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Mondo Politica: intervista con Alessandro Polcri candidato sindaco ad Anghiari

"Abbiamo creato un gruppo di persone oneste, competenti e attaccate al territorio"

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Ha reso nota la sua decisione il 2 settembre, praticamente in extremis. Alessandro Polcri, sindaco uscente di Anghiari, ha deciso di tentare il mandato bis portandosi appresso una bella fetta della squadra che lo ha supportato in questi cinque anni. Con anche lui in lizza, la competizione elettorale ad Anghiari assume un altro peso.

Polcri, con quali criteri è stata composta la lista dei candidati consiglieri che lo supportano?

“Accanto ad alcune conferme, vi sono volti nuovi per il 50%. Abbiamo creato un gruppo di persone oneste, competenti e attaccate al territorio, pronte a lavorare da subito e a farlo con entusiasmo, per portare sempre più in alto il comune di Anghiari. Peraltro, abbiamo “attinto” dai vari mondi: imprenditoria, cultura e associazionismo. Non ci sono state particolari difficoltà nel chiudere la lista, poiché in questo quinquennio in tanti si sono avvicinati al nostro gruppo; abbiamo lavorato come una vera squadra, che non si è mai indebolita, nonostante le tante difficoltà”.

Rispetto al mandato che sta per scadere, in caso di vittoria presenterà stavolta una giunta completa e non limitata a tre persone?

“La squadra verrà sicuramente allargata, anche perché non c’è più l’emergenza di allora. Vi sarà quindi più partecipazione e ci sono anche quelle condizioni che non c’erano nel 2016 per ciò che riguarda spese e investimenti nei servizi. Ricordiamo poi che, a livello di finanziamenti, nel biennio 2019-2020 il nostro Comune è quello della Valtiberina che ha intercettato più soldi”.

E per ciò che riguarda il bilancio, i vostri avversari del Patto Civico sostengono che il “buco” non vi sia mai stato e che voi abbiate allargato ulteriormente il deficit. Come stanno le cose?

“Partiamo con l’ultimo bilancio, quello al 31 dicembre 2020. Vi è stata la relazione finale analizzata dai revisori dei conti e dalla Corte dei Conti, che non ha mosso alcun rilievo. Non solo: qualcuno che ha criticato è caduto in errore solo perché non conosce gli strumenti del bilancio. I debiti fuori bilancio sono obbligazioni non prevedibili e la loro copertura viene autorizzata con un successivo atto del consiglio comunale, che noi non abbiamo mai attivato né lo ha fatto la precedente amministrazione. Qui si mistifica. In soldoni: il problema non erano i debiti fuori bilancio, ma quelli “ dentro il bilancio”, che è peggio! Nei cinque anni della nostra amministrazione, il Comune non è mai andato in deficit di cassa e ha chiuso con i soldi in cassa dopo aver pagato tutti. Negli anni precedenti, invece, il cassetto era “sfondo”, nel senso che l’amministrazione precedente fu costretta a ricorrere all’anticipazione di cassa per pagare stipendi e fornitori. In pratica: faceva debito per fare le spese di funzionamento, invece di fare debito buono per le opere pubbliche! Nella prima parte di mandato, abbiamo dovuto riorganizzare l’intero ente e le risorse erano scarse: nel giugno del 2016, quando ci siamo insediati le casse erano vuote, insieme a tante problematiche aperte, fra le quali i decreti ingiuntivi per mancati pagamenti, tali da far rischiare il default. Abbiamo risolto quasi tutto, evitando i pignoramenti e il relativo dissesto, ma al tempo stesso era difficile prevedere una progettualità: da metà mandato in poi abbiamo visto i primi effetti positivi, tali da avere oggi nelle casse del Comune un milione e 200mila euro. Abbiamo poi trovato l’accordo con i fornitori e spalmato i debiti senza pagare gli interessi. Come mai quelli di prima non ci sono riusciti?”.

Altra critica che vi viene mossa sul ridimensionamento numerico del personale del Comune, con tendenza alla privatizzazione dei servizi, che cosa risponde?

“Sulla riduzione del personale, dico che è vero; lo scorso 30 giugno erano 22 i nostri dipendenti e per lungo tempo noi non abbiamo avuto la capacità di assunzione del personale, dal momento che eravamo stati classificati come “ente non virtuoso” col parere del revisore dei conti. Quest’anno, per la prima volta, Anghiari è divenuta “ente virtuoso” e ha potuto ricominciare a fare assunzioni, con la previsione di nuove figure in tutti i comparti dell’ente. Anche per ciò che riguarda le presunte privatizzazioni, l’asilo nido è rimasto comunale e la rsa Martini è totalmente gestita dall’Unione dei Comuni (alla quale abbiamo passato i nostri dipendenti), per cui mi pare che si tratti di affermazioni tendenziose e non veritiere”.

Qualora fosse rieletto sindaco, quali sarebbero le priorità in assoluto per Anghiari?

“Il nuovo camminamento da Porta Sant’Angelo fino alla piazzetta della Fonte, togliendo la bitumatura e sostituendola con il pietrisco, da posare anche sul lato destro di corso Matteotti. Con i soldi del fondo europeo e del bando per le città murate, ho intenzione di riqualificare piazza Baldaccio e piazza IV Novembre con assieme la galleria Girolamo Magi che le collega. Nei primi cento giorni del prossimo mandato di impegnerò a trovare le risorse”.

Tre candidati sindaci con un pronostico molto incerto. C’è il rischio anche stavolta che chi vincerà lo farà per questione di pochissimi voti?

“Non credo. Posso soltanto dire che l’aria che si respira è buona. Le assemblee pubbliche sono state un successo: l’empatia con il pubblico è stata forte e anche nei social il gruppo lista ha superato gli altri. La volontà popolare sembra chiedere continuità, anche se davanti c’è ancora un mese di duro lavoro; rispetto al 2016, sono convinto che stavolta si registrerà la netta affermazione di una delle tre liste: la gente vuole stabilità e chiarezza sui programmi; vuole gente competente e soprattutto coerente. Noi garantiamo serietà e stabilità. Ricordo che siamo stati il primo Comune ad aver definitivamente approvato, al 31 agosto, tutti gli strumenti urbanistici”.

Redazione
© Riproduzione riservata
08/09/2021 08:34:06


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