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Politica sotto l'ombrellone: intervista a Lorenzo Minozzi, candidato Pd alle regionali in Toscana

"La Valtiberina è zona di confine: facciamo di questa condizione un motivo di forza"

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È uno degli otto candidati (e uno dei due valtiberini) nella circoscrizione aretina del Partito Democratico. Lorenzo Minozzi, 40 anni, è dunque in lizza per le regionali di settembre in Toscana. Figlio di Marcello Minozzi (morto anni addietro), che è stato sindaco di Monterchi e ultimo presidente della Comunità Montana Valtiberina Toscana nonché primo dell’Unione dei Comuni, lo scorso anno Lorenzo Minozzi ha sfidato Alfredo Romanelli nella corsa a sindaco di Monterchi e adesso è uno dei consiglieri di minoranza. Oltre che in Comune, ricopre la stessa carica anche all’Unione dei Comuni. 

Minozzi, i 209 miliardi di euro che arriveranno all’Italia in base all’accordo di Bruxelles come debbono essere considerati?

“Come una grande vittoria, perché il premier Giuseppe Conte – nonostante la propaganda contraria – ha dimostrato credibilità e si è guadagnato questa importante cifra, non dimenticando che 82 miliardi saranno di sussidi a fondo perduto. Non sono pochi. C’era chi sosteneva che avrebbe rischiato di prendere un’usciata e invece è andato a Bruxelles preparato”.

Covid-19: si parla di prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 ottobre. Lei è preoccupato?

“Gli ultimi numeri non sono troppo rassicuranti, quindi è chiaro che vi siano difficoltà e preoccupazioni, soprattutto per ciò che potrà accadere in settembre, quando le attività riprenderanno a pieno regime e anche le scuole dovranno riaprire. Bisogna allora continuare a essere bravi nel rispetto delle regole: la maggioranza è attenta, ma non tutti rispettano distanziamenti e uso delle mascherine”.

Elezioni regionali in Toscana: i punti di forza del vostro candidato, Eugenio Giani e dell’avversaria Susanna Ceccardi?

“Per ciò che riguarda la Ceccardi, non vedo punti di forza se non la solita propaganda della Lega, la stessa messa in atto in Emilia Romagna con Lucia Borgonzoni e il cui scopo è quello di attaccare gli avversari. Dire di mandare a casa dopo 50 anni chi ha sempre governato è pura propaganda, ma sul piano sostanziale mi sembra che significhi pochino. Giani ha senza dubbio un profilo istituzionale ben definito, ricopre la carica di presidente del consiglio regionale e ha una importante esperienza con i territori, oltre a essere una persona equilibrata. La Toscana è una terra di tradizioni, legata a cultura e accoglienza e Giani ben si addice a queste prerogative”.

Come è nata la candidatura di Lorenzo Minozzi?

“E’ nata perché intanto appartengo a una comunità. E sono fortemente convinto del fatto che avere due candidati (parlo di Barbara Croci e del sottoscritto) in rappresentanza di un territorio complesso come il nostro sia davvero positivo. Abbiamo l’occasione, se non altro durante la campagna elettorale, di portare le nostre istanze ai tavoli che contano. E poi, dobbiamo invertire il paradigma e smetterla di piangerci addosso, dicendo che siamo quattro “gatti” che viviamo in una zona di confine, lontana dal centro della regione. Pensiamo piuttosto a fare di questa condizione un punto di forza, dal momento che vicino a noi vi sono ben tre diverse regioni”.

In che modo intende impostare la sua campagna elettorale?

“Cercherò di stare il più possibile a contatto con la gente, incontrando gli esponenti delle associazioni di categoria e del volontariato, ma voglio far visita anche ai pubblici amministratori della zona”.

Lei è stato candidato sindaco nel 2019 e ora è consigliere comunale di minoranza a Monterchi. Cosa non va nel suo Comune?

“Siamo preoccupati, perché la questione relativa alla Corte dei Conti è stata sottovalutata. Sono stati inseriti male dei fondi e, a causa di questo errore, abbiamo preso intanto una multa, poi abbiamo subito tagli nei trasferimenti e per tre anni il nostro Comune non potrà assumere dipendenti. La conseguenza di tutto ciò è che si va avanti di anno in anno senza continuità amministrativa e progettuale. A forza di insistere come minoranza – e do atto stavolta alla maggioranza i averci ascoltato – abbiamo ridotto Imu e Tari alle aziende che hanno dovuto chiudere durante il lockdown”.

Redazione
© Riproduzione riservata
25/07/2020 08:43:14


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