Opinionisti Francesco Del Teglia

Addio a un grande liberale-riformista

Valery Giscard d’Estaing, una grande personaggio politico della seconda metà del secolo scorso

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Mi ha colpito in questi giorni la notizia della morte - c’entra pure il Covid nonostante la veneranda età raggiunta -  di Valery Giscard d’Estaing, uno degli ultimi autentici statisti. E’ stato una grande personaggio politico della seconda metà del secolo scorso, uno di quelli che come si usa dire “ha lasciato il segno” e di cui si sente la mancanza in questi tempi piuttosto grigi a livello di personalità politiche di spessore. Mi ha affascinato sin da adolescente, quando a pranzo e cena si mangiava in famiglia rigorosamente incollati a seguire il Tg della Rai. Intanto mi colpiva quel nome così rotondo e nobiliare. Poi la sua figura di uomo alto, aristocratico, colto e brillante. L’attrazione per l’immagine “fisica” del personaggio catturata da ragazzo, con la maturità si è estesa ad altre e più profonde caratteristiche di Giscard. Tutte riconducibili al ritratto di un politico che ha saputo coniugare alla perfezione le virtù di liberale e riformista, evento rarissimo. VGE, come lo chiamavano i francesi, ha centrato tanti record nella sua carriera politica. Il più giovane presidente transalpino, fino all’avvento di Macron, primo Capo di Stato non gollista. Era uomo di centrodestra per formazione, ma illuminato e non statico. Quando vinse le elezioni prima sbaragliò Chaban Delmas, lui sì autentico esponente della Destra gollista, poi al fotofinish ebbe la meglio sul socialista Mitterand, e di lui si ricorda soprattutto la frase che pronunciò nel seguitissimo faccia a faccia televisivo prima del voto “Lei signor Mitterand non ha il monopolio del cuore”. Il suo mandato ha avuto alcuni criticabili inciampi, come il presunto legame col dittatore africano Bokassa o il fatto che Giscard è stato l’ultimo presidente francese in cui fu ancora applicata la triste consuetudine della pena di morte tramite ghigliottina. Ma di lui si rammentano soprattutto alcune azioni riformiste di primo livello come il voto a 18 anni, il riconoscimento del divorzio consensuale, la legalizzazione dell’interruzione della gravidanza, voluta fortemente assieme alla sua ministra donna preferita, Simone Vail. Decisioni che lo contrassegnarono come presidente modernista capace di proiettare la Francia nel futuro. Fu sempre un europeista convinto. Nato in Germania a Coblenza, dato che il padre alto funzionario di banca si trovava al tempo nella Repubblica di Weimar per lavoro, aveva una predilezione per quella nazione e il suo popolo. Fraterno amico del cancelliere teutonico Helmut Schmidt, elaborò con lui le strategie per un’Europa più unita. Fu sempre contrario all’ingresso della Turchia in UE, e occorre dargli atto che ci aveva visto discretamente giusto. Nonostante la sua convinta visione di Europa, rimase lucido e pragmatico, oltre che pienamente liberale, quando le cose non andavano per il verso giusto. Così commentò la Brexit voluta recentemente dalla Gran Bretagna “Trovo normale che da qualsiasi associazione umana sia consentito uscire. Ora che lo fa Londra lasciando la UE non sono così impressionato. Abbandonano qualcosa di cui facevano parte solo a metà”. Infine l’uomo Giscard. Affascinato – e ricambiato – dal gentil sesso, autore di saggi e romanzi, appassionato di musica classica e letteratura, eccentrico in alcuni suoi comportamenti, come quando nel giorno dell’insediamento a Presidente della Repubblica spezzò un protocollo lungo da decenni, rifiutando di indossare il frac d’occasione e raggiungendo l’Eliseo a piedi. Bel personaggio a tutto tondo, e promotore di quella società avanzata dove liberalismo e riformismo viaggiano a braccetto. Un mio sogno personale che, sulle orme e l’insegnamento di Valery Giscard d’Estaing, qualcuno possa far tornare ad esistere.

Francesco Del Teglia
© Riproduzione riservata
03/12/2020 20:50:04

Francesco Del Teglia

Giornalista pubblicista di lungo corso, è inviato fisso per Sansepolcro e la Valtiberina Toscana del quotidiano Corriere di Arezzo fin dalla sua nascita, nel 1985, ma vanta esperienze anche a livello televisivo e collaborazioni con periodici vari. Politica e sport i campi di particolare competenza professionale. È stato anche addetto stampa di vari enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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