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Dopo Città di Castello e Pantalla, anche a Perugia un ambulatorio per i pazienti oncologici

Una rete per la gestione dei cateteri venosi dei pazienti che necessitano di terapie endovena

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Una rete ambulatoriale dedicata al posizionamento e alla corretta gestione dei cateteri venosi, è quanto sta realizzando la Usl Umbria 1 che, dopo l’ambulatorio per gli accessi vascolari dell’ospedale di Città di Castello e quello aperto dallo scorso giugno all’ospedale Media Valle del Tevere, entro il prossimo autunno inaugurerà un terzo ambulatorio all’Hospice di Perugia. Le tre strutture, coordinate dal medico anestesista Vittorio Cerotto, avranno personale specificamente formato per garantire il miglior trattamento possibile ai numerosi malati che necessitano di terapia endovena farmacologica, nutrizionale o infusionale.

Il catetere può salvare il patrimonio venoso del paziente, soprattutto nel caso di persone giovani, - spiega Vittorio Cerotto, responsabile del servizio aziendale di Accessi vascolari della Usl Umbria 1 - e la sua corretta gestione è molto importante per prevenire complicanze. Il corretto lavaggio mani, l’uso di guanti e le corrette tecniche di utilizzo dei cateteri venosi rappresentano le basi della prevenzione delle infezioni in ambito ospedaliero. Una parte delle infezioni contratte in ospedale sono dovute proprio ai cateteri venosi oltre che urinari. Ed è proprio per questo motivo che una rete ambulatoriale dedicata ha un ruolo fondamentale e di grande rilevanza clinica nel percorso terapeutico-assistenziale dei malati. Oltre che i pazienti acuti nei reparti di terapia intensiva, sono soprattutto i malati oncologici (il 90% degli accessi all’ambulatorio) o i pazienti affetti da malattie rare (il 10%) ad essere sottoposti a questo tipo di trattamento anche a lungo termine”.

La presenza di una rete ambulatoriale dedicata – sottolinea Luca Lavazza, commissario straordinario della Usl Umbria 1rappresenta l’impegno aziendale e dei professionisti coinvolti per ottenere una sempre migliore presa in carico dei pazienti sia dentro che fuori dai presidi ospedalieri. Seguirà, in futuro, anche un’integrazione con l’ospedale di Perugia per poter offrire gestione qualificata in questo ambito ai pazienti che escono dall’ospedale di alta specialità essendo portatori di un catetere venoso centrale a lunga permanenza”.

Nell’ambulatorio di Città di Castello, dalla sua apertura nell’aprile del 2017, sono stati effettuati oltre 1.100 impianti di catetere, più di 2.500 medicazioni e oltre 300 consulenze specialistiche. I numeri sono costantemente in crescita e questo dimostra l’importanza della formazione del personale in un campo così delicato.

All’interno dei singoli punti lavoreranno medici e infermieri appositamente formati con un iter specifico che prevede corsi della durata di sei mesi per 12 operatori l’anno. I primi 6 già stanno lavorando all’interno dell’ambulatorio aperto a giugno nell’ospedale della Media Valle del Tevere. Altri 6 saranno impiegati successivamente nell’ambulatorio di Perugia, che aprirà in autunno con sede al Parco Santa Margherita nei pressi dell’Hospice. Oltre al personale dedicato negli ambulatori, sono previsti incontri di formazione anche i 700 medici e infermieri che lavorano accanto a pazienti con catetere venoso.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/08/2019 14:22:01


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