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Cinque domande con...Riccardo Marzi assessore al comune di Sansepolcro

Politico giovane ma di grande esperienza

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E’ entrato in consiglio comunale a soli 19 anni e da più di venti Riccardo Marzi è protagonista dello scenario politico-amministrativo locale. E’ stato presidente della Comunità Montana Valtiberina Toscana, poi consigliere comunale sui banchi della maggioranza e, dopo il quinquennio Frullani, è tornato sulla scena nel ruolo di assessore a lavori pubblici e sicurezza nella giunta guidata dal sindaco Mauro Cornioli. È dunque Marzi a esporre problemi e proposte per la ripartenza e per un ritorno alla normalità dopo l’emergenza Covid-19.    

Assessore Marzi, da esponente istituzionale e da persona che lavora nel privato, quanto si sente preoccupato in questo momento per il futuro dell’economia italiana?

Sono in effetti molto preoccupato, perché purtroppo vi è stato uno choc emotivo e psicologico che ha procurato danni e che si somma al problema sanitario. Tutto ciò non fa altro che rallentare la ripresa, per cui avverto una forte preoccupazione per il futuro. Le priorità in agenda si chiamano ora lavoro ed economia”.

Nonostante il “lockdown”, l’attività del Comune per ciò che riguarda il suo assessorato è andata avanti. Come è stato possibile?

“In effetti, non ci siamo fermati proprio perché da un lato volevamo dare un segnale di continuità anche verso la città e dall’altro non bloccare il lavoro in particolari settori economici. Abbiamo così fatto lavorare nei cantieri le imprese (molte delle quali sono locali) e stiamo cercando di accelerare il più possibile i tempi, ma c’è un problema gigantesco chiamato burocrazia”.

Magari, l’emergenza Covid-19 potrà aver suggerito qualche buona idea per tentare di allentare questo “freno”, tipico della nostra Italia?

“Sono inserito nel contesto di una multinazionale, nella quale si lavora per obiettivi e posso dire che è evidente come non mai la differenza di velocità fra pubblico e privato. La burocrazia sta diventando una malattia anche per il privato: chi vuole fare impresa oggi, ha davanti a sé una massa di adempimenti spesso assurdi. Dico allora che la seconda parola d’ordine, dopo lavoro ed economia, è semplificazione: spero che sia una delle lezioni principali di questo periodo. Un esempio positivo in tal senso è la ricostruzione del ponte di Genova: questo è il modello da seguire, anche se dovremmo evitare di diventare efficienti sull’impulso dato da una tragedia come quella dell’agosto 2018”.

Ultimo anno di legislatura per l’amministrazione comunale in carica a Sansepolcro. Quanti impegni vi sono nella sua agenda?

“C’è la partenza dei lavori del secondo ponte sul Tevere, ma anche tantissima carne al fuoco. Un assessorato come quello di cui sono titolare io deve lavorare sia sull’ordinario che sulla programmazione pluriennale, vedi la rigenerazione del centro storico, l’edilizia scolastica (siamo l’amministrazione che vi ha investito di più) e il progetto della “via dei musei”. Abbiamo seminato anche per gli anni a venire. Per ciò che riguarda l’altra mia delega, la sicurezza, le soddisfazioni che ho ricevuto sono tante: è intanto migliorata la situazione generale in città, grazie anche ai dispositivi installati ed è anche migliorato il rapporto con le forze dell’ordine, ma non dobbiamo abbassare mai la guardia”.

Cosa ci ha insegnato questo periodo di ristrettezze e sacrifici?

“Il grande insegnamento è stato quello di farci capire che la normalità è un lusso. Ma soprattutto, ci farà presto capire chi si ritroverà nel momento del bisogno e chi attraverserà le difficoltà conseguenti al periodo dell’emergenza. Facciamo tesoro di questo per impegnarci moralmente e concretamente al fine di recuperare la normalità e di conservarla”.           

Redazione
© Riproduzione riservata
02/06/2020 07:54:18


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