la palla, anche se l’arbitro questo tocco non lo ha visto. Vedere la stretta di mano in corsa fra Vingegaard e Pogacar mi ha suggerito una proposta: questi sono i valori veri dello sport e allora perché non raccogliere in un breve video le scene più significative registrate in ogni disciplina e mostrarle ai ragazzi che si accingono a praticare fin da piccoli l’agonismo, invitandoli a seguire questi comportamenti? Il compito può spettare alla scuola come alla società sportiva. Si dice che i giovani – portati spesso a omologarsi - non abbiano bisogno di prediche o di ramanzine, ma soltanto di buoni esempi. La lealtà nello sport è uno di questi, per fare in modo che il ragazzo, abituato spesso a farsi grande per una bravata, possa un domani gonfiare il petto per aver dato un grande esempio.       

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
22/07/2022 10:24:37

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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