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Profumo di Natale: l'omaggio dell'Accademia Enogastronomica Valtiberina a Sansepolcro

L'obbiettivo e fare del Borgo la "Città dei Presepi"

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Sono trascorsi dieci anni dall’ultima volta che mi sono impegnato nel realizzare eventi strutturati nella mia città, anche se, chi mi conosce sa quanto sono attaccato al mio paese. Era infatti il 2009, quando rivestivo incarichi istituzionali, di grande importanza a livello nazionale di Confartigianato, non avendo più il tempo da dedicare a questo strumento,  rassegnai le dimissioni dal consorzio Terra della Valtiberina, che era lo strumento con cui avevo ideato Artes, la rassegna degli antichi mestieri artigiani e scene di vita del passato, realizzato in collaborazione con l’amica Donatella Zanchi. Un appuntamento che andava a colmare il sostanziale vuoto di manifestazioni estive regnante a Sansepolcro (era infatti il periodo fine giugno-inizio luglio) e che nelle prime tre edizioni aveva riscosso un successo senza precedenti. È poi andato avanti per un altro paio di anni, con un nuovo management. Mi piange il cuore per aver assistito alla soppressione di questo evento per motivi che ancora rimangono sconosciuti e così – a quanto risulta – è anche fra i miei concittadini, che ancora mi fermano per dirmi come mai Artes non c’è più e perché non vi sia modo di riproporla, trattandosi di una iniziativa completamente nuova che andava a interagire dagli anni ’40 fino agli anni ’60 del secolo scorso. Mestieri artigiani, ma anche vita quotidiana, che caratterizzavano quel periodo. Ma è inutile stare qui a rimpiangere il passato. A distanza di dieci anni, però, sono stato di nuovo spinto dagli stessi biturgensi e dai soci dell’associazione di cui sono presidente, l’Accademia Enogastronomica della Valtiberina e mi sono quindi rimesso al servizio della città per realizzare un evento natalizio che caratterizzerà il mese di dicembre; il titolo è “Profumo di Natale” e il suo intento è quello di portare una ventata di allegria, di cultura e di novità alla nostra amata Sansepolcro. Voglio brevemente descrivere in cosa consisterà la manifestazione, che animerà tre fine settimana consecutivi: 7 e 8, 14 e 15 e 21 e 22 dicembre. Tre i pilastri sui quali abbiamo impostato “Profumo di Natale”: 1) il posizionamento delle classiche casine in legno per la ricostruzione del tipico villaggio natalizio e al cui interno saranno presenti artigiani e produttori locali; 2) una serie di mostre allestite all’interno della sede dell’Accademia Enogastronomica della Valtiberina, fra le quali mi piace ricordare quella dedicata alla storia della Buitoni, la nota fabbrica di paste alimentari e prodotti da forno che ha generato il benessere in città e in vallata e quella incentrata sul merletto della città di Piero della Francesca, eccellenza di un artigianato locale che ha il sapore di una vera e propria arte, ma saranno anche altre le esposizioni ospitate in via della Fraternita; 3) la mostra di arte presepiale nella chiesa dei Servi di Maria, in piazza Dotti. Qui, grazie a mastri presepai, amici di infanzia, sarà realizzata una esposizione che sulla carta dovrà diventare punto fermo di una “città dei presepi” che non può fare a meno di altre due tappe consolidate oramai da anni: alludo al presepe della Società Rionale di Porta Romana nella chiesa di Santa Marta e al presepe della Pro Loco di Gricignano, nello spazio di rimpetto alla chiesa della frazione. Sarà pertanto creato un percorso tanto ideale quanto… effettivo. Oltre a ciò, dato che siamo sempre nell’ambito di un’accademia enogastronomica, vi saranno corsi di degustazione di vino e olio e corsi di cucina. Tutto questo non avrebbe potuto realizzarsi senza la collaborazione dell’amministrazione comunale, che ha sposato in pieno il progetto e le tante associazioni cittadine che si sono messe a disposizione per far sì che “Profumo di Natale” possa diventare con il tempo una consuetudine degli eventi natalizi. Hanno risposto alla grande, da quello storiche a quelle musicali, dalle pro loco alle realtà impegnate nel sociale e nella cultura, tutte hanno risposto di sì, quasi come se si fosse venuta a creare una sorta di “task force” avente un unico grande obiettivo: arricchire l’offerta natalizia di Sansepolcro, regalando un qualcosa in più che avesse per inedito anche la location. O meglio, l’itinerario: piazza Torre di Berta, cuore del Borgo; via della Fraternita, una fra le strade più antiche e belle; piazza Dotti, particolare per la sua conformazione e il breve tratto di via Matteo di Giovanni, da piazza Dotti fino a largo Porta del Ponte. Trattandosi della prima edizione – o di una sorta di “anno zero” – qualche aspetto da rivedere inevitabilmente vi sarà, perché rientra nella logica delle cose, ma è noto che tutte le manifestazioni, anche quelle di grido, sono partite dovendo progressivamente aggiustare il tiro. Quello che ci preme sottolineare è che non andremo in sovrapposizione con le iniziative già programmate; anzi, “Profumo di Natale” dovrà fungere da evento integrativo con quelli degli esercenti, che intendo ringraziare per l’atteggiamento collaborativo da essi dimostrato e che sta a testimoniare come alla fine la qualità di una proposta sia il miglior modo per creare condivisione, ma ringrazio l’amministrazione comunale e il sindaco Mauro Cornioli anche per averci garantito una componente fondamentale – l’illuminazione del percorso della manifestazione – e per contribuire in questo modo a valorizzare una strada molto frequentata dai pellegrini impegnati nei Cammini di Francesco, opportunità che la città e la vallata debbono saper sfruttare nella maniera migliore possibile. Un altro sentito ringraziamento va alla Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo, che in circostanze del genere si ricorda sempre di essere la banca del territorio. Una banca che crede nello spirito di intraprendenza della comunità di riferimento, schierandosi sempre al suo fianco. Qual è allora la finalità di “Profumo di Natale”? La risposta sembra scontata, ma credo che di risposte ve ne siano più di una da dare. Intanto, senza porsi in concorrenza con il vicinato, vogliamo con il tempo che Sansepolcro diventi a suo modo anche la “città dei presepi”, prerogativa che oltretutto al Borgo ha riconosciuto anche la Regione Toscana, inserendola in uno speciale itinerario. Gli esempi di Porta Romana e di Gricignano, ma anche dei privati cittadini che saranno ospiti delle nostre mostre, sono quelli di una creatività che cambia di anno in anno, supportata da una eccezionale manualità. In secondo luogo, da tempo solleviamo l’esigenza di organizzare appuntamenti che possano richiamare la cosiddetta “massa” di persone, in quanto dotati di un richiamo popolare. Non pretendiamo di arrivare – almeno nell’immediato – a totali con cinque cifre: ci basta soltanto verificare che dentro le nostre mura vi sia più movimento e più vita e constatare quindi che anche il circondario ha avuto il suo buon motivo per venire qui da noi. Il grande obiettivo deve essere raggiunto con il lavoro e con il tempo: ogni edizione dovrà servire per perfezionare quella successiva e soprattutto per far crescere la manifestazione. Facciamoci perciò prendere dall’entusiasmo, ma non dalla fretta. In terzo luogo, vogliamo far capire quanto l’associazionismo cittadino possa acquisire un forte potere se ovviamente si mette in testa di lavorare in chiave costruttiva. Il confronto e le divergenze di opinione debbono esserci, ma non costituire il pretesto ad hoc per distruggere o per far passare la voglia di impegnarsi. Purtroppo, la nostra bella e amata città ha più di un difetto atavico: quello di saper solo criticare, senza proporre e quello di innescare ogni volta la competizione e l’invidia, al punto tale che spesso le iniziative messe in piedi si sono portate appresso una bella iniezione di dispetto, con un unico “magico” effetto, che è quello di smontare ogni buon proposito. Se dunque qualcuno era partito con l’idea di fare un qualcosa di buono, ha finito con il dare il classico calcio al barattolo. Voglio allora ribaltare il concetto e ripartire in conclusione dai giusti presupposti, perché è capitato – raramente, ma per fortuna così è stato – che qualche tentativo sia stato coronato dal successo. Mi riferisco alla oramai nota prima edizione del ritorno di Cosimo a Sansepolcro, quella dell’anno 2000 e l’unica veramente riuscita bene, poiché già l’anno successivo si erano create frizioni. E allora dico: cari concittadini biturgensi, cerchiamo di stare uniti e di lavorare in armonia e sinergia, perché - quando ci riusciamo – siamo in grado di produrre eventi di alto livello, grazie a figure preparate in materia e non certo improvvisate sulle quali abbiamo la fortuna di poter contare. Lungi da me il campanilismo, però credo obiettivamente di poter affermare che, quando ci impegniamo seriamente, non ci batte nessuno. Solo noi stessi non l’abbiamo ancora capito!                

Redazione
© Riproduzione riservata
02/12/2019 17:42:48

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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