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Ora l’Oms fa retromarcia sul saluto: “Non toccatevi il gomito, è pericoloso”

Spacciato per scaccia virus, adesso messo al bando. L’allarme: non siamo fuori dai guai

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Per salutarsi nell’era del Covid è meglio portare la mano sul cuore che roteare la spalla e porgere il gomito. Quando ci avevamo fatto un po’ tutti l’abitudine l’Oms mette al bando il saluto spacciato per scaccia virus. E che ormai aveva preso piede tra capi di Stato, gente di spettacolo, vertici della protezione civile. In voga persino tra medici ed esperti del comitato tecnico-scientifico, chiamati per suggerire al governo e a tutti gli italiani come comportarsi per fronteggiare l’epidemia. Ma sul saluto di gomito tutti in errore. A spiegarcelo non è uno qualsiasi, ma il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha usato Twitter per diffondere la raccomandazione, rilanciando un messaggio critico sulla nuova usanza dell’economista Diana Ortega. «Salutando le persone, è meglio evitare di toccarsi con i gomiti perché questo ti fa stare a meno di un metro di distanza dall'altro. A me piace mettere una mano sul cuore per salutare le persone in questi giorni», ha scritto il direttore dell’Oms. Che in verità a marzo i fotografi immortalavano a gomito alzato. A fini igienici, e non di altro, s’intende. C’è da dire che la stessa Organizzazione ha da sempre invitato anche ad utilizzare proprio la piega del gomito nello starnutire o nel tossire. E che le due cose confliggano è risultato chiaro persino a chi dovrebbe destreggiarsi tra le note più che tra le prescrizioni sanitarie. Pochi giorni fa il conservatorio di Sassari ha infatti emanato un decreto per vietare esplicitamente “l’incauta nuova abitudine”. Anche se c’è chi si spinge oltre. Come il Professor Gaetano Libra, otorino laringoiatra con una lunga carriera alle spalle presso l’Ospedale Maggiore di Bologna. Per lui «è sbagliato usare il gomito anche per tamponare starnuti e colpi di tosse, visto che poi lo poggiamo un po’ ovunque contaminando altre superfici». Una diatriba che fa da riprova su quanto sia faticoso vivere nell’anno uno del Coronavirus. Che dilaga sempre più in Europa. Tanto che lo stesso direttore dell’Oms mette in guardia: «Il numero medio di casi in Europa è superiore al primo picco di marzo e in ottobre e novembre vedremo più mortalità». «Non siamo proprio fuori dai guai». E per tirarcene fuori non basterà mettersi una mano sul cuore. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
15/09/2020 14:20:25


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