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Mondo Politica: intervista a Maria Cristina Polcri, presidente del consiglio comunale di Monterchi

"L’amministrazione del sindaco Romanelli si sta distinguendo per una grande capacità progettuale"

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Assessore alla cultura prima, presidente del consiglio comunale ora: non si può certo dire che Maria Cristina Polcri, insegnante liceale nella vita professionale, non viva il contesto di Monterchi, dove risiede da oramai diversi anni con la famiglia, perché Lei è originaria di Sansepolcro. Ed è anche la persona giusta con la quale fare il punto della situazione nel Comune della Valcerfone. 

Quale impronta è riuscita a dare e sta tuttora dando l’amministrazione del sindaco Alfredo Romanelli rispetto a quelle del passato?

“L’amministrazione guidata dal sindaco Alfredo Romanelli si sta distinguendo per una capacità progettuale che mai si era vista in passato, considerando anche il fatto che, rispetto alle precedenti amministrazioni, i trasferimenti governativi sono progressivamente diminuiti e gli adempimenti burocratici sono diventati sempre più condizionanti. Non sto qui a fare un elenco delle opere pubbliche realizzate fin dal primo mandato Romanelli, che sono sotto gli occhi di tutti, ma vorrei mettere in evidenza che quanto era stato inserito nei due programmi elettorali del 2014 e del 2019, di Insieme per Monterchi, è stato quasi completamente realizzato e il “quasi” dipende, ovviamente, dal fatto che ancora mancano tre anni alla fine della legislatura. E’ evidente che oggi, per ottenere finanziamenti, bisogna partecipare a bandi che prevedono la stesura di progetti. Ecco, credo che la nostra Amministrazione abbia fino ad ora mostrato una non comune capacità di avere quella che gli anglosassoni chiamano “vision” e poi di saperla realizzare”.

Lei è stata in passato per dieci anni assessore alla cultura: quale contributo ritiene di aver dato alla crescita culturale di Monterchi?

“Quando, nel 2004, Insieme per Monterchi ha iniziato la sua avventura amministrativa, ben poche erano le attività volte a valorizzare il bene immenso lasciatoci da Piero della Francesca e i luoghi in cui esso era stato realizzato. Pertanto, è stato chiaro fin dall’inizio che sarebbe stato necessario valorizzare il territorio con attività di vario genere e di ampio respiro come i concerti, da proporre non solo al museo della Madonna del Parto, come era avvenuto in precedenza, ma anche nel centro storico, insieme a mostre e conferenze. L’obiettivo era quello  di rendere Monterchi, posto al confine tra due regioni, una “città aperta”, dove la cultura si poteva esprimere liberamente. Per me è stato un onore poter dare il mio contributo, come assessore alla cultura, a questo progetto che si è declinato in tanti modi e con varie iniziative. Un posto speciale è occupato nei miei ricordi dalla mostra delle opere di Ottone Rosai, organizzata in occasione della grande mostra su Piero della Francesca del 2007, che potei realizzare grazie alla disponibilità di Narciso Parigi, famoso cantante fiorentino del dopoguerra e grandissimo collezionista di opere d’arte, nonché amico di mio padre”.

Anche per la vivacità del dibattito politico che caratterizza il Comune della Valcerfone, cosa implica il suo ruolo di presidente del consiglio comunale?

“Essere presidente del consiglio è una grossa responsabilità, perché si deve offrire sempre una opportunità al dialogo fra le varie parti che compongono il consiglio comunale, che io amo definire “maggioranza” e “minoranza”, piuttosto che “maggioranza” e “opposizione”. Credo, infatti, che la logica oppositiva debba essere sempre sostituita dal confronto, non privo di vivacità, nel rispetto dei rispettivi ruoli, pur tuttavia volto sempre e comunque a realizzare il bene dei cittadini. Per questo, credo e spero di essere una figura di garanzia, a tutela non solo dei diritti di tutti i consiglieri, ma anche dei cittadini verso i quali sono sempre disponibile, come tutti i membri dell’amministrazione”.

Sul piano della promozione turistica, quali sono le carte che può giocare Monterchi, oltre ovviamente a quella della Madonna del Parto?

“Certamente il nostro ambiente. Per anni, abbiamo discusso sulla penuria di aziende sul nostro territorio come un limite da superare. In realtà, credo che avere preservato la Valcerfone costituisca oggi un valore aggiunto per ottenere nuove possibilità di crescita e di progresso, non solo per noi, ma soprattutto per i nostri figli. L’esperienza della pandemia ci ha fatto capire quanto sia importante vivere il nostro tempo nella qualità, piuttosto che nella frenesia della quantità e uno spazio non inquinato e profondamente “verde” può diventare la nostra risorsa primaria. Dal punto di vista politico, tra le varie iniziative il Comune di Monterchi si è da tempo attivato, insieme all’Unione dei Comuni, per ripristinare antichi percorsi da godere a piedi o in bicicletta, come quello inaugurato la scorsa settimana, in un’ottica di vallata nella quale i vari borghi sono collegati da percorsi fluviali o sentieri da riscoprire. Come sempre, Monterchi non ragiona solo “pro domo sua”, ma anche nella consapevolezza che nessuno di noi è una monade e che tutti abbiamo bisogno di tutti. Dunque, dobbiamo impegnarci per preservare il più possibile i nostri luoghi in Valtiberina e Monterchi è in prima linea per raggiungere questo obiettivo”.

Lasciando da parte sentenza del Tar e appello al Consiglio di Stato, per ciò che riguarda la Madonna del Parto va bene l’attuale collocazione nella ex scuola oppure è possibile una soluzione migliore?

“Tutto è migliorabile, purché nel rispetto della sensibilità e della storia della gente di Monterchi. Insieme per Monterchi ha sempre lavorato in quest’ottica e anche per questo è stata eletta fin dal 2004. Sicuramente, quello di Monterchi è il territorio della Madonna del Parto, nel senso che l’opera ne esprime lo spirito e ne trasmette l’essenza. Proprio per questo, qualsiasi scelta futura non potrà fare a meno di confrontarsi con chi quello spirito oggi rappresenta legittimamente, ossia l’amministrazione comunale”.

Maria Cristina Polcri è intenzionata in futuro anche a candidarsi a sindaco?

“Quando finirò questo mandato, potrò dire di avere servito i miei concittadini per venti anni. E’ questa un’esperienza affascinante, ma è doveroso far sì che i giovani si avvicinino all’impegno amministrativo con nuove energie e idee. Chi ha un po’ di esperienza potrà forse dare dei consigli, ma credo nel ricambio. Dunque, largo ai giovani!”.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/05/2021 10:02:09


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