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Venezia, Leone d’Oro a “Nomadland”. A Favino la Coppa Volpi come miglior attore

Il premio per la sceneggiatura Sezione Orizzonti a Pietro Castellitto per i suoi «Predatori»

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Cerimonia conclusiva della Mostra di Venezia,  la voce di Diodato e il violino di Rodrigo D’Erasmo. «Capire che adesso è tutto ciò che avremo» canta con preziosa intensità il vincitore di Sanremo, alle spalle le immagini della 77^ edizione del concorso cinematografico. E’ il via alla cerimonia di chiusura della Mostra diretta da Alberto Barbera, evento unico nell’estate del Covid. Entra Anna Foglietta e mette l’emozione sul palco, avanti a tutto: «Ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta tutti». E’ vero. Ce l’ha fatta il pubblico che si è ritrovato per il cinema. «Centinaia di ragazzi che sono tornati a piangere per il cinema – dice l’attrice – Come posso rimanere fredda davanti alla bellezza di questa mostra. Di questa città». 

E su di lei lo sguardo della platea. «Gli occhi intelligenti di tutti quanti voi. Come faremo domani senza tutto questo? Siamo tutti quanti re e regine del regno del cinema». Basta con le lacrime difficili da rimandare indietro. Tocca ai premi. E il primo guarda lontano, è il «Leone del Futuro»  consegnato a alla regista agli esordi Ana Rocha de Sousa per il film «Listen», coproduzione anglo-portoghese. A Pietro Castellitto  il premio per la sceneggiatura della Sezione  Orizzonti per la sua opera prima da regista «I predatori». 

Il Premio Mastroianni a un giovane attore emergente, Rouhollah Zamani nel film «Khorshid (Sun Children)» di Majid Majidi (Iran). La giovanissima Shamila, coprotagonista:  «Io e Roullah abbiamo fatto i venditori ambulanti tutta l’infanzia, fino a un anno fa vendevo nella metropolitana. Ringrazio il  regista e il cinema che ci hanno fatto riavere il nostro sogno».

Pierfrancesco Favino vince la Coppa Volpi, migliore attore per il film «Padrenostro» di Claudio Noce «Mi avete fatto la più bella sorpresa della mia vita - ha detto l’attore -  Ringrazio Claudio Noce che si è fidato dell'uomo più che dell'attore e mi ha chiesto di custodire il suo affetto più grande e grazie al giovane Mattia Garaci. Il premio è suo come di tutti quelli che hanno lavorato a questo film. Un maestro mi ha detto che quando si gira un film è come creare una stella e voglio dedicare questo premio a tutte le stelle, ai milioni di schermi che accoglieranno le stelle e agli occhi che brilleranno nel buio»

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Vanessa Kirby nel film «Pieces of A Woman» di Kornél Mundruczó: «Grazie per la delicatezza con cui abbiamo affrontato questa storia al femminile. Condivido questa narrazione con tutte le madri, che hanno vissuto un aborto spontaneo. A loro dedico questo premio». 

Leone D’Argento per la migliore regia a Kiyoshi Kurosawa per il film «Spy No Tsuma (Wife of A Spy), e ha ritirato il premio l’attore messicano Michel Franco: «Grazie alla giuria, grazie a questo festival». E la madrina Foglietta richiama al gran finale, invitano sul palco Roberto Cicutto, presidente della Mostra. Ecco la meravigliosa Cate Blanchett, che chiama il titolo vincitore «Nomadland» e Frances McDormand, che arriva al pubblico di Venezia in video messaggio: «Siamo a Pasadena, grazie da parte di tutto il team, le 25 persone che hanno viaggiato con noi, nomadi, ogni respiro di ciascuno è con noi.. Ci vediamo per la strada!».

La delusione di Rai Cinema

 «Grazie al Festival, al presidente della Biennale Roberto Cicutto e al direttore Alberto Barbera per aver sfidato le paure e aver portato a compimento con un'organizzazione puntuale e in totale sicurezza un evento complesso come un festival internazionale. Questa edizione della Mostra - sottolinea l'amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco in una nota - rimarrà un esempio positivo in tutto il mondo e siamo soddisfatti di aver contribuito in maniera considerevole al suo successo con ben diciotto titoli. Un segnale forte di fiducia per la ripartenza di tutto il cinema».

Il punto naturalmente è sul cinema italiano. «Siamo contenti per il premio al film "I predatori" di Pietro Castellitto, un riconoscimento importante per un giovane regista alla prima prova che lo incoraggia a proseguire sulla sua strada. Un premio che spinge anche Rai Cinema a continuare a investire energie e risorse a sostegno del nuovo cinema italiano» dice ancora. «Per contro, pur consapevoli che i verdetti delle giurie vadano accettati con serenità, non possiamo non essere dispiaciuti e un po' delusi perché i tre film coprodotti da Rai Cinema presenti nel Concorso ufficiale - «Miss Marx» di Susanna Nicchiarelli, «Notturno» di Gianfranco Rosi e «Le sorelle Macaluso» di Emma Dante - non siano stati considerati come forse meritavano. Tre opere molto diverse tra loro, ognuna con uno stile e un'identità ben definita e una propria voce forte, originale e autentica, come è stato ampiamente riconosciuto dalla critica italiana e internazionale» rileva. «In particolare, dispiace che l'opera di Gianfranco Rosi, unica invitata eccezionalmente a partecipare ai maggiori festival internazionali - da Toronto a New York e Telluride, al London Film Festival, a quello di Tokio e Busan - accolta dal pubblico con 10 minuti di applausi, e quasi l'unanimità di consensi della critica e della stampa delle più prestigiose testate internazionali e italiane, non sia riuscita ad arrivare al cuore di questa giuria la cui composizione probabilmente non includeva tutte le diverse forme del cinema». «Le nostre congratulazioni infine a Pierfrancesco Favino, attore straordinario che è da sempre nei nostri cuori», conclude Del Brocco.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
13/09/2020 06:26:40


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