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Mondo Politica: intervista a Gabriele Giuseppe Furlan consigliere comunale ad Anghiari

"Le colpe della sconfitta sono da ricercare negli errori del passato"

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Ha 59 anni e da 46 risiede con la famiglia in Valtiberina, per la precisione a San Leo di Anghiari. Gabriele Giuseppe Furlan, imprenditore artigiano, è uno dei volti nuovi del consiglio comunale di Anghiari; secondo eletto nella lista Anghiari Unita con 92 preferenze, siede sugli scranni dell’opposizione assieme al candidato sindaco Mario Checcaglini e a Barbara Croci.

Furlan, nel risultato elettorale in che rapporto stanno i demeriti degli sconfitti e i meriti di Alessandro Polcri?

“Diciamo che i demeriti non sono dei candidati di quest’anno, ma di chi ha amministrato in precedenza e poi di una candidatura a sindaco del centrosinistra che nel 2016 si era dimostrata non adeguata. Se pertanto cinque anni fa sulla vittoria di Polcri si poteva parlare anche di fortuna per i nove voti di margine, adesso debbo dire che sono stati bravi lui e la coalizione nel fare le scelte giuste, pescando negli ambienti del paese che contano”.

Che cosa ha allora pagato il vostro candidato sindaco, Mario Checcaglini?

“Un po’ questa situazione pregressa, poi si sentiva dire che non era abbastanza conosciuto a livello territoriale: non sono d’accordo su questo punto, ma credo che alla fine – seppure in misura minima – possa aver influito anche questo fattore. Il resto l’ha fatto Danilo Bianchi con una discesa in campo che ha diviso l’elettorato di centrosinistra, anche se davanti a un quasi 54% di consensi si deve soprattutto parlare di trionfo da parte di Polcri”.

Cosa ha spinto Lei a candidarsi? E il risultato delle urne lo ha piacevolmente sorpreso?

“Sono stato contattato da alcuni amici, i quali volevano che rappresentassi la frazione di San Leo, nella quale vivo. I voti di San Leo sono stati perciò determinanti per la mia elezione, anche se speravo soprattutto in una vittoria di “Anghiari Unita”. Senza promettere niente, ho però garantito a tutte le persone con cui ho parlato il mio massimo impegno affinchè si possa riuscire a ottenere qualcosa anche a San Leo a livello di opere pubbliche”.

Da esordiente in consiglio comunale, quali sensazioni ha provato nel sedere su uno degli scranni della più importante istituzione del paese?

“Diciamo che finora vi è stata la sola seduta di insediamento, con carattere peraltro celebrativo, come era però giusto che fosse. Mi sono congratulato con i vincitori, però la prima impressione ricavata non è stata positiva: in una recente delibera, vi sono soldi stanziati dalla Regione Toscana, ma sembra che questa somma sia riferita soltanto ad Anghiari capoluogo. A mio avviso, questo è sbagliato e – se vogliamo – anche grave, perché già nel corso della campagna elettorale del 2016 ci erano state fatte diverse promesse, vedi il marciapiede, il parcheggio e una piccola zona verde adiacente agli esercizi commerciali di San Leo”.

Anghiari deve rimanere il paese-cartolina, quindi lo stupendo borgo caratteristico della Toscana, oppure deve crescere anche a livello di attività produttive che garantiscano economia, come il turismo?

“Proprio a San Leo c’è un’area industriale con alcuni capannoni realizzati. Di posti a disposizione per gli insediamenti produttivi ve ne sono ancora, per cui credo che i pubblici amministratori debbano incentivare chi vuole intraprendere un’attività e venire a San Leo, cercando possibilmente di rendere la zona appetibile dal punto di vista urbanistico. Sul piano personale, ho messo a disposizione gratuitamente un mio appezzamento di terreno per farvi un giardino con i giochi per i bambini; questo accordo era già scaduto nel corso della vecchia legislatura per cui ci saremmo dovuti di nuovo incontrare per ridefinire un rinnovo, ma purtroppo nessuno mi ha dato risposta. Mi dispiace allora di non essere stato tenuto in considerazione: avrei potuto parlare con il sindaco anche per regolamentare eventualmente l’orario di accesso. Questo è insomma il motivo del mio malcontento”.

La sua sarà un’opposizione puntuale e determinata?

“Dovrò intanto prendere confidenza con i meccanismi che regolano lo svolgimento del consiglio comunale e mi rapporterò con i colleghi per fare in modo che le nostre richieste arrivino in consiglio. Se necessario, sosterrò le nostre cause con educazione e tranquillità, ma anche con fermezza, perché al centro di tutto ci deve essere il bene della collettività, non la politica o gli interessi di qualcuno”.     

Redazione
© Riproduzione riservata
18/11/2021 10:01:50


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