In 623 nelle Foreste Casentinesi per il censimento del cervo al bramito

Il monitoraggio, giunto alla 12° edizione, ha mobilitato volontari dall’Italia e dall’estero
Una mobilitazione dall’Italia e dall’estero per il censimento del cervo al bramito nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. L’iniziativa di studio e monitoraggio della fauna selvatica, giunta alla diciottesima edizione, ha visto 623 partecipanti dividersi per due notti tra oltre 300 postazioni diffuse nell’intera area protetta con il comune obiettivo di ascoltare, rilevare e monitorare il richiamo di questo nobile animale durante la stagione degli amori. L’entità del fenomeno è testimoniata dalla sola nottata di venerdì 25 settembre quando sono stati registrati ben 22.000 bramiti: tutti i dati sono stati archiviati in diretta nel sistema digitale BramitAPP e verranno ora incrociati per arrivare a stimare la presenza di cervi sul territorio del parco, ottenendo informazioni aggiornate sulla consistenza della popolazione, sulla localizzazione e sull’evoluzione nel corso degli anni.
Sul territorio, nel 2025, erano presenti circa duemila cervi di cui quattrocento maschi in età riproduttiva, con il loro caratteristico bramito in amore nei primi giorni della stagione autunnale che può essere ascoltato soprattutto nelle ore serali e notturne. Intorno a questo richiamo naturale sono strutturate le operazioni di censimento che, per il diciottesimo anniversario, ha registrato numeri particolarmente significativi in termini di partecipazione. In totale sono stati 283 i volontari coinvolti a vario titolo nelle attività tra guide, veterani e nuovi iscritti che sono arrivati da ogni regione della penisola e dall’estero, con una presenza particolarmente rilevante anche tra i giovani e gli studenti. L’età dei volontari è infatti compresa tra i diciotto e gli ottanta anni, a conferma di un’esperienza capace di coinvolgere generazioni diverse che sono state unite dalla passione per la natura e dalla volontà di contribuire allo studio della fauna selvatica del Parco Nazionale. L’arrivo di volontari anche da Barcellona e la presenza di studenti americani attualmente in Italia ha ribadito, infine, la dimensione sempre più internazionale del censimento come esperienza di monitoraggio faunistico unica nel suo genere anche al di fuori dei confini italiani. Questa rete di volontari ha condiviso le attività con i tecnici e gli esperti del Parco che hanno coordinato le operazioni e con 244 cacciatori che hanno posto a disposizione la loro conoscenza del territorio e della fauna selvatica, inoltre un importante contributo è arrivato dalla presenza di 85 Carabinieri Forestali e di 11 Unità Cinofile. A chiudere il fine settimana di monitoraggio è stato il pranzo comunitario ospitato a Moggiona e curato dalla Pro Loco che ha permesso di vivere un ulteriore momento conviviale per stare insieme, condividere l’esperienza vissuta e rafforzare relazioni in vista della prossima edizione del 2027. «Le foreste dell’area protetta - commenta Andrea Gennai, direttore del Parco Nazionale, - sono state il grande teatro naturale di un’esperienza che ha nuovamente coniugato ricerca scientifica, divulgazione ambientale e partecipazione attiva. A emergere è stata la presenza di professionalità, competenze e provenienze differenti messe in campo che, coordinate dalla nostra dottoressa veterinaria Nadia Cappai, permetteranno di costruire un quadro sempre più preciso della presenza del cervo nel territorio del Parco attraverso un modello di monitoraggio partecipato che, da diciotto edizioni, unisce istituzioni, tecnici, volontari e conoscitori del territorio».

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