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Filippo Giovagnoli, l'apecchiese in Europa League alla guida del Dundalk

L'ex difensore di Arezzo, Sansepolcro e Città di Castello ha affrontato l'Arsenal

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Dalla Serie D nell’Aretino (erano gli anni ’90), alla panchina del Dundalk, squadra irlandese dell’omonima città che milita nella massima divisione nazionale e che giovedì sera ha affrontato gli inglesi dell’Arsenal in Europa League, perdendo per 0-3, ma ci può stare. Alla soglia dei 50 anni (li compirà il prossimo 1° dicembre), Filippo Giovagnoli si sta togliendo la più bella soddisfazione della sua lunga carriera con il calcio, in questo caso da allenatore. Il longilineo ex difensore centrale originario di Apecchio, primo Comune che si incontra non appena si scende nelle Marche dal valico di Bocca Serriola, è protagonista di una storia tutta sua: ha indossato la casacca dell’Arezzo nella stagione 1994/’95, con Ennio Pellegrini allenatore, poi è passato l’anno successivo al Città di Castello (dove peraltro è nato) e nell’annata 1996/’97 si è trasferito sulla sponda toscana dell’Alta Valle del Tevere. Era il Sansepolcro di Sauro Trillini e di Fusari, Busilacchi e Magi, che si sarebbe classificato terzo in D dietro Castel San Pietro e Sangiovannese. Giovagnoli sarebbe poi tornato in bianconero nel 2001/2002, quando l’allora Altotevere di mister Paolo Valori e della coppia d’attacco Pazzaglia-Mercuri avrebbe conquistato un altro terzo posto in categoria (alle spalle di Tivoli e Grosseto) dopo essere stato anche in testa alla classifica. Fra le due parentesi con il Sansepolcro, quella in C2 con la Rondinella, dove al centro della difesa faceva coppia con un giovanissimo Andrea Barzagli. In provincia di Arezzo, poi, Giovagnoli è tornato da allenatore alla guida della Sansovino nella stagione 2009/2010: quarto posto in Eccellenza con eliminazione nella semifinale dei play-off. L’esperienza in panca con la Berretti del Gubbio è stata il suo trampolino di lancio, prima dei tanti Milan Camp con Paolo Valori e del viaggio in America, dove per sei anni ha svolto il ruolo di direttore della Metropolitan Oval Accademy di New York, scuola calcio che si era distinta per una particolare disposizione: i genitori dei ragazzini non avevano accesso agli impianti. Tutto questo gli aveva procurato persino l’onore della prima pagina sull’edizione di “Stadio-Corriere dello Sport” del 27 marzo 2019. Tifoso juventino, Giovagnoli aveva per idolo Liam Brady, che ha subito incontrato non appena è arrivato in Irlanda, dopo che lo scorso 25 agosto ha ricevuto la proposta del Dundalk, società che avrebbe preferito lui al grande Robbie Keane (“stella” del calcio locale), con una decisione che i tifosi non avevano del tutto mandato giù. Lui ha accettato la sfida, portandosi dietro l'altro apecchiese Giuseppe Rossi e in Europa League la sua squadra è ancora a zero punti dopo due giornate, ma lui questa carta del professionismo vuole giocarsela fino in fondo, proprio come quando in campo metteva la museruola ai bomber e di tanto in tanto segnava anche qualche gol. In bocca al lupo, Pippo! 

Redazione
© Riproduzione riservata
31/10/2020 06:42:32


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