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Morto Enzo Mari, maestro del design italiano

Aveva 88 anni, la Triennale gli ha appena dedicato una mostra

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Enzo è Enzo Mari, 88 anni, padre nobile del design italiano e tra i più grandi del Novecento, è scomparso stanotte. Nato nel 1932 a Cerano in provincia di Novara, Mari frequenta l'Accademia di Brera dal 1952 al 1956 formandosi in letteratura e arte, e approfondendo i temi della psicologia della percezione visuale. Non il consueto curriculum di architetto: ma nulla nella sua vita sarà consueto, e nemmeno il suo carattere duro e i giudizi lapidari, per i quali è famoso.

La carriera
Finiti gli studi, si dedica al nascente mondo del disegno industriale, presentando il suo primo progetto al produttore di arredi milanese Danese nel 1957. Dal 1963 al 1966 insegna presso la scuola della Società Umanitaria di Milano, e continuerà a collaborare fino agli anni 2000 con istituzioni prestigiose tra cui il Politecnico di Milano, dove tiene diversi corsi nelle facoltà di Disegno Industriale e Architettura, o a Parma dove è docente di Storia dell'Arte. Nel 1983 l'Università di Parma gli dedica una mostra personale, dove viene esposta parte della collezione di 8500 schizzi e disegni originali donati da Mari al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'ateneo. Altri suoi lavori sono nei principali musei di arte e design del mondo, tra cui, per esempio, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, o il Museum of Modern Art di New York o il Triennale Design Museum di Milano. È stato Presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale dal 1976 al 1979.

“La sua opera spazia dal design alla pittura, dalla grafica all’allestimento”, si legge sul profilo a lui dedicato sulla pagina web della storica azienda di design. “Il suo contributo basato su un’asciutta poetica delle forme e un coerente utilizzo dei materiali è ritenuto fondamentale per la storia e lo sviluppo del design italiano nel mondo. Il sodalizio con Danese Milano coincide con lo sviluppo dell’azienda grazie alla quale ha sperimentato tecniche, realizzato allestimenti, sculture e prodotti divenuti pietre miliari”.

Gli oggetti
Tra gli oggetti disegnati da Mari ricordiamo le sedie Soft Soft (Driade) e Delfina (Rexite), premiata nel 1979 con il Compasso d’Oro; il cestino gettacarte In attesa e il calendario da muro Formosa, prodotto prodio da Danese. Ma pure l’imitatissimo tavolo Frate per Driade, o la sedia Tonietta di Zanotta, lo spremiagrumi Squeezer per Alessi, le pentole Copernico e le posate Piuma (Zani&Zani); tra gli ultimi, il portaombrelli Eretteo e l’appendiabiti Togo (Magis).

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
19/10/2020 14:07:17


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