Notizie Locali Interviste locali

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Michele Menchetti

Mi candido per guidare la città di Arezzo

Print Friendly and PDF

Attivista da 6 anni per il Movimento 5 Stelle e candidato consigliere alle comunali del 2015. Ora però, Michele Menchetti è l’uomo scelto dai “grillini” di Arezzo quale candidato sindaco alle comunali del 20 e 21 settembre prossimi.

Menchetti, dopo l’accordo che porterà 209 miliardi di euro in Italia e dopo l’inaugurazione del nuovo ponte di Genova, questo governo è uscito più forte?

“Sicuramente sì. Ed è stato un accordo che ha avuto per artefice il nostro premier, Giuseppe Conte. Su un ammontare totale di 750 miliardi, 209 spetteranno all’Italia, dei quali 82 a fondo perduto e una parte da restituire. La ricostruzione celere del ponte di Genova è un modello applicabile, che però non dovrebbe originare dall’ondata emozionale provocata da una tragedia. Per ciò che riguarda il nostro rapporto con il Pd, diciamo che non è un’alleanza, però per ottenere determinati risultati – vedi le riforme - non bisogna stare soli e questo è un dato di fatto, anche se ha portato all’allontanamento di qualcuno dei nostri aderenti”.

Quale futuro intravede per il 5 Stelle, visto che c’è chi da tempo parla di una progressiva sparizione del partito, con assorbimento da parte sia del centrodestra che del centrosinistra?

“E’ chiaro che quando un partito sta al governo non riscuota successo come quando sta all’opposizione. Diciamo quindi che risultiamo meno simpatici. Se però volessimo analizzare i temi e mettere da parte il “tifo”, sarebbe meglio. Come si fa a non ammettere che l’Italia non è messa meglio di altri Paesi? Io sono personalmente soddisfatto del comportamento del mio partito. Così facendo, non credo che il 5 Stelle perderà consensi: noi rimaniamo nella linea delle riforme che servono al Paese”.

Perché nell’Aretino il Movimento 5 Stelle non ha fatto presa come in altre zone d’Italia?

“Arezzo è una città particolare, ma forse siamo stati meno bravi noi. Da diversi mesi e anni stiamo lavorando dietro le quinte e in maniera capillare, addentrandoci negli argomenti e con la forza delle proposte. Abbiamo stilato un programma articolato, recependo anche quanto suggerito dai cittadini. Ci presentiamo con un gruppo nuovo e un programma dotato di fattibilità”.

Qual è l’obiettivo che il 5 Stelle intende raggiungere alle elezioni regionali di settembre?

“Il nostro candidato Irene Galletti sta facendo un gran lavoro e tenendo numerosi incontri. Spero in cuor mio che lei diventi la presidente, ma se così non sarà allora confido in una buona rappresentanza in consiglio per dare seguito a quanto abbiamo fatto e per portare avanti i nostri temi forti”.

Perché Michele Menchetti ha deciso di scendere in campo come candidato sindaco ad Arezzo? E non c’è il rischio di una eccessiva frammentazione alle elezioni, visto l’elevato numero di candidati?

“Sono attivista da quasi sei anni, credo molto nel lavoro del 5 Stelle e credo anche in iniziative quali “Puliamo Arezzo”, che si tiene una volta al mese e che è arrivata alla 36esima tappa. È anche un modo per girare in città, per raccogliere le varie istanze e per accorgersi che qualcosa non va. L’attivismo è parte della mia vita e sono onorato di aver accettato la proposta del candidato sindaco. I sette candidati sindaci in pista nel 2020 sono una frammentazione legittima (non dico poi quanti saranno i “papabili” consiglieri comunali) e noi non cercheremo l’appoggio di liste civiche, che di civico hanno poco o niente, perché se ottengono un buon risultato poi vengono a battere cassa. Noi del 5 Stelle presenteremo la giunta prima di andare a votare e abbiamo invitato i cittadini a spedire curriculum per valutare la possibilità di inserimento nella squadra, in base alle referenze”.

Sul piano economico, Arezzo può avere cambiato pelle, ma di che cosa ha bisogno questa città?

“Quando si parla di incremento del turismo, la situazione è un po’ strana, nel senso che – pur non possedendo in mano i dati statistici – rimane pur sempre un turismo “mordi e fuggi”. Basta confrontare i 500mila euro di tassa di soggiorno incassati da Arezzo contro i 2 milioni e mezzo di Siena. Ciò significa che il turista dorme a Siena e non ad Arezzo. Dobbiamo creare servizi di base, un deposito bagagli alla stazione, un numero maggiore di bagni pubblici e un ufficio del turismo anche alla stazione, ma è importante anche migliorare l’area di Castelsecco e rivalutare il concorso internazionale polifonico. Altra priorità: le nomine nelle partecipate, al fine di evitare scandali come avvenuto con Arezzo Fiere, Multiservizi e Coingas. Vogliamo che prevalga il principio della meritocrazia. Altra priorità: la sicurezza, a partire dal Parco del Pionta; la nostra proposta è quella di istituire presidi di polizia municipale”.       

Redazione
© Riproduzione riservata
07/08/2020 09:19:11


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Interviste locali

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Fabio Butali candidato sindaco ad Arezzo >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Claudio Maggini vice sindaco ad Anghiari >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Francesca Mercati >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Alessandro Casi segretario Lega Arezzo >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Franco Mollicchi ex assessore a Sansepolcro >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista a Catia Del Furia assessore a Sansepolcro >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista a Daniela Frullani ex sindaco di Sansepolcro >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Michele Menchetti >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Francesca Mencagli >>>

Politica sotto l'ombrellone: intervista con Riccardo La Ferla ex sindaco di Anghiari >>>