Liste d'attesa in Umbria: per una sanità bene comune serve una svolta pubblica

Si fa affidamento sul privato mentre si sta definendo il nuovo piano sanitario regionale
L’associazione UmbriaLeft APS esprime grande preoccupazione per la recente delibera della Giunta regionale dell’Umbria sul tema delle liste d’attesa in sanità. Una delibera che, nella sostanza, continua a prorogare misure rivolte al sistema privato e convenzionato già ampiamente adottate dal precedente governo di centrodestra.
Si continua a fare affidamento sul privato proprio mentre si sta definendo il nuovo piano sanitario regionale: una scelta che rischia di consolidare un modello che negli anni ha mostrato tutti i suoi limiti, invece di avviare quella reale inversione di rotta che era stata indicata come centrale nella proposta politica dell’attuale maggioranza vincente alle elezioni. In effetti occorre ricordare che il tetto di spesa in sanità lo stabilisce la domanda di salute espresso dai cittadini, anche in considerazione di nuovi farmaci e tecnologie che la ricerca ci offre.
Ecco perché le liste d’attesa non sono un problema contingente, ma il sintomo evidente di un sistema che è stato progressivamente indebolito nella sua componente pubblica. Le responsabilità delle destre a livello regionale e nazionale in questo senso sono state e sono pesanti. Il ricorso crescente a prestazioni esternalizzate e convenzionate non solo non ha risolto le criticità, ma ha contribuito a spostare l’asse del sistema sanitario verso logiche che non garantiscono pienamente appropriatezza, universalità ed equità.
Secondo noi sarebbe fondamentale affermare un principio chiaro: la sanità deve essere riconosciuta e governata come un bene comune, sottratto a dinamiche di mercato e fondato sulla centralità del servizio pubblico. In questo senso, ridurre realmente le liste d’attesa significa intervenire sulle cause strutturali del problema, rafforzando il sistema pubblico e ricostruendo una capacità di programmazione che negli anni si è progressivamente indebolita. Quale migliore occasione della definizione del nuovo piano sanitario regionale.
È insomma necessario avviare un percorso di ripubblicizzazione dei servizi esternalizzati, per restituire coerenza e controllo al sistema sanitario regionale. Allo stesso tempo, occorre rilanciare un ruolo effettivo di indirizzo e controllo dei consigli comunali, oggi sostanzialmente marginalizzati nelle scelte strategiche, e promuovere nuove ed originali forme di partecipazione diretta dei cittadini, perché la sanità non può essere gestita come una materia tecnica separata dalla vita delle comunità.
Su queste premesse, rivolgiamo un appello alle forze di sinistra presenti nell’Assemblea legislativa dell’Umbria e alle organizzazioni sindacali affinché si facciano promotrici di un’iniziativa forte nei confronti della Giunta regionale, per interrompere una linea di continuità con il passato e aprire una fase nuova.
Per noi è arrivato il momento di una scelta chiara: definire un piano sanitario regionale realmente pubblico, partecipato e universalistico, capace di garantire a tutte e tutti il pieno diritto alla salute.
Per l'Associazione UmbriaLeft APS
Mauro Alcherigi
Rossella Brasacchio
Attilio Gambacorta
Juri Pelucca
Gianluca Schippa

Commenta per primo.