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Ancora crolli nelle roccaforti rosse della Toscana e dell'Umbria

Non si ferma l'onda "Verde"

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Al termine dei ballottaggi di ieri, il centrosinistra continua a perdere pezzi sia in provincia di Arezzo che in Umbria. Dovessimo rifare oggi una carta geografica colorando i vari territori comunali e confrontarla con l’ipotetica cartina di qualche anno fa, ci ritroveremmo davanti a due “mappe” ben distinte. Sia l’Aretino che l’Umbria, un tempo roccaforti rosse o comunque dell’attuale centrosinistra, stanno sempre più cambiando la propria “pelle”. Andiamo a vedere nello specifico. In provincia di Arezzo, l’ultimo baluardo del centrosinistra – nei Comuni sopra i 15mila abitanti – è rimasto San Giovanni Valdarno con l’elezione di Valentina Vadi; Arezzo è infatti governata dal centrodestra, idem Montevarchi e da ora anche Cortona, poi si inserisce San Giovanni, quarto Comune per popolazione, ma resta un caso isolato, perché se andiamo a vedere dietro ci sono la “neutrale” Sansepolcro (che ha i grandi partiti tutti all’opposizione) e poi Comuni importanti anche se sotto i 15mila, quali Castiglion Fiorentino e Bibbiena – ma mettiamoci anche Anghiari – tutti in mano al centrodestra. Il centrosinistra tiene botta quindi in Valdarno, mentre è praticamente scomparso in Valtiberina. Sempre parlando di Comuni con oltre 15mila abitanti, andiamo adesso in Umbria, dove il recente scandalo legato ai concorsi nella sanità non ha di certo agevolato la situazione al Partito Democratico e al centrosinistra, che già avevano perso Perugia e Terni e che adesso hanno ceduto anche il terzo Comune della Regione, cioè Foligno. Al centrodestra – che vince 4-1 la sfida di domenica 9 giugno – vanno poi Orvieto, Marsciano e Bastia, non dimenticando che a suo tempo si è presa Spoleto (quinto Comune), Umbertide e Todi; il principale centro dell’Umbria governato dal centrosinistra è ora Città di Castello, che ha comunque un sindaco socialista e non del Pd; oltre che a Città di Castello, il centrosinistra amministra San Giustino, Assisi, Narni e Gubbio, dove Filippo Mario Stirati garantisce l’unica vittoria di ieri e avvia di fatto oggi il suo secondo mandato, non dimenticando il forte e storico peso della sinistra nella patria di Sant’Ubaldo. Il Pd raccoglie insomma altri “cocci” e, di fronte all’ondata del momento che si tinge soprattutto di verde  Lega, deve riflettere, interrogarsi e capire che – al di là della figura di Nicola Zingaretti segretario, per quanto positiva possa essersi rivelata, se non altro nell’arrestare la marcia discendente e nel risalire un po’ a livello di consensi – occorre riorganizzare seriamente il partito e cominciare a stare di più fra la gente, non dentro ai palazzi. Perché poi, quando escono fuori situazioni come quelle accadute in Umbria, l’elettore va a votare non tanto perché si è scoperto leghista dell’ultima ora, quanto per il piacere di dare la bastonata al sistema e a chi lo rappresenta. Non solo: se da una parte Matteo Salvini e la Lega hanno interesse a stare al governo nella strana coppia formata un anno fa con il 5 Stelle e sulla quale il premier Giuseppe Conte rivendica il suo ruolo alzando sempre più la voce, dall’altra hanno capito che una coalizione con i tradizionali alleati del centrodestra è foriera di successi. “Uniti si vince”: è il ritornello che Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, stuzzicati dai pruriti di un potere che potrebbero (e vorrebbero) riprendere in mano, ripetono a colui che – diciamolo francamente – con i suoi pregi e i suoi difetti è adesso l’uomo forte della politica italiana: Matteo Salvini.              

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
10/06/2019 09:46:23

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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