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Mondo Politica: intervista al consigliere comunale di Sansepolcro Michele Del Bolgia

"I Democratici per Cambiare sono molto diversi dal Partito Democratico"

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Iscritto al Partito Democratico di Sansepolcro, Michele Del Bolgia è uscito nell’infuocato autunno 2010 per convergere nel movimento dei Democratici per Cambiare, che da dieci anni raccoglie i “dissidenti” del partito. Dal 2016, è consigliere comunale nella maggioranza che supporta il sindaco Mauro Cornioli, con la titolarità della delega al centro storico. Del Bolgia è stato anche consigliere provinciale aretino dapprima per il Pd e poi sempre per i Democratici per Cambiare”.

Del Bolgia, per cosa si farà ricordare l’amministrazione comunale oramai prossima alla scadenza?

“Credo che la cosa più significativa sia stata la sua capacità nel reperire soldi tramite bandi regionali utilizzati per concludere varie operazioni e mi riferisco al Bastione di Santa Lucia per il progetto “orti sociali”, alla riqualificazione della stazione ferroviaria, alla sicurezza nel centro storico con l’installazione delle telecamere e al rifacimento della pavimentazione di via Matteotti e via Niccolò Aggiunti fino a Palazzo Muglioni, che prevede anche qualche abbellimento. Queste mi sembrano le operazioni più significative”.

Quali gli obiettivi non raggiunti?

“Premettendo che si possa arrivare a raggiungerli prima della fine della legislatura, ricordo il progetto sulla pubblica illuminazione, che è in fase di discussione, ma il Covid-19 ci ha impedito di mettervi le mani e poi la risistemazione di Porta Fiorentina, che dovrebbe partire a breve. Certamente, la pandemia ha avuto il suo peso”.

Pensa che la rottura fra Pd e Italia Viva in ambito nazionale possa avere ripercussioni sugli equilibri locali?

“Per quanto ci riguarda no, perché noi siamo un’espressione civica. È comunque difficile stabilirlo, anche se una qualche influenza potrebbe esercitarla. Se a Sansepolcro il centrosinistra vuole sperare di vincere le elezioni, deve presentarsi unito e concentrarsi di più sulla progettualità nel locale, evitando di farsi condizionare da ciò che avviene a livello nazionale”.

La coalizione fra le liste civiche che ha appoggiato il sindaco Mauro Cornioli è da considerare giunta al capolinea, come qualcuno ha lasciato intendere?

“E’ difficile dirlo ora, perché dobbiamo ancora avviare un confronto interno per capire cosa voglia fare il sindaco. A quel punto, le varie forze politiche decideranno il da farsi. Noi, come Democratici per Cambiare, siamo aperti a tutte quelle forze politiche che condividono la nostra visione di città”.

L’11 gennaio di dieci anni fa nasceva ufficialmente il movimento dei Democratici per Cambiare, sempre attivo anche se in ultimo è uscito francamente poco. Qual è stata la sua evoluzione nel corso del tempo e vi sono le condizioni per un eventuale ritorno nel Pd?

“Siamo nati come “costola” del Partito Democratico, a seguito di dinamiche interne ad esso, poi siamo divenuti un movimento civico che ha attirato persone provenienti anche da altre estrazioni politiche. Sta di fatto che nella tornata amministrativa del 2011 eravamo al 7,45%, mentre in quella del 2016 abbiamo quasi raddoppiato al 14,26%. Siamo forza cittadina di governo e abbiamo dimostrato che il nostro movimento è in grado di formulare idee e proposte e anche di realizzarle, vedi il progetto degli “orti sociali” e la lotta al degrado nel centro storico. Il nostro movimento continua a riunirsi e a operare anche all’esterno, nonostante la vita amministrativa stia assorbendo una bella fetta di tempo. E anche se sembravamo spariti dalla circolazione, in realtà ci siamo mossi con discrezione, visto il delicato periodo del Covid-19. Quanto a una possibile riunione con il Pd, dico soltanto che al momento non ci sono le condizioni, rimaniamo una realtà molto diversa dal Partito Democratico”.

Michele Del Bolgia sarà in corsa come candidato anche alla prossima tornata?

“Preferirei ricoprire un ruolo di secondo piano. La politica mi piace e ho sempre voglia di dare una mano alla comunità in cui vivo. Sarà da vedere se come candidato oppure come persona di supporto a progetti condivisi. Personalmente, opterei per la seconda ipotesi”.            

Redazione
© Riproduzione riservata
21/01/2021 08:49:34


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