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Le origini nascoste di Venezia: così è nata la città "galleggiante"

Come è nata Venezia? Chi l'ha fondata e perché?

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"Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: uno in calle dell'amor degli amici; un secondo vicino al ponte delle Meraveige; un terzo in calle dei marrani a San Geremia in Ghetto.

Quando i veneziani sono stanchi delle autorità costituite, si recano in questi tre luoghi segreti e, aprendo le porte che stanno nel fondo di quelle corti, se ne vanno per sempre in posti bellissimi e in altre storie…", così scriveva Hugo Pratt nella Favola di Venezia. Ma Venezia non è solo dei veneziani. E' anche dei tanti, a volte perfino troppi, turisti che vanno a vedere la città sull'acqua, l'impero che fu, la città della seduzione e di san Marco. Il luogo della contraddizione. E, perdendosi tra le mille calli della città, è possibile imbattersi in mille storie che la laguna si ostina ancora a raccontare. Miti di cui si è ormai persa la memoria, primo tra tutti quello della sua fondazione.

Storicamente la città nacque bizantina e, come scrive Giorgio Ravegnani in Venezia prima di Venezia. Mito e fondazione della città lagunare (Salerno editrice), "quasi per caso nel disordine suscitato dalla presenza longobarda in Italia". Per l'imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito, "Venezia era un luogo deserto, disabitato e paludoso". E così rimase a lungo. Almeno fino a quando arrivò Attila e "tutti i Franchi cominciarono a fuggire da Aquileia e dagli altri centri fortificati della loro terra raggiungendo le isole disabitate della Venezia e qui costruirono le loro capanne per paura del re Attila".

Due sono i punti fondamentali di questo racconto: l'arrivo di Attila e il mito delle origini selvagge di Venezia. Giovanni Diacono fornisce una ricostruzione simile della fondazione della città, anche se, secondo lui, a provocare l'esodo verso le isole (dodici: Grado, Bibione, Caorle, Eracliana, Equilo (Iesolo), Torcello, Murano, Rovoalto, Metamauco (Malamocco), Poveglia, Chioggia minore e Chioggia maggiore) furono i longobardi. Per il Chronicon Gradese, invece, la fondazione di Venezia sarebbe legata a Geminiano, un prete che, ispirato dallo Spirito Santo, aiutò i cristiani di Aquileia, perseguitati dai pagani, a popolare Torcello e le isole vicine.

Sia come sia, scrive Ravegnani, "le leggende sulle origini, infine, si stabilizzarono tra Umanesimo e Rinascimento in due direzioni: una prima connessa alla discendenza dagli antichi colonizzatori della laguna e un'altra relativa alla migrazione delle popolazioni di terraferma".

Venezia nacque per necessità. Solamente delle persone in fuga - e non è un caso che alcuni storici collegano addirittura i veneziani agli antichi troiani - potevano scegliere di abitare in un ambiente tanto ostile e, almeno inizialmente, insalubre. Ma nella fatica, i veneziani seppero costruire una civiltà che, a lungo, non ha avuto rivali. Conquistata la terra si ripresero il mare, che solcarono in lungo e in largo, creando un vero e proprio impero economico che, in un certo senso, anticipò quello britannico.

Il salto di qualità, però, fu possibile solamente grazie a san Marco. "Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum". Così un angelo disse a san Marco mentre era di passaggio a Venezia. "Pace a te, Marco, evangelista mio. Qui riposeranno le tue spoglie". La figura divina predisse al santo lo splendore di Venezia e la virtù dei suoi abitanti. E così fu. Nell'828, infatti, due mercanti veneziani riuscirono a trafugare il corpo del santo, che fino a quel momento era stato conservato ad Alessandria, e lo portarono nel luogo predetto dall'angelo. La città era in festa. Tutto si era finalmente compiuto. Mancava solamente una chiesa adatta a conservare le spoglie e così, l'anno seguente, iniziò la costruzione di quella che sarebbe diventata la futura basilica di san Marco. Fu un fatto, quello della traslazione del corpo del santo, che cambiò gli equilibri politici dell'epoca, come nota Ravegnani: "Con questo avvenimento nasceva il mito di Venezia che per secoli avrebbe accompagnato la città lagunare".

Nonostante Venezia provò a lungo a distaccarsi dalle sue origini, rimase bizantina in tutto. Non solo nell'arte, ma anche nel sistema di potere. Almeno all'inizio. "L'associazione al potere - si legge in Venezia prima di Venezia - comportava una consegna delle insegne da parte del collega più anziano, come a Costantinopoli dove l'imperatore in carica rivestiva l'associato delle insegne primarie della regalità". Tradizionalmente gelosi (e orgogliosi), i bizantini non amavano sposarsi con gli stranieri, ma per i veneziani questa abitudine fu ben presto accantonata.

Nei secoli Venezia si espanse, le sue navi solcarono i mari e i suoi marinai girarono il mondo. Fino a quando non arrivò Napoleone che, volendo far grande la Francia, fece piccola Venezia. Ma questa è un'altra storia. E bisogna passare per una nuova calle, sotto un nuovo ponte. E ascoltare la laguna.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
02/12/2020 06:26:26


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