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Sindacati e il vertice con Draghi: “Ci dice a marzo ancora il premier"

E a dicembre tavolo su riforma Fornero, poi subito fisco

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«Presidente Draghi, il tavolo sulle pensioni fino a marzo lo faremo ancora con lei? “Sì, lo farete con me”». Così racconta la scena Pierpaolo Bombardieri, all'uscita da Palazzo Chigi. La notizia è che il governo apre un tavolo, da dicembre, per scrivere la riforma delle pensioni che dovrà consentire più flessibilità in uscita dal 2023. Ma il segretario della Uil prova a strappare al premier una notizia ancora più grande, prova a capire se quando si dovrà disegnare la cornice di quella riforma, con il Documento di economia e finanza di inizio aprile, Draghi si aspetta di essere ancora presidente del Consiglio o se per allora pensi di traslocare al Quirinale. 

Il premier ascolta la domanda e sorride. E sorridendo, racconta Bombardieri, "dice di sì", che sarà ancora lui a capo del governo. I presenti invitano a inquadrare la scena come uno scambio di battute: è il Parlamento a decidere eventualmente se eleggere Draghi al Colle. E in questo senso, secondo fonti governative, il premier resterebbe fedele alla sua linea: non si sbilancia e continuerà a non farlo, assicurano, almeno fino alla fine dell'anno. Ma l'attenzione, come dimostra anche l'eco di una battuta attribuita la scorsa settimana da un barista alla moglie del premier, è tutta centrata sul futuro di Draghi, che resta il candidato più evocato per la successione a Sergio Mattarella. Il premier, che dovrebbe incontrare nei prossimi giorni anche i rappresentanti delle imprese, riceve per oltre due ore i segretari di Cgil, Cisl e Uil, con i ministri Daniele Franco, Andrea Orlando e Renato Brunetta. I sindacati mettono sul tavolo tutti i temi aperti, dalle tasse, alle pensioni, fino al precariato. E sulla previdenza chiedono risposte immediate e concrete, perché la loro mobilitazione sul tema resta aperta. Al tavolo il ministro Franco ribadisce che nella legge di bilancio non ci sono le risorse per affrontare una riforma strutturale delle pensioni ma, è la novità, assicura la disponibilità ad avviare il confronto sulla Fornero in tempi brevi, già a partire da dicembre. Ai sindacati non basta però e così Draghi garantisce che l'apertura del tavolo sarà sancita formalmente con un passaggio - verbalizzato - in Consiglio dei ministri. La partita sulle pensioni si giocherà però su due binari perché dalla prossima settimana, forse già martedì, si aprirà un tavolo al Mef per vedere se ci sono margini per ritocchi in manovra, per i gravosi e l'Ape social ma anche per misure a costo zero che possono iniziare ad aprire la strada alle pensioni di garanzia per i giovani (revisione dei coefficienti di trasformazione per il futuro, misure per facilitare la pensione integrativa come il silenzio assenso). L'altro tavolo, quello per eliminare "le storture" della Fornero, spiegano i sindacati, avrà invece un orizzonte più ampio e punterà a scrivere già nel prossimo Def di fine marzo-inizio aprile, quale sarà la direzione della riforma, da attuare molto probabilmente con la legge di Bilancio dell'anno prossimo. Quindi dal 2023. Con l'ipotesi, allo studio del governo, di legare la flessibilità ai contributi effettivamente versati, in modo da non tradire lo spirito del sistema contributivo pieno. Al Mef i sindacati andranno anche a esporre le loro proposte su come utilizzare gli 8 miliardi per il taglio delle tasse: Cgil, Cisl e Uil puntano a intervenire su cuneo fiscale e detrazioni e non sulle aliquote Irpef (un taglio per il ceto medio agevolerebbe anche i redditi più alti). Concentrare le risorse per alleggerire le buste paga è un'idea che non dispiace a via XX settembre, dove comunque si stanno da settimane facendo varie simulazioni sulla base delle idee che, in via informale, anche i partiti stanno già suggerendo. Ma il governo per ora non si sbilancia, perché la manovra è formalmente giunta in Senato e lì dovrà svilupparsi l'interlocuzione, anche se è possibile che si cerchi la sintesi a un tavolo "tecnico" con i responsabili economici dei partiti e i presidenti delle commissione al ministero, magari seguito da un vertice politico con i leader dei partiti. Sull'insieme dei temi "abbiamo registrato una disponibilità ad un confronto, che non era scontato", dice Landini. «Dobbiamo vedere quali saranno le risposte». C'è «un giudizio positivo della Cisl perché partono operativamente due tavoli. Ovviamente ci aspettiamo di registrare i contenuti», afferma Sbarra. Ma a sera nei corridoi parlamentari rimbalza la risposta data da Draghi sull'orizzonte del governo. Davvero il premier pensa di restare a Palazzo Chigi? Il "sì" detto a Bombardieri rassicura chi teme, con l'elezione al Colle, la caduta del governo e la fine anticipata della legislatura. Ma chi spinge per Draghi capo dello Stato scommette che quella del premier non può essere altro che una battuta: se una larga maggioranza lo proporrà, non potrà sottrarsi.

 

 

 

 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
17/11/2021 05:38:47


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