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Confcommercio: “turismo, i negozi tradizionali creano appeal e identità”

Lapini “Non vestiamoci a lutto, ma è doveroso fare una riflessione”

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La presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini pone l’attenzione sul ruolo delle attività tradizionali a fronte del calo di turisti ad Arezzo e in Italia. In controtendenza con la stagione arrivano segnali positivi dalla Fiera Antiquaria di agosto, grazie anche al ritorno dei turisti del nord Europa. Laura Lodone, responsabile turismo della Confcommercio di Arezzo: “Non vestiamoci a lutto, ma è doveroso fare una riflessione”.

“In un momento di particolare flessione del turismo in Italia, i negozi tradizionali rimangono uno dei più forti appeal per le nostre città. Ora come non mai, vanno preservati”. Lancia un messaggio forte e chiaro la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, a fronte di un’estate che non decolla dal punto di vista delle presenze anche nelle strade e nelle piazze di Arezzo.

“Il numero di turisti è calato, ad Arezzo come nel resto del Paese. In giro si vede soprattutto un prototipo di viaggiatore che potremmo definire ‘di massa': sempre di passaggio e che non lascia traccia. Fortunatamente il weekend appena passato ha portato qualcosa di buono, l’edizione di agosto della Fiera, infatti, ha registrato un numero di presenze maggiore, con tanta gente tra i banchi allietata anche da artisti di strada che hanno creato una cornice perfetta.

A dare un po’ di linfa sono stati soprattutto i turisti del nord Europa, quelli che hanno potere d’acquisto e che provengono soprattutto da Belgio e Olanda; erano presenti anche molti francesi, accompagnati da un buon numero di americani. Un pubblico di big spender che ha base prevalentemente nei borghi del nostro territorio e che per l’ultima edizione della Fiera antiquaria, complice anche il clima piacevole, ha creato un discreto numero di presenze. Il fine settimana è stato proficuo anche per i negozi, che rimangono importanti attrattive per il turista.

È il negozio tradizionale, infatti, a creare l’identità stessa della città e a fare da richiamo ai tanti stranieri che ci vengono a visitare: i turisti sono affascinati da tutte quelle attività originali, che fanno ricerca continua e che di conseguenza sono espressione del territorio. Il turismo non è solo accesso a musei, chiese e monumenti: è vivere la città con le sue tipicità. Per questo motivo dobbiamo valorizzare sempre di più il negozio tradizionale”.

A fare da eco alla presidente Lapini è la responsabile del turismo della Confcommercio aretina Laura Lodone, che pone l’attenzione su alcuni aspetti del calo di presenze turistiche senza però fare troppi allarmismi: “Non è bene vestirsi a lutto in questo momento, anche se è doveroso fare un’analisi della situazione.

Diffido delle analisi ‘occhiometriche’ e aspettiamo dati conclusivi per poter tirare le somme. Le analisi previsionali in corso di stagione sono spesso totalmente inattendibili perché tendono a creare “colpe” senza tener conto, ad esempio, delle condizioni economiche e politiche dei mercati di riferimento”.

Un fatto è certo, secondo la Confcommercio: essere belli non serve più a fare la differenza. “Lo diciamo da venti anni: di posti belli è pieno il mondo ma non basta la bellezza a renderli luoghi da visitare. L’attrattività passa dall’organizzazione di un vero e proprio prodotto turistico, con infrastrutture adeguate, tanti servizi e cose da fare, non solo da vedere . Avere una lista di musei aperti o di monumenti serve a poco, se poi non si riesce ad animarli. Non è un caso che solo il 20% dei turisti che, intervistati, inseriscono la cultura tra le motivazioni più importanti del loro viaggio, poi entrano effettivamente in un museo: delle 7 ‘experience’ che acquistano, solo una è legata all’aspetto museale”.

“In Italia, però, questo lo hanno capito ancora in pochi e si continua a inseguire il modello dell’abbraccio mortale fra turismo e cultura. Turismo è anche cultura, ma non solo. Il turista vuole gustarsi il pranzo in una piazza animata, con persone da conoscere, negozi dove fare shopping, nuovi modi di vivere da sperimentare e posti dove vivere esperienze diverse. In questo contesto anche i musei potrebbero avere il loro ruolo da protagonisti. A patto che si valorizzino anche a livello commerciale, con animazioni e servizi innovativi, anziché limitarsi a tutelare i beni culturali che custodiscono. Questo è il riflesso di un meccanismo ottocentesco che si dovrebbe invece superare. La teca polverosa con le didascalie ingiallite non serve a fare cultura, figuriamoci ad attirare turisti”.

“Anche un miglioramento della promozione degli eventi, soprattutto nella tempistica, sicuramente darebbe i suoi frutti; come dimostra l’attività negli eventi pop che sta portando avanti la Fondazione Arezzo Intour”.

Confcommercio pone l’accento anche sulla debolezza infrastrutturale che penalizza alcune destinazioni: “in un periodo in cui sempre più persone, anziché fare un’unica vacanza lunga come un tempo, si concedono più short break, ci sono luoghi che vengono scartati a priori perché difficili da raggiungere, mancano i collegamenti.  Vale la pena sceglierli solo se ci si può stare via più giorni”.

Redazione
© Riproduzione riservata
06/08/2019 17:09:22


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