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Politica sotto l'ombrellone: intervista a Daniela Frullani ex sindaco di Sansepolcro

"Amministrazione Cornioli? Solo annunci, proclami, ripensamenti e occasioni perdute"

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Sindaco di San Giustino (dopo che era già stata assessore) dal 1995 al 2004, poi consigliere e assessore nella Provincia di Perugia fino al 2011, quando è diventata sindaco di Sansepolcro, rimanendo in carica fino al 2016. Una militanza politica che dal Pci ha proseguito nel Pds, poi nei Ds e adesso nel Partito Democratico: Daniela Frullani non è certo una persona che ha bisogno di presentazioni. Uscita a fine 2018 dal consiglio comunale di Sansepolcro (dove ha seduto per un paio di anni anche all’opposizione), adesso non riveste ruoli istituzionali ma è un’osservatrice sempre molto attiva delle dinamiche politiche.

Frullani, il 20 e 21 settembre si vota per le regionali in Toscana. Quale opinione si è fatta sui due candidati principali e chi di essi potrebbe spuntarla?

“La situazione è molto incerta, per cui sarà battaglia accesa e aperta a più soluzioni. Non so se dipenda dai candidati Eugenio Giani e Susanna Ceccardi, ma il dato fondamentale è che non sussiste tanto interesse verso una consultazione che invece riveste la massima importanza e con riflessi anche nel locale. Credo e mi auguro che alla fine prevalga il buon senso: la Regione Toscana è stata discretamente amministrata dal centrosinistra e in una fase così delicata non so quanto valga la pena compiere il salto nel buio”.

Quale valutazione esprime, dopo quattro anni, sull’operato dell’amministrazione di Sansepolcro guidata dal sindaco Mauro Cornioli?

“Mi sembra che siano stati quattro anni di grandi annunci, di proclami e di ripensamenti. Le aspettative erano tantissime, ma alla prova dei fatti non si è visto molto. O quantomeno, non esiste un progetto o un qualche cosa capace di caratterizzare l’operato di questa amministrazione. Alcuni progetti che avrebbero potuto dare una svolta – penso alla pubblica illuminazione, specie nel centro storico – non hanno avuto un seguito, per cui ci ritroviamo con una città buia, quando invece dovrebbe essere valorizzata. Altro progetto che ritenevo qualificante: quello del coworking nei locali dell’ex agenzia tabacchi, con indubbie prospettive e con fondi che avevamo reperito per ridare vita all’artigianato con il coinvolgimento delle scuole e con l’obiettivo di creare a un distretto artigianale, dopo aver aperto un canale con la regione. Alla fine, un progetto finanziato è finito affossato. Il terzo progetto è quello del parco fluviale lungo il Tevere, anche questo oggetto di grandi rimpianti”.

Il 26 agosto si parte con i lavori di costruzione del secondo ponte sul Tevere, per i quali la sua amministrazione aveva trovato i finanziamenti. Sono allora da giustificare quattro anni di ritardi? E Lei è stata invitata alla cerimonia del 26?

“Per ciò che riguarda la risposta a quest’ultima domanda, posso dire che a oggi non mi è ancora arrivato alcun invito. Sul discorso ritardi, la mia amministrazione aveva lasciato il progetto definitivo, che doveva solo passare attraverso gli enti sovraordinati e la Soprintendenza, prima di diventare esecutivo. Fra predisposizione, bando e svolgimento della gara di appalto avrebbe dovuto al massimo trascorrere un anno, non certo quattro. È stata poi generata ulteriore confusione con il ricorso, forse per paura o per inesperienza, perché si sarebbe potuto ugualmente procedere. Ovviamente oltre al progetto avevamo trovato tutte le risorse per il completamento dell'opera".

Il Partito Democratico è accusato da cittadini e iscritti di aver fatto un’opposizione troppo morbida verso la giunta Cornioli, parlando apertamente di “inciuci”. È d’accordo?

“C’è stato il periodo del Covid-19, nel quale l’opposizione è stata un tantino più leggera, ma, anche qui, la situazione é stata gestita con eccessiva paura, vedi gli uffici comunali rimasti chiusi per lungo tempo. In quel periodo, la gente non aveva bisogno di polemiche. All’inizio della legislatura, i rapporti erano tesi: nella prima metà, l’opposizione è stata abbastanza forte e collaborativa, ma la maggioranza rifiutava la collaborazione. Poi però – dobbiamo ammetterlo – in alcuni momenti ha prevalso la debolezza: e dire che di carne al fuoco ce n’era tanta e che anche di cose da dire ce n’erano tante, magari trovando i giusti modi per esortare la maggioranza in alcune scelte e decisioni. E comunque, l’unica opposizione vera è stata quella di Pd-InComune e ribadisco che una opposizione decisa e costruttiva aumenta la qualità del dibattito. Prendo un esempio: la ripubblicizzazione del servizio idrico: dopo qualche interrogazione fatta a suo tempo, pare che ora non sia più un problema, quando c’è stato un limpidissimo orientamento degli italiani nel referendum del 2011. E poi il decoro urbano e il marchio Buitoni: quando ero sindaco io, su questi argomenti arrivava una interrogazione al mese, ora invece sono temi spariti. Relativamente ai presunti inciuci, il Pd non è per i passaggi impropri: stando a quanto mi risulta, questa ipotesi non esiste”.

Sansepolcro in piena crisi economica e in forte degrado. Cosa sta succedendo a questa città, che da perla della Valtiberina è diventata la cenerentola?

“Purtroppo, abbiamo ancora davanti diversi mesi duri, anche se è stata superata la fase più difficile del Covid-19. Le difficoltà di fondo che riguardano Sansepolcro sono dovute allo spirito individualista che regna in questa città e a un collegamento non efficace con le altre aree vicine. Ora, dobbiamo sostenere sforzi per uscire dalla stagnazione. Con i tanti soldi che arriveranno dall’Europa, Sansepolcro dovrà studiare bene il suo piano di rilancio, con gli attori principali chiamati a incontrarsi e non a stare chiusi nel palazzo per risolvere una situazione inedita, lavorando sulla innovazione e su nuove possibilità anche per artigianato e commercio. Deve però essere una collaborazione vera fra tutte le parti interessate”.

Daniela Frullani in gioco il prossimo anno alle elezioni comunali di Sansepolcro?

“No. E lo dico in maniera decisa. Per carità, la politica mi manca, eccome! Per 28 anni, ho ricoperto un ruolo politico e insieme anche amministrativo, quindi è una mancanza che avverto bene: il solo rammarico da parte mia è quello di essere rimasta un po’ troppo chiusa negli uffici. Se dovrò dare una mano dietro le quinte a livello di esperienza e di progettualità, non mi tirerò indietro, ma ribadisco che sul piano istituzionale la mia stagione è conclusa”.       

Redazione
© Riproduzione riservata
08/08/2020 07:34:11


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