Opinionisti Giacomo Moretti

Ridateci i nostri sondaggi quotidiani

Dai numeri della politica a quelli del Coronavirus

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Quella dei sondaggi è una vera e propria mania che in Italia si ripete giornalmente.

Intendo i sondaggi relativi alle percentuali di gradimento dei partiti, di leader politici, di quanto una determinata manovra governativa sia più o meno gradita ai cittadini-elettori.

Una pratica che viene di norma esercitata ogni giorno, registrando anche gli scostamenti più impercettibili.

Il partito di Tizio che oggi è quotato lo 0,2% in più di ieri, oppure il partito di Caio che a seguito della dichiarazione di Sempronio ha perso lo 0,23%, e così via.

Numeri su numeri che ci vengono propinati dalla sera alla mattina, salvo poi essere il più delle volte smentiti in sede di elezioni reali.

Elezioni che ovviamente non ci facciamo mai mancare essendo in una perenne campagna elettorale.

Sono da poco finite le elezioni regionali e senza respiro si sono celebrate le suppletive per il seggio senatoriale vacante in uno dei collegi di Napoli (uno dei più popolosi d’Italia) dove, a proposito di numeri, si è recato al voto solo il 9,5%.

In pratica, come ha detto qualcuno, ha vinto chi tra i candidati poteva vantare un numero di cugini e parenti più consistente.

Ovviamente, battute a parte, trattasi di elezione più che legittima visto che in democrazia, secondo il

mio modesto parere, chi non partecipa non ha il diritto di lamentarsi.

Detto questo a breve ci saranno altre elezioni suppletive in due collegi romani e in Umbria in sostituzione del seggio lasciato vacante dopo l’elezione a Presidente della Regione della Senatrice Donatella Tesei.

Inoltre, il 29 marzo sarà celebrato il quarto referendum costituzionale, dove i cittadini saranno chiamati a confermare o meno la riduzione del numero dei parlamentari.

Infine, a maggio gran tornata di elezioni regionali, ivi compresa la Toscana.

Insomma un’elezione dietro l’altra. Tra l’altro, dopo le regionali, in base agli esiti, non è escluso l’inizio della macchina elettorale per la celebrazione di nuove elezioni politiche. Non si finisce più.

Ovviamente agli italiani non importa nulla ma è la pappa brodosa che ci viene propinata tutti i giorni.

Da qualche settimana, la mania dei numeri ha colpito il paese in merito alla vicenda del Coronavirus.

Vicenda della quale non se ne può davvero più.

Numeri sparati dalla sera alla mattina, bollettini, dichiarazioni, contro dichiarazioni, dimenticando un dato fondamentale: dietro quei numeri ci sono delle persone in carne ed ossa, ci sono sofferenze, ci sono affetti. Si è persino arrivati a dire che non bisogna preoccuparsi perché tanto: “Muoiono solo vecchi e malati”. Che frase abbietta. Che frase triste.

Come se una persona anziana o una persona malata valessero meno di una persona sana.

A che bassezze siamo arrivati.

Si è arrivati a trattare dei malati come dei numeri e a parlarne come se fossero un misero sondaggio.

Non se ne può davvero più.

Ciò non solo per il bombardamento quotidiano di notizie, per la loro quantità ma in taluni casi anche per la qualità con le quali dette notizie vengono fornite.

E allora, prometto, non mi lamenterò più per il rito del sondaggio quotidiano.

Se l’alternativa è quella vista in questi giorni, ridateci il nostro sondaggio della sera e mandateci a dormire con quello zero virgola nulla percento in più del quale non ci può importare di meno.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/02/2020 17:36:05

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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