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Politica sotto l'ombrellone: intervista con Franco Mollicchi ex assessore a Sansepolcro

"L’amministrazione Cornioli è quella con meno idee per il futuro della città degli ultimi 40 anni"

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In ambito locale, è uno fra gli esponenti politici in assoluto più preparati, anche perché proveniente da una lunga esperienza. Franco Mollicchi ha ricoperto il ruolo di segretario politico del vecchio Partito Socialista Italiano, poi dopo la diaspora ha sposato la linea dei Socialisti Italiani, ma è sempre rimasto fedele (anche con la tessera) alla tradizione classica del partito, dal quale è uscito nel 2008 per poi passare nel 2011 al Partito Democratico. Nel suo curriculum di pubblico amministratore, figurano gli assessorati ricoperti al Comune di Sansepolcro e alla Comunità Montana Valtiberina Toscana e il ruolo di consigliere comunale a Palazzo delle Laudi.  

Mollicchi, l’attuale alleanza di governo Pd-5 Stelle riuscirà ad arrivare alla scadenza naturale del 2023?

“Penso che nessuno abbia la sfera di cristallo per dirlo. Dobbiamo verificare alcune condizioni e soprattutto l’esistenza di una seria capacità progettuale sul futuro dell’Italia in base ai fondi assegnati dall’Europa. Nel programma quinquennale si parla di compatibilità ambientale, di innovazione tecnologica e digitale e di riduzione delle disuguaglianze. Se pertanto il governo sarà in grado di varare progetti credibili su questi indirizzi, compreso un disegno di sviluppo agricolo, avrà ampie probabilità di durare, però deve risolvere i piccoli problemi al suo interno e trovare una forte coesione sul progetto di sviluppo”.

Elezioni regionali in Toscana: sembra regnare al momento un sostanziale equilibrio, anche se stando agli ultimi sondaggi Eugenio Giani sarebbe in vantaggio su Susanna Ceccardi. Come andrà a finire?

“Lasciamo perdere i sondaggi. Dico soltanto che la coalizione di centrosinistra merita la conferma, perché - al di là degli annunci e degli slogan - il centrodestra non propone una prospettiva di sviluppo. Certamente, la Regione Toscana ha commesso degli errori, ma credo che in temi quali capacità di spesa e salute abbia fatto azioni soddisfacenti per poi aver sbagliato su questioni di dettaglio, vedi la configurazione geografica dei distretti, ma è unanimemente riconosciuto che la Toscana sia una fra le regioni più avanzate sotto ogni profilo”.

È quindi più difficile per il centrosinistra riconquistare il Comune di Arezzo?

“Ad Arezzo ho lavorato e per giunta proprio in Comune, ma adesso non seguo più tutte le dinamiche passo per passo, anche se dico che la coalizione di centrosinistra può farcela. Conosco Luciano Ralli: è un candidato sindaco solido e capace di essere garante delle esigenze della società aretina e delle varie sensibilità. La coalizione che lo sostiene è equilibrata e motivata a dovere”.

Passiamo a Sansepolcro. Quattro anni di amministrazione a guida Mauro Cornioli: quale valutazione esprime?

“Questa amministrazione è partita con grandi consensi, che però alla fine ha sprecato strada facendo. È stata l’amministrazione con meno idee per il futuro della città degli ultimi 30 anni, senza peraltro aver realizzato quelle esistenti, oppure averlo fatto con grande ritardo, vedi il secondo ponte sul Tevere e la messa in sicurezza delle scuole”.

In vista delle elezioni comunali della primavera 2021, quali scenari politici prefigura per Sansepolcro?

“Prima di pensare a coalizioni e candidati sindaci, è bene dire di cosa abbia bisogno la città. Al di là dei buoni programmi di cui dotarsi, debbono esservi da una parte la ricomposizione di un centrosinistra riformista e ampio, il quale sappia recuperare tutte le forze che a questa cultura si ispirano. Dall’altra, dovrà contrapporsi una solida coalizione di centrodestra. Solo da una costruttiva contrapposizione fra i due schieramenti la città può trovare benefici. E poi c’è l’altro aspetto, quello del civismo: abbiamo avuto due esperienze del genere, che hanno palesato i loro limiti nel fare di Sansepolcro una protagonista a livello di vallata e nel panorama provinciale e regionale”.

Franco Mollicchi, all’evenienza, è pronto a tornare in bazzica?

“La mia stagione è passata. Se mi venisse offerto un impegno diretto, non sarebbe un buon segno, perché significherebbe che non è stata trovata una classe dirigente nuova, con esperienza a livello politico, capacità dal punto di vista amministrativo e polso fermo nelle decisioni da prendere. Certamente, io sono un iscritto del Pd sempre pronto nel dare il mio aiuto, rimanendo a disposizione del partito”.        

Redazione
© Riproduzione riservata
10/08/2020 11:12:01


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