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J-Ax: "Il covid mi ha cambiato, Novax fuori dalla mia vita

Il rapper milanese torna con un nuovo album "Surreale"

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“Oh bro / Ma che stai ancora appresso veramente a quel bollito cringe di J-Ax? / Ma la musica è altro cazzo, oh”. Dissacrante, anticonformista e autoironico come non mai, J-Ax parte a razzo nel suo nuovo disco, nato come un re-pack di “ReAle”, l’album pubblicato a gennaio dell’anno scorso, e diventato strada facendo un nuovo lavoro a tutti gli effetti, forte di 11 brani di cui 9 inediti. Il titolo è “Surreale” e conferma dopo 28 anni di carriera, 172 dischi di platino, 739 milioni di views su Youtube e 2 milioni 400 mila followers su Instagram che il rapper milanese non conosce crisi di creatività: J-Ax cresce nella carriera e nelle esperienze della vita, compresa quella fondamentale della paternità, ma riesce miracolosamente a mantenere autentico il colloquio con i fan, uomo genuino e diretto che rivendica il suo inimitabile rap’n’roll, ma si concede il lusso di non dover più dimostrare nulla a nessuno e quindi si regala incursioni in ogni dove musicale, compreso l’amato punk di “J-Axonville – Uncool and Proud”, terzo capitolo fisico (in vinile) in versione ribelle e autoprodotta di questo re-pack. “Da una vita dicevo “voglio fare un disco punk dove a parlare è un vecchio con la prostatite”.

"Ecco, il primo lockdown mi ha dato l’occasione di farlo”. E ancora: “Quando si riapriranno i live, vorrò fare una cosa punk in mutande facendomi tirare la birra addosso”, aggiunge con quel suo sorriso che non sai mai bene se sta prendendoti in giro o è sincero fino all’eccesso. Ma J-Ax non ha altra maschera se non il suo pensiero orgogliosamente controcorrente o come dice lui “uncool”e quindi ci va sempre giù dritto. A proposito del primo singolo scelto, “Io sono un fan” eccolo rivendicare: “Non mi vergogno di dire che sono far di certe cose anche se non sono considerate “ cool”. E così ad esempio canto: “E sono fan della Machete /Anche della Pausini pure se non ci credete / Sono felice se fanno successo / Perché un fan geloso poi diventa un hater”. Così dichiara: “Dentro di me ci sono molte anime, due mi sembrano poche. C’è il nerd fan di Gaber che fa il pezzo con Enrico Ruggeri ma anche l’autore di unpezzo un po’ greve come “Salsa””.

E a proposito della Machete Crew, è inevitabile chiedergli cosa ne pensa del concerto spacca-regole di Salmo a Olbia, improvvisato per farsi beffe delle norme anti-covid considerate disequilibrate tra musica e sport e diventato una miccia esplosiva in quel mondo in ebollizione che è la musica dal vivo, da tempo al palo. J-Ax come sempre non ha peli sulla lingua e anche se da anni si è allontanato da Fedez non esita a schierarsi al suo fianco nella diatriba che lo ha visto opposto al rapper sardo: “Sono completamente d’accordo su Fedez su quello che ha detto. Che vuol dire che se sei un artista infrangi le regole? È una definizione data alla carlona perché un conto sono le regole dell’arte, del costume o dei benpensanti, un altro sono le leggi dello Stato. Allora Polansky che avrebbe violentato la ragazzina nella jacuzzi va bene perché è un artista? Certo che no. Ifrangere le regole non vuo dire mettere la macchina in doppia fila, sparare alla gente o saltare la coda: quelle sono furbizie o infrazioni.

Credo siano soprattutto cose dette per il web. Detto questo capisco la frustrazione di Salmo e di altri che lamentano che il nostro settore sia stato trattato con superficialità. Capisco la rabbia di chi si trova bloccato da regole ferree e intanto vede che la gente fa il ca..o che gli pare. Ma c’è un problema sanitario con un problema politico. E poi dobbiamo accettare che la nostra categoria non ha l’empatia del resto d’Italia. In generale noi cantanti e musicisti siamo considerati come persone che non lavorano ma si divertono. Per gli italiani il nostro è un non lavoro, siamo in vacanza perenne. E ricordiamoci che la politica insegue i consensi. Perciò dà attenzione ad altre cose e noi restiamo ultimi. Ma abbiamo comunque delle responsabilità e dobbiamo essere meglio degli altri”. Inevitabile un accenno al Covid che ha colpito lui e la moglie e che gli ha fatto temere il peggio, ispirandogli la canzone dedicata al suo piccolo Nicholas che temeva di lasciare orfano e che chiude l’album, dal titolo “Voglio la mamma”. “Io preferisco avere la coscienza pulita e sapere che non ho messo in pericolo nessuno. Aspetterò per i live quando si potrà perché i miei concerti da seduto non funzionano”. E riguardo ai no-vax è netto: “Prima di aver avuto il covid dicevo che con questi bisognava instaurare un dialogo. Ora non ho più né tempo né energia, voglio solo che escano dalla mia vita”. E infine una sottolineatura: “Io non mi sento un artista. Gli artisti sono quelli come Jannacci, De André e Gaber. Io sono uno che fa intrattenimento. Ecco, un artigiano della musica”.

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
28/08/2021 13:01:03


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