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Rondine, balestruccio e rondone: a Cortona scatta il divieto di distruzione dei nidi

"Nasce dalla volontà di proteggere la specie e di riconoscerne l’importanza", afferma il sindaco

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Le violazioni commesse ai danni degli animali non riguardano soltanto gli animali di grossa taglia o quelli più familiari. La normativa italiana ed europea prevede, infatti, la salvaguardia di numerose altre specie, tra le quali quelle volatili.

In questo specifico ambito di tutela sono comprese le rondini, i rondoni e i balestrucci. Si tratta di uccelli che migrano per diverse migliaia di chilometri, per poi rientrare nel luogo dove hanno in precedenza nidificato per deporre le loro uova. Tuttavia, a volte la rondine (Hirundo rustica), il balestruccio (Delichon urbicum) e il rondone (Apus apus) trovano i loro nidi distrutti, o rimossi dalle abitazioni.

La distruzione di questi nidi, oltre a mettere a rischio la sopravvivenza di una categoria di volatili già limitata nel numero di esemplari esistenti, determina conseguenze rilevanti dal punto di vista giuridico.

Viene stabilito, dunque, il divieto di distruggere o danneggiare i nidi intenzionalmente, e disturbare la fauna selvatica durante il periodo della riproduzione. A questo riguardo, la convenzione di Berna, ratificata in Italia con legge 503/1981, stabilisce gli stessi divieti e classifica le rondini, i rondoni e i balestrucci fra le specie strettamente protette perché a rischio di estinzione.

Il comune di Cortona ha emanato un’apposita ordinanza che fa divieto a chiunque di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di rondine, balestruccio e rondone, e impone di rispettare i nidi delle specie indicate provvedendo alla loro tutela e protezione. È ammessa una deroga al divieto, esclusivamente al di fuori del periodo di nidificazione, ovvero tra il 15 settembre e il 15 febbraio di ogni anno, in caso di restauri, ristrutturazioni o altre tipologie di interventi sul fabbricato che non possano essere in alcun modo tecnicamente realizzati senza procedere alla rimozione dei nidi. Questo deve essere dimostrato da un’apposita relazione tecnica da redigere a cura di un professionista incaricato dal richiedente, previa specifica autorizzazione del servizio tutela ambientale e a fronte di compensazione obbligatoria con nidi artificiali, da realizzare entro lo stesso periodo di non nidificazione dell’anno in cui è autorizzata la rimozione.

Chi viola le disposizioni dell’ordinanza, compresa la mancata realizzazione di nidi artificiali, oggetto di attività di verifica, è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 80 euro ad un massimo di 500 euro ed è obbligato a ripristinare il precedente stato dei luoghi con la realizzazione di nidi artificiali, fatta salva l’applicazione dell’ipotesi di reato per maltrattamento animali prevista dal codice penale.

«Le rondini sono importanti per l’eliminazione di insetti molesti, come mosche e zanzare. Questa ordinanza – spiega il sindaco di Cortona, Luciano Meoni – nasce dalla volontà di proteggere la specie e di riconoscerne l’importanza, e si incontra con l’obiettivo che da sempre perseguono le associazioni ambientaliste e i vari progetti di tutela in ambito continentale».

 

                                                                                       

Redazione
© Riproduzione riservata
28/01/2020 11:57:56


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