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Politica sotto l'ombrellone: intervista a Marco Casucci, consigliere regionale toscano della Lega

"Dopo decenni di malgoverno, la Toscana ha bisogno di una cura ricostituente"

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È sicuramente molto attento alle questioni che riguardano il suo ambito – la provincia di Arezzo – e se necessario diventa anche battagliero. Marco Casucci, 45 anni, sta per terminare il suo mandato da consigliere regionale toscano di opposizione con tutta l’intenzione di riprovarci e di metterci lo stesso interesse profuso in questi cinque anni. Impegnato in politica dal 2010, nel 2013 è diventato commissario provinciale aretino della Lega e dal 2015 è consigliere regionale toscano e comunale ad Arezzo.

Casucci, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato di “grossa fregatura” a proposito dell’accordo raggiunto a Bruxelles. Cosa non vi convince di questa operazione?

“A prescindere da quanti miliardi di euro verranno assegnati all’Italia, fra l’altro una grossa fetta non saranno a fondo perduto, ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che questi soldi giungeranno, a nostro avviso, in forte ritardo rispetto alle contingenti esigenze. I cittadini e le imprese hanno, infatti, bisogno ora di essere concretamente aiutati; invece, questo contributo europeo non arriverà prima del 2021 inoltrato e temiamo seriamente che, per molti nostri connazionali, sarà troppo tardi”.

Il premier Giuseppe Conte intende prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre. Lei è d’accordo?

“Il termine emergenza non deve diventare sinonimo di consuetudine. I dati sanitari ci dicono che, fortunatamente, il Covid-19 ha rallentato palesemente la sua diffusione nel nostro Paese e quindi è giusto riflettere se procrastinare ulteriormente lo stato emergenziale. Comunque, com’è giusto che sia, sarà il Parlamento a dire l’ultima parola sul tema”.

Il 20 e 21 settembre si vota in Toscana. Quali sono i punti di forza che possono permettere a Susanna Ceccardi di poterla spuntare?

“Susanna Ceccardi, da ex sindaco, è assolutamente consapevole di come sia importante dialogare con gli amministratori locali che sono a diretto contatto con i cittadini e i loro problemi. Con lei alla guida della Regione, non ci saranno più zone disomogenee e i finanziamenti verranno dati a seconda delle reali esigenze territoriali. Dopo decenni di malgoverno targato Pd, la Toscana ha bisogno di una vera e propria cura ricostituente e siamo certi che il centrodestra abbia le ricette giuste per dare nuova linfa alle nostre splendide zone, ammirate in tutto il mondo”.

Lei sarà quasi certamente ricandidato nelle file della Lega. Cosa la rende sereno e tranquillo del lavoro portato avanti e cosa invece la preoccupa?

“Riguardo alla mia candidatura, sono in attesa delle decisioni del partito. In questi anni, ho lavorato con grande impegno e determinazione, creando altresì una valida rete di strette collaborazioni nell’ambito della provincia aretina. Mi piacerebbe, dunque, proseguire con alacrità la mia attività sul territorio, dando continuità a quanto fatto finora. Uno stretto rapporto con la popolazione è stato e sarà sempre il mio modus operandi; solo dialogando quotidianamente con le persone si riescono, infatti, a capire le loro problematiche per poi cercare di risolvere le stesse svariate criticità. Il compito di un politico è primariamente quello di ascoltare con la massima attenzione per avere il più chiaro quadro della situazione, intervenendo, poi, per sanare le lacune. A livello di preoccupazioni, la principale sarebbe quella di vedere la sinistra continuare ad amministrare la Regione e lasciare molte aree, come ad esempio la Valtiberina, colpevolmente penalizzate in termini di infrastrutture e di servizi”.

Elezioni comunali ad Arezzo: la presenza di tanti candidati sindaci e di componenti civiche a chi può giovare?

“Il quadro elettorale aretino sembra eterogeneo, come pare dimostrare la quantità di liste che si potrebbero presentare al giudizio degli elettori. Nel contempo, però, è cresciuto anche il peso specifico dei partiti tradizionali e la Lega si è ben strutturata ed è pronta a schierare dei validissimi candidati. Gli elettori, avranno, dunque, ampia possibilità di scelta, ma sono sicuro che il mio partito otterrà un risultato estremamente lusinghiero”.

Ritiene che la posizione del sindaco Alessandro Ghinelli sia adesso meno solida rispetto al periodo pre-Covid, anche se ovviamente la pandemia non c’entra?  

“Sono certo che gli aretini sapranno valutare egregiamente e senza alcun condizionamento, il lavoro fatto dall’amministrazione uscente. Molti e qualificati obiettivi sono stati centrati ed ora è, quindi, importante e fondamentale poter dare continuità al lavoro svolto per puntare a migliorare sempre più la nostra splendida ed accogliente città”.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/07/2020 09:14:13


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