Opinionisti Giacomo Moretti

Quel diritto che si chiama voto

Mi auguro che nessuno proroghi ancora il momento democratico delle elezioni

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Come sappiamo, il Governo ha fissato la data per le competizioni elettorali che avrebbero dovuto tenersi a Maggio.

La dichiarazione dello stato d’emergenza a seguito della pandemia mondiale da COVID-19 ha indotto le autorità competenti a rinviare le elezioni e, successivamente, a fissarne la data per domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020. Le operazioni di voto inizieranno infatti alle ore 07:00 di domenica e termineranno alle ore 23:00; i seggi verranno riaperti lunedì mattina alle ore 07:00 per terminare le operazioni di voto alle ore 15:00. La previsione di voto anche nella giornata di lunedì non è una novità, infatti si è votato nella giornata di lunedì anche in precedenti turni elettorali, giornata poi soppressa in nome del risparmio.

Al fine di frazionare maggiormente l’afflusso ai seggi per evitare assembramenti, è stata ridata la possibilità agli elettori - direi in modo molto saggio - di poter votare anche il lunedì fino alle 15:00. Lo spoglio comincerà dall’urna contenete le schede della consultazione referendaria relativa al Referendum costituzionale. I cittadini elettori troveranno nella scheda la seguente dicitura: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?».

Gli italiani dovranno rispondere con un “SI” o con  un “NO”.

Per carità, non voglio addentrarmi nelle ragioni dell’una o dell’altra parte, magari lo farò in futuro, in quanto voglio soffermare la nostra attenzione su un'altra questione che è presupposto fondamentale: lo svolgimento delle operazioni di voto. Oltre al Referendum costituzionale si svolgeranno anche altre competizioni elettorali fondamentali: le Regionali 2020 dove saremo chiamati al voto per il nuovo governo della Regione Toscana e le elezioni comunali che vedranno la chiamata alle urne dei cittadini di Arezzo. Oltre in Toscana si vota in altre importanti regioni italiane e in altrettanti comuni capoluogo sparsi per lo stivale. Saremo chiamati ad esprimerci dopo il rinvio elettorale previsto in maggio/giugno (scadenza naturale dei mandati amministrativi).

Colpa del COVID-19.

Sì, eravamo in piena dichiarazione di stato d’emergenza per la pandemia. Il Governo ha reiterato la dichiarazione di emergenza fino al 15 ottobre 2020. Ciò significa che andremo alle urne comunque in pieno stato d’emergenza. Certo, ci saranno difficoltà nella gestione dei seggi.

A tal proposito ricordo che un seggio è composto da cinque membri, un presidente, un segretario e tre scrutatori compreso il vice presidente. Inoltre hanno diritto a presenziare alle operazioni di voto, per tutta la loro durata, i rappresentanti delle liste e dei candidati sia regionali che comunali oltre ai rappresentanti dei comitati referendari. Insomma un bell’assembramento “democratico” in luoghi e spazi certamente non enormi.

Inoltre, sussiste la difficoltà della custodia del materiale elettorale che impedisce di attuare le operazioni all’aperto in prossimità dei seggi, il passaggio della matita copiativa tra gli elettori e i membri del seggio stesso, il passaggio delle schede, dei registri oltre al legittimo diritto di tutti i componenti del seggio, compresi i rappresentati di lista e dei comitati referendari, di assistere alle operazioni. Insomma non sarà facile per gli operatori agire. Ma la democrazia impone di agire, in questo momento di farlo anche nella massima sicurezza per tutti.

La democrazia non può subire una sorta di sospensione indeterminata, per questo, nonostante lo stato di emergenza, è fondamentale votare. Mentre non trovo l’urgenza di votare per un referendum che a seguito dell’esito produrrà i propri effetti tra qualche anno, ovvero alla scadenza della legislatura. Credo che sia urgente invece dare una nuova legittimazione politica legata alla sovranità popolare a quelle istituzioni che sono state chiamate e lo saranno a maggior ragione nel futuro a gestire la complessa situazione nella quale ci troviamo. Quindi è necessario votare, consentire al popolo di esprimere la forma massima della propria sovranità. Ovviamente tutto va fatto con criterio, con buon senso, avendo tutti quella sana pazienza che forse è anche opportuno ritrovare come popolo.

Mi auguro che nessuno proroghi ancora il momento democratico delle elezioni. È opportuno riprenderci tutti i diritti che questo strano periodo ha visto sospesi. Sì, tra quei diritti esiste anche quello di voto e forse sarebbe bello riscoprirlo ancora con più forza nel passato mostrando anche una buona e sana affluenza, ovviamente in tutta sicurezza.

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
19/08/2020 06:21:36

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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